Il Comitato Rischio Vulcanico nei Campi Flegrei , costituito da Associazioni da tempo attive su problematiche ambientali dell’area , sente nuovamente il bisogno di richiamare l’attenzione sulla Perforazione profonda nel sottosuolo flegreo prevista da ricercatori dell’Osservatorio Vesuviano (Campi Flegrei Deep Drilling Project) all’interno di Bagnoli Futura.
Ci è giunta notizia che il giorno 7 Luglio vi sarà l’apertura del cantiere per la perforazione.
L’ argomento è stato trattato in dettaglio dal Comitato nel 2011, presso l’ Auditorium Regionale Pico di Fuorigrotta; una Tavola Rotonda a cui parteciparono, il Coordinatore del progetto professor De Natale e i maggiori esperti in materia, manifestando una disparità di opinioni che causò molte perplessità nel pubblico presente. Considerata la necessità di aprire un pubblico dibattito in materia per creare un rapporto di comunicazione senza barriere tra i cittadini, le istituzioni e gli specialisti impegnati nello studio e nell’osservazione dei vulcani, fu’ chiesto al Professore De Natale, quale Coordinatore del Progetto, di organizzare un ulteriore incontro, con i cittadini a chiarimento dei dubbi suscitati dalla divergenza di opinioni espresse dagli scienziati, la richiesta fu accolta, ma di fatto disattesa.
Dopo un periodo di silenzio, dovuto anche al divieto ad effettuare la perforazione a tutela della incolumità della popolazione, imposto da Rosa Russo Iervolino, allora Sindaco di Napoli, che esortò col “nunn sfruguliamm o Vulcan”!
Altri incontri ci sono stati ma noi non siamo ne stati invitati ne tantomeno informati; in risposta a ciò il comitato si è riunito nuovamente il giorno 21 Maggio a Bagnoli presso l’Associazione Culturale Trinity Point, per valutare con l’ausilio di sommi esperti del settore, la “pericolosità delle perforazioni” a Bagnoli, l’incontro è stato molto partecipato.
Dopo questo evento è nata l’esigenza di redigere una “LETTERA DOCUMENTO” che è stata inviata a vari Organi Competenti. La missiva ha avuto i suoi effetti, ma a noi non è stata ancora recapitata.Ne abbiamo ricevuto copia in via informale.
La lettera di risposta porta l’intestazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, DIPARTIMENTO DI PROTEZIONE CIVILE; a Firma del VICECAPO DIPARTIMENTO Angelo Borrelli. In sintesi: Viene spiegato che il Dipartimento in questione non era stato in precedenza informato, né coinvolto nel progetto, ma dopo la richiesta di accertamenti richiesti dall’ex Sindaco di Napoli, fu convocata una riunione con i diretti interessati al progetto,il giorno 18 Ottobre 2010, dopo un’ampia discussione sull’argomento, il Dipartimento ha chiesto, ai responsabili del progetto una nota informativa di dettaglio e il rappresentante del Comune di Napoli, si è riservato di assumere eventuali decisioni in merito alla regolare prosecuzione dei lavori successivamente al recepimento di tali note. Il Dipartimento ha ricevuto le note dall’INGV-OV al 29/10/2010, e le ha trasmessi al Comune di Napoli unitamente al verbale della riunione.
A tutt’oggi, recita la missiva: questo Dipartimento NON HA CONTEZZA DELLE DECISIONI PRESE DAL COMUNE DI NAPOLI in merito al proseguimento dei lavori di perforazione previsti nel progetto in parola.
Concludendo con: (In tale ambito, appare non banale rimarcare peraltro l’importanza del ruolo del Comune. In particolare, si “RAMMENTA CHE IL SINDACO” è la prima autorità di protezione civile sul territorio comunale ai sensi dell’art. 15 della 225/92 e attraverso puntuali e costanti iniziative di INFORMAZIONE DEVE ASSICURARE CHE I PROPRI CITTADINI RICEVANO TUTTE LE INFORMAZIONI UTILI, IN EMERGENZA, PREVISTE NEI PIANI COMUNALI DI PROTEZIONE CIVILE). Questa la missiva di risposta.
Ora dopo anni di richieste alle autorità competenti, chiediamo al Sindaco:
1) DOVE SONO,E QUALI SONI I PIANI DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI NAPOLI:
2) QUALI SONO LE VIE DI FUGA PER GLI ABITANTI DELLA ZONA FLEGREA.
3) QUALI SONO LE PREVISIONI DI RISCHIO DELL’ESPERIMENTO.
4) CHE NE E’ DELLA PARTECIPAZIONE TANTO SBANDIERATA :
5) COSA E’LA CONVENZIONE DIAARHUS:
NON ESSENDO STATI INFORMATI, NON ESSENDO STATI INTERPELLATI, NON ESSENDO STATI ASCOLTATI.
CI APPELLIAMO ALLA CONVENZIONE DI AARHUS E AL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE.
La Convenzionedi Aarhus:
Il diritto della partecipazione dei cittadini alle scelte pubbliche in materia ambientale,
non si esaurisce nel momento del voto, ma deve trovare applicazione in occasione
delle fasi attraverso cui si articola il processo di assunzione delle decisioni;
questo principio, può concretizzarsi solo attraverso la conoscenza di tutti gli
elementi di valutazione necessari.
Un primo fondamentale passo è costituito dall’accesso all’informazione .
l’accesso all’informazione ambientale, e la partecipazione del pubblico ai processi decisionali.
L’Italia ha ratificatola Convenzioneconla L.108/2001.
La Convenzionedi Aarhus prevede una serie di obblighi a carico di alcune tipologie
di soggetti, pubblici e privati, definiti “autorità pubbliche”.
Il Principio di Precauzione:
È noto che la definizione formale di rischio naturale è quella espressa dal prodotto di:
Pericolosità per Valore esposto, per Vulnerabilità.
Ciò implica che, se anche la Pericolosità fosse estremamente bassa (Nulla non può essere mai!!) in presenza di un elevatissimo Valore esposto e/o livello di Vulnerabilità (come nel nostro caso), lo stesso Rischio assume un valore MOLTO ELEVATO!
Credete che sia una scelta responsabile e sostenibile sottoporre la popolazione dell’area, più di 300.000 abitanti, ad un così elevato Rischio? Se dovesse succedere “qualcosa”, di chi sarebbe la responsabilità: degli scienziati, dell’Ente proprietario del terreno (Bagnoli Futura), dell’Ente locale che ha rilasciato autorizzazione per la perforazione (Regione, Comune), della Protezione Civile Nazionale che per Legge deve provvedere alla previsione e prevenzione dei rischi naturali ed antropici??
IN tutto ciò cosa dicela PROCURA?
Abbiamo forse dimenticato che le aree sono interessate da una gravissima inchiesta, per di più attivata proprio dall’attuale Sindaco; il coordinatore dell’inchiesta, il Procuratore Francesco Greco e il PM Stefania Buda, hanno per caso dato parere favorevole all’avvio dei lavori?le indagini sono forse terminate?
Indagini incrociate, consulenze e analisi di laboratorio, truffa e omessa bonifica, sono le accuse ipotizzate nel fascicolo investigativo. Insomma, dalle analisi del territorio, ai finanziamenti sbloccati dal ministero dell’ambiente, per finire ad alcuni dispositivi Comunali e all’azione di controllo di ARPAC e PROVINCIA. Una buona fetta sella storia di Bagnoli è in un fascicolo investigativo. Speriamo di non doverne vedere aperti altri
In conclusione, chiediamo a tutti i nostri concittadini di unirsi a noi nel tentativo di non far avviare assolutamente il cantiere fino all’esaudimento di tutte le richieste atte alla tutela della salute, del territorio e dell’ambiente. Facendo valere cosi, i nostri diritti.
Per il comitato rischio vulcanico nei campi flegrei:
Giuseppe Cristoforoni.
05/07/2012
Napule
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…vai a c….. tu e iervolino….stronzo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Cari concittadini,
leggo solo ora questo blog, e noto con stupore che mi sarebbe stato chiesto di ‘organizzare ulteriori incontri’. In realtà io sono sempre stato disponibile ad incontrare i cittadini, e l’ho dimostrato in moltissime occasioni (scuole varie, Terme di Pozzuoli, Lega Navale di Pozzuoli, Circolo ILVA Bagnoli, Museo Navale, ecc.). In tutte queste occasioni, pubbliche, non ho mai avuto il piacere di incontrare alcuno dei colleghi che con tanto ardore criticano il progetto. Come non ho mai avuto il piacere di un contradditorio da tali colleghi in convegni e consessi scientifici nazionali ed internazionali (non ultimo il Convegno a Villa Doria D’Angri del 17-19 Maggio c.a.), ossia nelle sedi primarie in cui tali questioni devono essere dibattute. In realtà, piuttosto che promettere di ‘organizzare ulteriori incontri’ (uno avevo comunque cercato di organizzarlo nel Maggio 2011, poi purtroppo per varie indisponibilità dovemmo cancellarlo) ho sempre dato per scontato che i partiti, i movimenti, le associazioni, i singoli cittadini che avessero dubbi su questo o su qualsivoglia argomento scientifico di nostra pertinenza, ci chiedessero di incontrarci, di parlare con noi. Noi siamo sempre stati disponibili per questo; quando ero più giovane, durante i turni notturni e festivi di sorveglianza (ho iniziato a farli nell’84, in pieno bradisisma flegreo) mi telefonavano i cittadini a qualsiasi ora della notte con le domande più disparate: alcune pertinenti ed accorate, altre stravaganti. A tutte, come facciamo anche oggi, cercavamo di dare una risposta; non soltanto scientifica, ma anche talvolta semplicemente ‘umana’, cercando di alleviare le tensioni inevitabili legate a fenomeni per molti versi spaventosi come i terremoti, il bradisisma e le eruzioni. Lasciando da parte le spiegazioni ‘scientifiche’ che pure vi saranno dovute per rispondere ad alcune affermazioni recenti di qualche collega, talvolta sconcertanti e vergognosamente false ed irresponsabili, mi preme qui sottolineare che, a mio parere, la civiltà di un Popolo si misura dalla correttezza del rapporto tra Cittadino ed Istituzioni. Mi rendo conto che molte Istituzioni non ispirano fiducia e non hanno alcuna disponibilità a dialogare con i Cittadini: ma non è il nostro caso. Quello che mi ha più colpito e addolorato in tutta questa situazione è che, malgrado la nostra disponibilità ad incontrare i Cittadini, dimostrata anche con voi ma non solo, questa nuova ondata di ‘condanne senza appello’ da parte vostra e di altri partiti/associazioni, è partita senza sentire alcun bisogno di chiederci nulla, anzi senza neanche invitarci a controbattere, nei vostri incontri, le affermazioni di chi ancora una volta parlava senza conoscere minimamente l’argomento, ossia i reali termini del progetto.
Non avendo informazioni concrete, si prendono grandi cantonate: sul vostro blog, e su molti altri, continuo a leggere che Iervolino avrebbe ‘bloccato’ il progetto per tutelare la popolazione: non è vero; questo è quello che c’era scritto sui giornali, non la realtà dei fatti. La realtà è che noi, l’Istituzione scientifica e di Protezione Civile sul territorio, non abbiamo avuto nessuna comunicazione ufficiale dall’ex-Sindaco; nessun documento scritto. Noi ci siamo fermati per puro rispetto Istituzionale, perchè avevamo letto i giornali, e per rispetto verso i cittadini inutilmente allarmati da certa stampa. La realtà è che i Comuni non sono coinvolti nell’iter autorizzativo di una perforazione, e noi avevamo tutte le autorizzazioni per continuare. L’unico modo che aveva l’ex-Sindaco per bloccare il progetto era vestire i panni di massima autorità di Protezione Civile sul territorio, cosa che può fare; ma non lo fece. L’unico suo atto ‘ufficiale’ fu di chiedere alla Protezione Civile Nazionale (di cui noi siamo organo ufficiale proprio per i rischi sismici e vulcanici) se le nostre attività comportassero rischi sismici e vulcanici. Avuta comunque la risposta, non le diede alcun seguito, e non decise nulla in merito nei pochi mesi fino alla fine del mandato. Se pensate che questo sia il modo corretto in cui le Istituzioni debbano interagire tra loro e con i cittadini, va benissimo così. In ogni caso, il nostro dovere è informarvi correttamente se lo chiedete, e stiamo cercando di organizzare un incontro con voi il 26 Luglio, data che confermeremo entro uno/due giorni; d’altra parte, devo darvi atto che finalmente, soli (per ora) tra i vari partiti/movimenti ed associazioni che hanno come voi ‘forti dubbi’, avete chiesto di incontrarci. A presto.
Giuseppe De Natale