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gen
24
2013
61

Abusivismo ed abbattimenti

Scritto da in: Rassegna Stampa

 

 

 

 

 

 

 

Sentiamo l’esigenza di fare chiarezza su di una questione delicatissima e molto dibattuta che è quella degli abbattimenti delle case abusive.

Noi siamo assolutamente ed imprescindibilmente contrari a qualunque condono passato e futuro.

Proprio i condoni sono i maggiori responsabili delle cementificazioni disastrose che hanno devastato il nostro territorio con gravissimi danni. Geologici e di staticità.

Gli abusi edilizi sono da sempre i nodi cruciali dell’illegalità, del ricatto politico, dell’abuso di potere e di gestione, della discrezionalità, del mancato diritto. E non possiamo ignorare che chi ha agito in questo modo ha alimentato il settore dell’illegalità, dando agio ad una mentalità nefasta di insediarsi profondamente nei costumi e nella quotidianità.

Premessa quindi la doverosa posizione contraria ad ogni abuso edilizio e ad ogni ulteriore consumo di suolo, la situazione degli abbattimenti va a nostro parere gestita con molta attenzione .

Nell’ottica che non si ripara un danno con un altro danno, nell’obbiettivo di RIFIUTI ZERO e ZERO SPRECHI siamo convinti che ci possa essere in alcuni casi un’alternativa alle demolizioni.

Acquisite al patrimonio dell’amministrazione, queste abitazioni potrebbero essere date nella disponibilità non patrimoniale a tempo determinato alle famiglie in stato di necessità, anche a quelle che le abitano se con tali requisiti.

Purtroppo anche l’abbattimento di un edificio senza titolo abilitativo è comunque ed inevitabilmente sempre uno spreco di risorse; è un costo economico e ambientale; uno spreco di materiali e troppo spesso una produzione di rifiuti speciali che non vengono rimessi nel ciclo, per questo dico che vanno fatte accurati accertamenti e valutazioni.

Salvare le abitazioni che si possono salvare, se la collocazione geologica e paesaggistica lo permettono, se la statica dell’edificio lo permette. Prevedendone, di contro, l’ adeguamento antisismico, l’introduzione di sistemi di efficienza energetica e l’uso di materiali ecocompatibili per le ristrutturazioni.

Quello che davvero necessita da subito è un vero controllo del territorio, è inutile scandalizzarsi se si richiede criterio nelle demolizioni, quando gli abusi continuano sul nostro territorio con pochissimo o nullo controllo.

Saniamo e recuperiamo quello che possiamo, staticamente ed energeticamente, ma controlliamo e discipliniamo, da subito. con onestà, fermezza e trasparenza il territorio. RIFIUTI ZERO, ZERO SPRECHI,  ILLEGALITA’  ZERO.

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gen
19
2013
0

“Per non tornare indietro ?”

Scritto da in: Blog

 

Lo slogan elettorale di Monti recita: “Per non tornare indietro”.   Ma è giusto andare avanti a qualunque costo se la direzione intrapresa è tanto sbagliata? Se stiamo correndo verso un baratro?

Hanno smantellato lo Stato sociale, frutto di decenni di lotte e di conquiste dei nostri padri e dei nostri nonni. I diritti dei lavoratori, dei cittadini, il lavoro, la scuola pubblica, la sanità pubblica, prospettando un futuro di disoccupazione lavoro precario, assicurazioni sanitarie e scuole private  E’ giusto porsi l’obbiettivo di non tornare indietro e di proseguire in questa direzione?  Non lo possiamo permettere.

Io credo che si debba guardare oltre questa logica europeista delle banche senza etica e della finanza senza regole, che ci impongono come unica e inevitabile.  Io credo che ci sia un altro modo, grazie allo studio e alla divulgazione d’illustri economisti che su di questi temi dibattono da anni, con poco o nullo ascolto, affinché la logica del pensiero unico prevalga su tutto.

A chi serve la crisi?

Monti ha detto una cosa gravissima, che “le crisi servono all’Europa perché solo in stato di crisi grave le popolazioni sono disposte a “cedere” parte della loro sovranità nazionale”. Questa è shock economy, ancora una volta la strategia del terrore, l’applicazione delle teorie liberiste di Milton Friedman e della Scuola di Chicago, la teoria che ipotizza che solo ponendo gli individui in uno stato mentale di grave pericolo, di shock appunto, si possa perseguire il  fine di imporre loro “La soluzione” prospettata come fosse “L’unica soluzione possibile”, inevitabile, inderogabile, da attuare in fretta, scavalcando molto spesso regole, limiti e leggi.  Come con l’emergenza rifiuti in Campania e non solo.

E soprattutto chi ha generato la crisi?

Ci dicono che abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità economiche,  ma chi?  Per scoprire poi che l’Italia e la Grecia con l’aiuto remunerato della Goldeman Sachs hanno “truccato” i conti di bilancio pur di rientrare nei limiti di Maastricht.  E’ stato forse questo “trucchetto” a generare la nostra crisi economica? E’ stato questo il passo “sopra le nostre possibilità economiche”?  E allora perché non si è rivisto il trattato piuttosto di forzare le regole?  E chi deve pagare la crisi?

Esiste un’altra logica, ne siamo sicuri, capace di ridare valore alle nostre produzioni reali, al nostro patrimonio, senza svenderlo, alle nostre risorse, per una ripresa produttiva del nostro paese, oltre la logica senza etica delle banche e della finanza senza regole, che sono la causa e l’effetto della crisi, e noi vogliamo perseguirla.

Io sono europeista, sono cresciuta sui banchi di scuola, dove si disegnava l’idea di fratellanza e unione dei popoli tramite l’Unione europea, ma quell’Europa non è questa Europa!

 

Paola Nugnes

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giu
23
2011
1

Rifiuti: riportiamo quelle che riteniamo le azioni basiche da mettere subito in atto:

Scritto da in: Blog

 

Premettendo fiducia nella nuova amministrazione e nostra disponibilità alla collaborazione fattiva ma sempre critica, non ci sottraiamo dal rilevare alcuni errori: noi crediamo che la Provincia e la Regione abbiamo responsabilità precise dentro le quali il Comune non avrebbe dovuto lasciarsi trascinare, come la scelta dei siti di trasferenza.

L’amministrazione deve al contrario pretendere dagli enti preposti la risoluzione del problema sottraendosi così ai ricatti d’inefficienza e inadeguatezza.

La nuova amministrazione comunale dovrebbe a nostro parere affermare con più forza e decisione la linea del recupero della materia che intende seguire e il suggerimento sarebbe sicuramente partire dall’affermazione che il comune di Napoli intende dimostrare al mondo intero che la munnezza è una ricchezza, e in quanto tale non va seppellita in buchi né bruciata in inceneritori, ma RECUPERATA!

Siamo consapevoli che i problemi che l’Amministrazione si trova ad affrontare in questi giorni sono di tipo strutturale, organizzativo e gestionale; che manovre di ostruzionismo politico si stanno frapponendo all’ attuazione del Piano Rifiuti che sicuramente si è predisposti a realizzare, a maggior ragione riteniamo che la soluzione non possa che venire da un appello alla popolazione di collaborazione e partecipazione alla realizzazione del fine.

E’ necessario chiedere a tutta la cittadinanza, con tutti i mezzi a disposizione, televisione, pubblica e privata, mezzo stampa affissioni stradali 3 x 6, banditori stradali, a mezzo delle Municipalità territoriali e del volontariato di base, di non conferire per una settimana/dieci giorni, i rifiuti per strada;  imporre a mezzo ordinanza, la separazione del secco dall’umido, vietare l’uso dell’usa e getta, bloccare, temporaneamente, la vendita dell’acqua e delle altre bevande in bottiglie di plastica, fino a quanto la Regione e la Provincia non avranno provveduto a dare indicazioni sui siti, al fine di rimuovere la spazzatura accumulata per strada, solo a questo punto, con la città pulita e disinfettata, stabilire con ordine prima il conferimento dell’umido fuori regione negli impianti di compostaggio e poi del secco che potrebbe senza la frazione putrescente, essere stoccato ovunque, in attesa di essere vagliato e selezionato nei fantomatici impianti STIR, trasformati in impianti TMM con estrusione finale.

(Riguardo gli STIR riteniamo che l’Amministrazione Comunale debba e Possa fare proposta e pressione al fine di riconvertire questi impianti nei cosi detti impianti TMM con estrusore finale, così come da progetto allegato.)


PROPOSTA N. 0: predisporre  un’ordinanza in cui si deliberi la liberalizzazione di ciò che non è un rifiuto ma  materia, dando la  possibilità a chi trasforma la materia in prodotto di ritirare dietro un corrispettivo concordato direttamente la materia da riciclare dai commercianti, dalle scuole e dagli enti pubblici.  (siamo consapevoli che a riguardo esiste una legislazione regionale che impedisce, di fatto, la liberalizzazione della raccolta, ma del rifiuto non della materia, ma riteniamo che un’ordinanza sindacale di urgenza possa intervenire in tal senso)

Obbligo per i commercianti al ritiro del vuoto e dell’imballaggio; obbligo per i distributori a ritirare il vuoto in cambio del pieno.

PROPOSTA 1: banditori stradali, divisi per Municipalità e per quartieri, anche dal mondo dell’associazionismo e dei comitati che con megafono vadano in giro a dare informative e direttive sul contenimento dei rifiuti e l’uso dì tecniche alternative e indirizzi e nominativi degli esercizi commerciali che favoriscono la riduzione con distributori alla spina, vuoto a rendere, tecniche sostitutive all’uso di determinati prodotti, e organizzino e diffondano incontri pubblici sull’informazione per la riduzione e il riciclo.

PROPOSTA N.2: da subito incentivi dal comune all’acquisto dì compostiere domestiche e condominiali, con  riduzione della TIA (vedi passaggio da TARSU a TIA)  la cui diffusione sia  data anche ai banditori dì cui al punto 1. 8 si potranno organizzare anche acquisti GAS ed il comune potrà organizzare gli ordini collettivi) per ridurre i costi

PROPOSTA N.3: da subito divisione del secco dall’umido.  Tutto l’umido raccolto separatamente dovrà  andare fuori regione negli impianti dì compostaggio il costo dì conferimento sarà bilanciato dal mancato conferimento nei siti dì stoccaggio prima e in discarica poi dello stesso.

PROPOSTA N.4:  che l’amministrazione comunale pubblichi e diffonda sul sito e su cartelli pubblicitari 3 x 6 anche tramite i banditori dì cui al punto 1 i nominativi degli esercizi commerciali che riducono l’uso degli imballaggi e che praticano attività dì distribuzione alla spina, vuoto a rendere e quant’alto atto alla riduzione della produzione del rifiuto solido urbano al fine di predisporre un elenco pubblico e affisso anche fuori i locali commerciali di locali con bollino verde, cui potranno seguire elenchi e segnalazioni di locali commerciali della grande distribuzione a bollino rosso.

PROPOSTA N. 5: che l’amministrazione comunale “proponga” (e spinga) alla Provincia il revamping dei due impianti ex CDR in impianti TMM con estrusione finale.

 

MoVimento 5 Stelle Napoli

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mag
16
2011
3

Ecco perchè Voto MoVimento 5 Stelle

Scritto da in: Appelli,Blog

Paola Nugnes
Paola Nugnes

 

Voto MoVimento 5 Stelle perché ha riportato i ragazzi in strada, nei banchetti, a parlare di politica con la gente; perché ha ridato ai giovani la Voglia di non andar più via, la forza di provare a cambiare le cose.

Credo che il MoVimento 5 Stelle sia la giusta evoluzione di una diversa partecipazione; ricordo i giorni dell’impegno e della lotta, io che non sono più giovane, ricordo le Assemblee e le discussioni dei giovani che fummo.  Ieri c’era l’ideologia del Partito a sovrastare i “nostri” discorsi, come una grande ala protettrice, come un faro a farci da guida, ma i tempi sono cambiati, e non è più il momento di delegare, oggi le idee non si uniformano ma si formano nelle assemblee, nelle lunghe ore sfiancanti della partecipazione, nella logorante attenzione dell’ascolto e dell’accoglienza.

(continua a leggere…)

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mag
06
2011
0

DL SVILUPPO: PRIVATIZZA LE SPIAGGE

DL SVILUPPO: PRIVATIZZA LE SPIAGGE

Il diritto inalienabile al mare, la speranza per uno sviluppo turistico balneare consapevole e democratico sono  stati  schiacciati e derisi oggi dalla norma sulle  spiagge  inserita nel pacchetto di misure per rilanciare, ironia, il turismo in Italia.

Siamo alla svendita di tutti i beni e di tutti i diritti.

Il decreto introduce, al posto del canone demaniale, il “diritto” di superficie, con durata di 90 anni, un periodo di tempo ritenuto, dal governo, “ necessario” a favorire gli investimenti, concesso a chi già detiene in canone le aree demaniali, in assoluto dispregio delle regolari gare per le concessioni demaniali cui ci invita da tempo l’Europa, e del diritto di tutti.

Ma oltre tutto questo,  il diritto di superficie nasconde  un altro pericolo: la possibilità di poter costruire  lungo le coste!

“Sulle aree gia’ occupate da edificazioni esistenti, aventi qualunque destinazione d’uso, ancorche’ realizzate su spiaggia, arenile ovvero scogliera,  le edificazioni possono essere mantenute“  in regime di diritto di superficie.

Sulle aree inedificate ”l’attivita’ edilizia e’ consentita” in regime di diritto di superficie.

Le imprese devono pagare un corrispettivo annuo determinato dall’Agenzia del Demanio sulla base dei valori di mercato e il relativo gettito e’ distribuito in parti uguali tra Regione, Comuni interessati e erario.  E già  la Fiba-Confesercenti si “raccomanda” che   i costi non siano troppo elevati, che siano ragionevoli, così ci sarà più posto, e più soldi,  per gli investimenti e le colate di cemento..!

Papale, papale:  il diritto di superficie privatizza  di fatto  il patrimonio costiero, togliendo gli ultimi veli di pudicizia  ai vari progetti di Water Front, già pronti nei cassetti da anni,  realizzati con i patti in deroga e i PUA ad iniziativa privata.  Le scuole di urbanistica potranno anche chiudere, la pianificazione è roba da diritto privato.

Il nostro paese già  devastato dal cemento,  in mano alla criminalità e agli speculatori, riceve così l’ avvallo definitivo del governo, il permesso di devastare a norma di legge!

La deregulation lenta ed inarrestabile, in nome del progresso, dello sviluppo e del lavoro,   con il nuovo Piano casa con il silenzio assenso per  tutte le nuove costruzioni e col passaggio dalla Dia alla Scia,  e  con la privatizzazione delle spiagge,  rappresenta l’abdicazione  dell’amministrazione al diritto e al dovere della pianificazione in nome del bene collettivo. Un lento ma inarrestabile declino iniziato  negli anni ’80, nel mito ancora una volta dello sviluppo,  con l’introduzione, allora tanto osteggiata, dei patti in deroga, dell’urbanistica contrattata  (che tanti danni hanno saputo portare  al nostro paese negli ultimi decenni e nessuna ricchezza).

Siamo all’atto finale, alla  condanna definitiva,  al sopruso del privato sul pubblico, del più forte e bulimico speculatore sul bene comune  e sulla ricchezza distribuita.

Non basta che le opposizioni levino ora lamenti e lancino proclami contro tutto questo,  la responsabilità di chi c’era e di chi ha avvallato l’ escalation, lasciando che si arrivasse a tanto, non può essere ignorata;  i responsabili sono,  insieme a questo governo,  gli inventori dell’”ambientalismo del fare”,  gli entusiasti del Piano Casa,  i sostenitori della deregulation, “perchè le regole sono fastidiose ed intralciano la libera impresa e lo sviluppo”. I responsabili sono gli Ordini Professionali che hanno taciuto.

Occorre che un’ opposizione vera e decisa porti finalmente  le istanze dei cittadini all’attenzione di questo paese e  riscatti i diritti delle comunità.

Questa opposizione non può che venire dai cittadini stessi, con il passaggio alla  democrazia diretta e partecipata;  unica vera speranza per un futuro migliore.


Paola Nugnes candidata con il MoVimento 5 Stelle

al Comune di Napoli e alla Municipalità di Bagnoli -Fuorigrotta

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apr
28
2011
8

Digestori anaerobici ed Impianti di Compostaggio – dal Piano Rifiuti del MoVimento 5 Stelle Napoli

Compost di qualità

E compost sia!

La Filiera del Compost di Qualità

Una cosiderazione sulla differenza sostanziale tra i due sistemi, i digestori anaerobici e gli impianti di compostaggio, che non è chimica, ma politica, si basa sull’ osservazione di due dati essenziali ed inconfutabili:

Se l’ interesse principale dei digestori è la produzione di biogas (e lo è per l’ anomalia di un mercato drogato dai certificati verdi) non si terrà in debita cura il materiale in ingresso, ma si tenderà a digestare di tutto, anche umido poco pulito, fanghi di lavorazione industriale e altro.

Gli impianti di compostaggio hanno al contrario un unico interesse produrre compot di qualità, diventa quindi determinante ed essenziale l’ attenzione ed il controllo dei prodotti in entrata, il fatto che si tratti umido pulito e di qualità.

Naturalmente il digestato è un buon fertilizzante solo se il materiale digerito contiene basse quantità di sostanze tossiche quali i metalli pesanti per esempio, e “in caso di presenza di sostanze tossiche, in particolare acque degli scarichi industriali”, sono necessari trattamenti tali e talmente costosi che ” i costi di abbattimento dei tossici e i rischi ambientali supererebbero il vantaggio nel produrre biogas”.

Il rischio naturalmente è duplice:
(continua a leggere…)

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