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apr
29
2013
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Il Punto sul Crollo alla Riviera di Chiaia

Il 4 Marzo scorso avveniva il crollo di un’ala del Palazzo Guevara alla Riviera di Chiaia. Paura e caos, ma per fortuna nessuna vittima. Da quel momento in poi è cominciata l’odissea per centinaia di famiglie che sono state evacuate dall’edificio interessato e da quelli circostanti. Una parte si è trasferita in seconde case di proprietà o dai parenti, un’altra (170 circa) è stata alloggiata negli alberghi tra Fuorigrotta ed Agnano a spese dell’Ansaldo. A quasi due mesi dal crollo, la situazione è ancora in una fase di stallo.

Domenica 28 Aprile all’hotel Terme di Agnano si è svolto il terzo incontro tra il sindaco De Magistris, il vicesindaco Sodano e gli sfollati. L’incontro doveva cominciare alle 19, ma è poi slittato di mezz’ora a causa della contrarietà del sindaco a parlare in presenza delle telecamere RAI. Cosa che ha inferocito gli animi di molti presenti e ha costretto De Magistris ad attendere l’arrivo delle forze dell’ordine e di una scorta personale.

L’assemblea ha avuto momenti di tensione, soprattutto quando i presenti hanno chiesto al sindaco chiarimenti sul comunicato ANSA da lui emanato il 19 Aprile scorso, in cui si diceva che la vicenda del crollo era stata strumentalizzata dalla criminalità organizzata. De Magistris ha poi negato di aver mai detto che nelle manifestazioni degli sfollati siano stati presenti dei camorristi.

Ad ogni modo, De Magistris e Sodano hanno fatto il quadro della situazione, che è questo:

 

- Per il civico 72 (Palazzo Guevara) si attendono i lavori di demolizione dei cornicioni e dei parapetti pericolanti, che dovrebbero cominciare entro questa settimana, e verrà demolito anche il solaio. Per ogni intervento sarà necessario il rilascio del nulla osta dalla magistratura. E’ stato ultimato il ponteggio di sicurezza, si attende il collaudo da parte di Ansaldo e Vigili del fuoco.

- Per il civico 66 sussiste tuttora un’ordinanza di sequestro dell’autorità giudiziaria. Il ritorno a casa è impossibile fino al dissequestro, quando i consulenti del Comune potranno verificare le condizioni del sottosuolo.

- Per i fabbricati di vico Serra, lo sgombero è avvenuto in via precauzionale a seguito della certificazione Ansaldo sulla stazione di Arco Mirelli del 15 Aprile (di cui dirò dopo). Pare che le precauzioni siano venute parzialmente meno e, se i sopralluoghi nei prossimi giorni dovessero essere positivi, i residenti potranno rientrare nelle loro case.

- Per i fabbricati di vico Fiorentini a Chiaia, vale quanto detto per il civico 66.

- Per i civici 81, 84 e 88 pare che l’Ansaldo abbia detto che non sussistono problemi. Tuttavia il Comune non è conosocenza se l’impresa ligure abbia svolto o meno dei lavori di rafforzamento delle fondamenta precedentemente accordati. I tecnici non possono verificare ciò a causa del sequestro giudiziario, occorre un’autorizzazione dalla Procura che è difficile ottenere in tempi rapidi. Soltanto un’incontro tra le parti, previsto per i prossimi giorni, potrà fugare tutti i dubbi.

- C’è poi la questione della certificazione Ansaldo, rilasciata il 15 Aprile scorso, dove si specifica che la stazione di Arco Mirelli è attualmente in stato di sicurezza. Il problema sussiste però per la prosecuzione dei lavori, su cui al momento l’Ansaldo non si pronuncia. Il Comune ha detto che non vuole assumersi la responsabilità di far proseguire l’opera senza la certezza che non accada nulla. Ciò che è certo è che i rapporti tra l’Ansaldo e il Comune non sono buoni, soprattutto dopo che la società ha annunciato improvvisamente la rescissione del contratto con gli albergatori entro il 30 Aprile, costringendo gli sfollati ad abbandonare le strutture. Il sindaco De Magistris si è così impegnato a pagare tutti i giorni di permanenza ulteriore.

Circa la delibera comunale del 24 Aprile con cui la giunta esentava gli sfollati dal pagamento delle tasse, De Magistris e Sodano hanno specificato che l’IMU non sarà dovuta nella misura che spetta al Comune, cioè al 50%. Stesso discorso vale per la TARSU del 2013, che per la parte comunale non sarà dovuta, mentre per la parte provinciale si attende la risposta di Palazzo Matteotti e il sindaco si è ripromesso di tornare a pungolare il presidente della provincia Pentangelo per sbloccare la situazione. Per il blocco dei mutui, il Comune ha avuto rassicurazioni dalle banche. Per l’esenzione dalla tassa sulla circolazione si attende la pronuncia della Regione. Per l’esenzione dalla tariffa COSAP sulle attività commerciali si attende la pronuncia della Camera di Commercio, frattanto il Comune ha esentato i commercianti dal pagamento della tassa di occupazione suolo pubblico. Gli immobili beneficiari dell’esenzione sono tutti quelli interessati da sgombero.

L’impressione comunque (questo lo dico a titolo personale) è che il Comune e l’Ansaldo fossero a conoscenza delle condizioni precarie in cui versavano quei palazzi ben prima del fattaccio del 4 Marzo, che per miracolo non ha provocato vittime. Da anni si parla di crepe nei muri, allagamenti, porte e finestre che non si chiudono bene, insomma una serie di smottamenti generalizzati provocati dai cantieri della metropolitana. Per rassicurare ulteriormente i presenti, Sodano ha dichiarato che il Comune effettuerà dei sondaggi lungo tutta la Riviera.

Appare ridicolo, infine, lo sceneggiato messo in piedi dal centrodestra napoletano negli ultimi giorni, che ha cercato in tutti i modi di cavalcare la rabbia della gente contro l’attuale amministrazione (gravata comunque da pesanti responsabilità). Il PDL dimentica che il rilascio dei finanziamenti europei per la riapertura della Linea 6 è avvenuto sotto il governo Berlusconi, come dimostra la delibera CIPE 111 del 2004 (l’ex ministro alle infrastrutture Lunardi aveva lavorato come progettista della ex LTR, di cui la Linea 6 ricalca in parte il tracciato), nonostante nella stessa relazione geotecnica fatta dall’Ansaldo nel 1999 si evidenziavano possibili danni agli edifici in corso d’opera.

Per chiudere, segnalo la relativa discussione sul Meetup di Napoli: http://www.meetup.com/Gli-amici-di-Beppe-Grillo-di-Napoli/messages/boards/thread/32144512

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mar
15
2013
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Quattro chiacchiere al Consolato Generale di Germania: MoVimento 5 Stelle come i Verdi?

consolatogermaniasmallGiovedì 14 Marzo 2013 con un gruppeto di MoVimentisti ci siamo recati al Consolato Generale di Germania a Napoli, in Via Crispi 69. Ci siamo incontrati un po’ prima fuori ai cancelli, ed alle 11:30 siamo entrati.

Come ci è stato spiegato dal Console Generale di Germania a Napoli, Christian Much, che ci ha accolto cordialmente insieme ad una staffista nostra conterranea, il consolato occupa il secondo piano del palazzo, il primo è occupato dalla figlia di Benedetto Croce. Ci sono state mostrate le altre sale , una bella composizione architettonica che riportava un parallelo Croce-Gothe ed alcune opere che impreziosivano l’ambiente, fra le quali una una composizione metallica a soffitto delle 6 regioni di competenza del consolato (Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Molise e Sicilia) e delle opere frutto di materiali di riuso donate da un’ associazione di ragazzi della III Municipalità.

Il Console ci ha narrato per sommi capi la storia della rappresentanza diplomatica tedesca a Napoli partendo dall’epoca prussiana quando la rappresentanza era presso il regno dei Borbone, faccio notare che una cosa simile, ossia un riferimento ai Borbone, l’hanno fatta sia gli americani quando andammo a trovarli, sia il console Venezuelano. Credo sia una cosa sulla quale riflettere.

All’ incontro erano presenti:Paola Cappabianca,Massimo Acciaro,Fabrizio Catanzano,Carmine Fascella.Iginio Fidente,Mariano Peluso,Nando Pennone,Luigi Prozzillo
ed io (Tiziano De Simone)

La premessa dell’incontro era simile a quella fatta da chi ci ha accolto al consolato statunitense, entrambi hanno detto di volerci conoscere, ma gli statunitensi un anno fa mi è parso ci conoscessero piuttosto bene, al punto da annunciarci che saremmo stati la prima forza politica in queste elezioni (vedi anche articolo del fatto quotidiano in allegato), mentre in effetti almeno all’apparenza col console tedesco siamo partiti da un po’ più lontano.

Poco male, è stata una full immersion di un paio d’ore, molto leggera e varia, di cosa abbiamo parlato? Di tutto e di niente, dai problemi che si incontrano per prendere i bambini a scuola, allo scollamento fra stato e cittadini al quale il MoVimento vuol porre rimedio, dall’ inquinamento in Campania a quello in Germania, di diversi modelli di società ed economia. Ma è stato uno sfiorarsi, sembrerà banale, ma mi è parso che il console fosse estremamente diplomatico (sic!).

Per capire ilnostro approccio ha fatto riferimento al Partito Verde Tedesco, parallelo che abbiamo smentito a causa delle differenze di periodo storico di nascita dle partito verde e delle differenze intrinseche con il MoVimento 5 stelle.

Abbiamo parlato di Europa, di quel che è, quel che dovrebbe essere e quella che vorremmo, abbiamo parlato di politica e dei limiti alla partecipazione dei cittadini, Ci sono? Secondo noi non dovrebbero esserci, ma su questo il console ha mostrato perplessità, lo abbiamo capito ed apprezzato per la franchezza.

Credo che abbiamo dato una buona visuale di quel che il MoVimento è un gruppo di cittadini che condividendo delle idee ed una visione comune cercano di migliorare le cose rinunciando a tal fine a strutture, deleghe e gerarchie, con tutti i limiti e difficoltà che questo può apparentemente comportare.

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mar
13
2013
2

M5S, RIVIERA DI CHIAIA, BENE PREZIOSO DA SALVAGUARDARE AD OGNI COSTO

La riunione alla libreria Treves

COMUNICATO STAMPA

NAPOLI, 13/03/’13 – A seguito dei gravi fatti verificatisi il 4 marzo scorso, quando il crollo di una porzione dello storico Palazzo Guevara di Bovino sulla Riviera di Chiaia ha messo a repentaglio la vita di moltissime persone, provocando una situazione di pesante emergenza a carico di centinaia di nuclei familiari che vivevano nell’area interessata e che ora si ritrovano senza casa, il MoVimento 5 Stelle Napoli valuterà una proposta di interrogazione o di indagine parlamentare da presentare sui lavori della Linea 6 della metropolitana in appalto all’Ansaldo.

Su questo tema si è riunita l’assemblea del Movimento 5 Stelle della I Municipalità (Chiaia, San Ferdinando, Posillipo), presso la libreria Treves di piazza del Plebiscito, in data 12 marzo. Dai numerosi intervenuti, molti dei quali residenti ed alcuni da oltre 10 anni impegnati sui rischi della Linea 6, è emersa anzitutto la richiesta di sospendere i lavori della linea metropolitana fino alla completa chiarezza sulle cause del crollo e alla messa in sicurezza dell’intera zona interessata. In proposito si confida nel lavoro della Magistratura ma si richiede anche l’intervento delle massime autorità tecniche statali, per es. della Protezione Civile, per effettuare un rilievo approfondito del sottosuolo e individuare le misure necessarie alla salvaguardia del prezioso bene comune rappresentato dalla Riviera di Chiaia e vie afferenti per la città di Napoli. Ciò peraltro è stato più volte richiesto da insigni studiosi napoletani, tra cui i professori Riccardo Caniparoli e Franco Ortolani, che hanno più volte evidenziato la fragilità dell’assetto idrogeologico di quest’area della città e il pericolo rappresentato dal tracciato della Linea 6, e ai quali è sempre stato sempre opposto un tenace silenzio.

Sulla base di tali indagini e del responso che i magistrati forniranno, bisognerà riflettere sull’opportunità di continuare o meno i lavori. Fin dal 2010 infatti gli abitanti di Chiaia denunciano danni a case e negozi situati nei pressi dei cantieri della Linea 6. Diversi esercizi commerciali tra via Chiaia e la Riviera sono stati costretti a chiudere i battenti e a trasferirsi perché resi inagibili, ed ora 135 famiglie sono sfollate. Secondo gli interventi in assemblea la soluzione potrà andare da una soppressione definitiva della Linea 6 ad una modifica sostanziale del progetto, caratterizzata da una stazione ogni 400 metri. Se questo servisse, si potrebbe ridurre il numero di stazioni, a cominciare da quella di Arco Mirelli (dove si è verificato il crollo).

Comunque, una scelta pessima e illogica quella della linea 6, sia sul piano economico che sul piano urbanistico, erede della disastrosa gestione della ex LTR. Sono stati sperperati per quest’opera tantissimi soldi pubblici, distrutti reperti archeologici ed è stato alterato gravemente l’equilibrio naturale del sottosuolo. Una situazione che si sarebbe potuta evitare se si fosse optato per la realizzazione di una semplice linea tranviaria in superficie anziché del metrò, e che oggi impone di fare chiarezza su tutto l’iter amministrativo dell’opera, affinché sia chiaro l’esito delle valutazioni dei rischi relativi alla costruzione ma anche quelli relativi all’esercizio futuro della linea (per es. in termini di vibrazioni).

In questo senso il M5S richiede che tutta la documentazione concernente i progetti, gli appalti, le procedure per il rilascio della VIA, ecc., vengano resi pubblici da Regione e Comune sui propri portali informatici e si riserva di usare tutti gli strumenti anche parlamentari a propria disposizione per ottenere un accesso completo agli atti di autorizzazione della Linea 6.

Infine, ma non per importanza, l’assemblea ha espresso piena solidarietà ai nuclei familiari sfollati in tutta l’area interessata dalle lesioni agli edifici, e che oggi sono distribuiti in diversi alberghi della città, con la vita quotidiana sconvolta di cui pagano le maggiori conseguenze soprattutto i bambini. Per queste persone auspichiamo un rapido rientro a casa, dopo che i sopralluoghi tecnici effettuati da esperti indipendenti, a spese delle autorità pubbliche (Comune, Regione) e/o dell’Ansaldo, avranno autorizzato il rientro. Il M5S sta valutando la possibilità di costituire un pool di avvocati napoletani per assistere a titolo gratuito le famiglie interessate.

Per parte sua il Comune di Napoli renda noto al più presto se intenda confermare, come intenda gestire e con quale dispositivo di traffico, la disputa delle gare di Coppa America previste nel prossimo mese di aprile, ricercando con la popolazione di tutta la città ed in particolare con quella residente nella zona del lungomare la massima informazione e condivisione.

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gen
09
2013
0

La fuga del ministro Balduzzi e la verità taciuta

AVERSA – Niente di nuovo, l’ennesimo studio che si sovrappone ai tanti già commissionati e chiusi nei cassetti. Ultimo in ordine temporale quello del prof. Montella del Pascale , studio dal quale, purtroppo si evince un aumento del picco di malattie tumorali del 50% in alcuni comuni della Campania. Studio questo, mai presentato ai tavoli scientifici ma, consegnato al ministro Clini e poi mai pubblicato. Eppure fu proprio questo studio a far dichiarare al ministro Clini che sarebbe stato indispensabile il coinvolgimento dei carabinieri per l’assoluta incapacità di gestione del territorio da parte degli amministratori, tutto questo nel luglio del 2012! Dimenticando questo studio, dimenticando lo studio Sebiorec, lo studio Sentieri, lo studio del prof Mazza del 2004 e il recentissimo studio del prof Giordano il ministro, incredibilmente, ha l’ardire di presentarcene un altro ed ha anche la sfacciataggine di ribadire la vecchia storia degli stili di vita e dell’impossibilità di stabilire il nesso tra inquinamento e tumori. Ed adesso improvvisamente la partecipazione della Chiesa, l’interesse di un giornale come Avvenire, che pure tace da venti anni, tutto ha un sapore strano. Sembra un voler tranquillizzare, e sul finale della movimentata conferenza persino l’offerta di collaborazione da parte del ministro al dott. Marfella, come dire, tutto è bene quel che finisce bene. Ma sarà davvero così?

Mentre penosamente si dà corso a questa commiserevole messa in scena, dalla finestra , in lontananza un rogo nella famosa “terra dei fuochi” continua indisturbato ad avvelenare l’aria , l’acqua, la terra, una terra benedetta dalla natura e massacrata dagli uomini. Domani mangiare le nostre verdure , bere il nostro latte, sarà ancora più faticoso.

Marì Muscarà, Gaetano Stompanato, Salvatore Laudando, Giuseppe Lanzetta, Raffaele Lo Tufo, Maya Belen Mejias per il MoVimento Cinque Stelle

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gen
06
2013
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Contestazione alla disinformazione del Mattino – Il video

 

A Seguito della manifestazione presso il quotidiano di Napoli il Mattino una delegazione di cittadini del MoVimento 5 Stelle, assieme ai Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti, ai cittadini della Rete Commons e di Insorgenza Civile vengono ricevuti all’interno del giornale.
Il resto è spiegato nelle parole di Marco Sacco del MoVimento 5 Stelle che puoi ascoltare nel video.

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dic
07
2012
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Niente paura, chiamiamo i Vigili Urbani…e invece

Commissione Mobilità 6 dicembre 2012, ore 10,00 .

 

 

 

 

 

 

Ordine del giorno: Incrocio Via Simone Martini e Via Saverio Altamura

Ospiti della Commissione: due signore del Comitato San Martino, e il presidente del Comitato Vomero – Arenella. In rappresentanza dei Vigili Urbani era altresì presente il tenente Sarnataro  del distretto Arenella.

Una signora del Comitato denuncia la pericolosità dell’incrocio in oggetto, principalmente a causa di scooter che passano veloci senza rispettare il semaforo. La vicinanza con la scuola elementare Piscicelli, fa sì che, in determinate ore del giorno, il flusso pedonale aumenti notevolmente. Spesso ci sono incidenti, finora di poco conto, che però sono un campanello d’allarme per cominciare un’azione preventiva di controllo onde evitare accadimenti più gravi.

Noi commissari aspettavamo dall’ufficiale presente una risposta di collaborazione e propositi per un immediato presidio dell’incrocio, almeno in quelle ore più critiche. La replica è stata molto lontana dalle nostre aspettative: “Mi dispiace ma non abbiamo risorse umane da collocare in quella zona”afferma il tenente, ” siamo sottorganico e quei pochi vigili dobbiamo collocarli in zone di alta criticità, come piazza degli Artisti, zona Ospedaliera etc.” sebbene sia capitato di frequente di osservare folte pattuglie di vigili in formazione di 4 o 6 unità, assolutamente sovradimensionate per presidiare una zona pedonale come la ztl di via Scarlatti.

La Consigliera Savastano fa notare al Vigile che un mese prima  era avvenuto un incidente mortale all’uscita della scuola Cesare Pavese, sollecitando una nuova disposizione logistica per la collocazione dei vigili sul territorio. Sulla stessa linea interviene anche il Consigliere Quatrano chiedendo alla commissione di fare un sopralluogo.

Anche su queste proposte il Tenente è sembrato molto scettico. Risponde: “Noi siamo comandati dal Comune centrale, l’unico aiuto che potreste darci è quello di chiedere al Comando di inviarci altre unità”.

In conclusione  ho chiesto alla segretaria di mettere a verbale la richiesta di soccorso della Commissione e dei Comitati e le  risposte negative dell’ufficiale, in modo tale che se nel prossimo futuro, nello stesso incrocio, si dovesse verificare ciò che stiamo cercando di prevenire, potremo indicare dei responsabili per mancato intervento cautelativo.

Ma chi è oggi il Comandate dei Vigili del Comune di Napoli? Attilio Auricchio  già capo di Gabinetto e probabile nuovo Direttore Generale. Troppe deleghe importanti per una sola persona!

 

 

 

 

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ott
04
2012
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Comunicato stampa sulla Riunione Regionale del 30 Settembre

COMUNICATO STAMPA

Il 30 Settembre 2012 si è svolta a Varcaturo, presso la palestra Gymnica, la riunione generale del MoVimento 5 Stelle Campania organizzata dai MoVimentisti di Giugliano, che ha visto la partecipazione di oltre 250 attivisti provenienti da oltre 100 comuni delle cinque province campane tra cui Acerra, Aversa, Castellammare, Giugliano, Melito, Napoli, Nola, Portici, Salerno, Pozzuoli, Sant’Antimo, Torre del Greco, Nocera Inferiore, Nusco, Bellona, Caserta, Gricignano di Aversa, Roccarainola…

Essi hanno contribuito volontariamente al finanziamento di una riunione serena, conviviale e a costo 0 per la collettività, dimostrazione pratica della possibilità di fare politica in modo orizzontale, trasparente e vicino alla cittadinanza.

Amplissimo spazio è stato dato alla libera espressione di istanze ed esperienze dei movimentisti, dopodiché sono stati sviscerati e votati i 6 punti messi all’ordine del giorno tramite votazione online, ovvero:

1) L’adozione di Liquid Feedback, un software per l’esercizio della democrazia partecipata in rete, come piattaforma unica decisionale; quesito sul quale si è svolto un serrato dibattito.
2) Raccolta firme a supporto di una legge nazionale che equipari i reati ambientali ai reati di mafia.
3) Supporto alla proposta regionale Mare Bene Comune, per un diverso modello di gestione dei litorali.
4) Attivazione di un gruppo di lavoro sul progetto Deep Drilling Project dei Campi Flegrei.
5) Supporto ad un piano per la creazione di una compagnia di trasporto marittimo pubblico ad azionariato popolare per il collegamento dell’isola di Ischia con la terraferma.
6) Creazione di un gruppo di lavoro aperto per affrontare le tematiche proposte esposte dal gruppo “economia”.

Le proposte sono passate con ampie maggioranze e tutte andranno a completare il programma regionale del M5S, che sarà di riferimento per il programma nazionale.

Scheda votazioni:
https://www.facebook.com/download/294507740662556/scheda-votazione.pdf
Risultati votazioni:
http://www.giugliano5stelle.com/rg/risultati.html
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set
27
2012
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Come si fa a non volergli bene?

Scritto da in: Blog,Resoconti

Come si fa a non volergli bene?

El Pepe presidente, guerrigliero e fioraio;
campione esemplare di rivoluzionaria normalità.

Pepe
[El Pepe con il mate nella mano sinistra e la sua cagnetta scodinzolante]

 

di Ciro Brescia

Non è difficile incontrarlo per le strade di Montevideo alla guida del suo vecchio maggiolone blu metallizzato. Faccia paciosa da nonnetto in pensione, si è presentato al summit del Mercosur, in Brasile – per proclamare, insieme alla presidente anfitriona Dilma Rouseff, l’argentina Cristina Fernandez de Kirchner e il venezuelano Hugo Chávez l’ingresso a pieno titolo, della Repubblica Bolivariana del Venezuela nel mercato comune del Sud – con le stesse scarpe infangate che stava utilizzando nell’orto di casa sua.

Evo Morales, Fernando Lugo e Pepe Mujica nella chiusura del FSA in Paraguay 2010
[Evo Morales (Bolivia), Fernando Lugo (Paraguay) e Pepe Mujica nella chiusura del Foro Sociale Andino in Paraguay 2010]

Il presidente dell’Uruguay José Mujica è considerato il Presidente di Stato più povero del mondo, lui assicura che non è povero ma che vive in maniera austera e rinunciando al lusso, mette in discussione il consumismo della società attuale e attacca l’ipocrisia in tema di droghe e aborto.

con il cantante portoricano 'El residente' dei Calle 13
[El Pepe con il cantante portoricano ‘El residente’ dei Calle 13]

«Io non sono un presidente povero», afferma ‘el Pepe’ Mujica, un uomo avvezzo a parlare con calma e tranquillità e poco amico del protocollo.

[Con la presidente dell’Argentina Cristina Fernandez de Kirchner]

 

Ha fatto dei ‘principi della decrescita’ uno stile di vita coerente e conseguente: «I poveri non sono coloro che hanno poco. I poveri sono coloro che hanno bisogno di molto». Afferma che a lui «basta poco per vivere, vivo in maniera austera, rinunciando al superfluo».

Con Hugo, Dilma e Cristina a "la Cumbre" del Mercosur
[Con Hugo, Dilma e Cristina a “la Cumbre” del Mercosur]

 

Mujica, 77 anni, è stato uno dei leaders del Movimento di Liberazione Nazionale –Tupamaros (MLN), la guerriglia sconfitta nel 1972; sostiene di aver aderito a questa filosofia quando venne arrestato. Ha patito 14 anni di detenzione nei quali ha passato la maggior parte in condizioni subumane in qualità di uno dei tanti “ostaggi” della dittatura (1973-1985).

 

le scarpe del presidente
[le scarpe del presidente]

 

«La notte in cui mi dettero un materasso per dormire mi sono sentito contentissimo. Sono riuscito, così, a sopravvivere. Mi resi allora conto che mi ero, fino a quel momento, creato una quantità di problemi per tante stupidaggini. Essere liberi significa impegnare la maggiore quantità di tempo possibile per le cose che ci piace fare. Per fare ciò abbiamo bisogno di tempo. Se entro nella logica di consumare molto devo passare il tempo della mia vita lavorando per potermi permettere tutto ciò che sto consumando».

 

 

Dopo essere diventato presidente nel marzo del 2010, ‘el Pepe’ continua a vivere nella sua casa di campagna nella zona rurale di Montevideo, insieme a sua moglie, la ex tupamara e senatrice Lucía Topolansky, coltivando fiori e ortaggi.

 

[nella foto con l'ex presidente del Brasile, Lula da Silva]

 

Il suo patrimonio – la casa, due automobili e tre trattori – è pari a 200.100 dollari, secondo la sua dichiarazione giurata di quest’anno, dona quasi il 90% del suo salario (12.400 USD mensili) per gli aiuti sociali e associazioni, tra queste la Fondazione ‘Raul Sendic’. Tiene per sé stesso circa 1.000 USD mensili.

 

 

«Non ho bisogno di più, mi deve bastare, c’è gente che vive decisamente con meno nel mio paese. Quando non sarò più in questo mondo se potrò lasciare una scuola, sarà questa la mia eredità per quelli che verranno dopo di me. È un’attitudine politica che voglio trasmettere alla gente: ‘non alienate le vostre esistenze’». Difende il principio che «l’essere umano deve lavorare per vivere, ma non vive per lavorare».

 

 

«È tanto semplice che sembra rivoluzionario. Ma non ha nulla di rivoluzionario, i veri folli sono questa manica di vecchi che credono di aver bisogno di una vita complicata, piena di cose inutili e che hanno bisogno di un esercito di gente a loro servizio. Un trambusto che non serve a nulla, è pagare il prezzo del feudalesimo».

Fonte: ultimanoticias.com.ve

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ago
03
2012
2

Trivellazioni profonde a Bagnoli

Lettera aperta

 

Alla c/a del Sig. Sindaco del Comune di Napoli

Luigi de Magistris

e p.c. al Sig. Presidente della Regione Campania

Stefano Caldoro

al Sig. Sindaco del Comune di Pozzuoli

Vincenzo Figliolia

 

 

OGGETTO: Trivellazioni profonde a Bagnoli

 

Il MoVimento 5 Stelle di Napoli, appellandosi alla Sua affermazione di essere il Sindaco di tutti i cittadini, si fa portavoce proprio di quei cittadini che nutrono serie perplessità su quanto in oggetto.

Stiamo difatti parlando di preoccupazioni serie, reali, senza interessi di parte, senza fini di visibilità mediatica o politica, ma che necessitano di risposte precise ed inconfutabili da parte proprio del Sindaco, in quanto primo responsabile locale di Protezione Civile.

Mettiamo anche da parte la prima trivellazione “esplorativa”, che ormai è già al termine e che potrebbe realmente essere utile al miglioramento del sistema di monitoraggio della sismicità e dell’attività vulcanica dei Campi Flegrei, anche se, dobbiamo dirlo, questa attività è stata avviata senza che per i cittadini dell’area interessata fosse disponibile un Piano di Evacuazione già pronto e collaudato (ricordiamo a tal proposito l’evento accaduto a Fiumicino nel 2007, dove una trivellazione non profonda causò la perforazione di una sacca di CO2 con seri problemi per chi risiedeva nelle immediate vicinanza – Sul sito dell’Università di Roma 3 è consultabile la relazione del professor Franco Barberi sull’episodio).

Ma adesso è il caso di fermarsi e riflettere metodologicamente sui seguenti punti:

1) E’ indiscutibile che la comunità scientifica resta divisa sul tema della pericolosità di trivellazioni profonde nella caldera dei Campi Flegrei e tale contrasto ormai è di dominio pubblico. La mancanza di una certezza scientifica, che permetterebbe, qualora esistesse, di escludere  ragionevolmente la presenza di rischi nel campo della salute umana, animale ed ambientale, rende a nostro avviso indispensabile l’applicazione del “Principio di precauzione”, principio adottato dall’Unione Europea.

2) Si è molto parlato della probabilità che si verifichi un evento drammatico, ma bisogna piuttosto parlare di concetto di Rischio, inteso come combinazione di probabilità e di gravità di possibili lesioni o danni alla salute. In sintesi, nella valutazione degli scenari evolutivi possibili di un territorio, quali l’analisi di problematiche di carattere ambientale, il rischio è funzione della pericolosità dell’evento, della vulnerabilità nel sopportare gli effetti legati al fenomeno pericoloso e del valore che l’elemento esposto al pericolo assume in termini di vite umane, economici, artistici, culturali o altro.

3) Nonostante gli sforzi compiuti recentemente per rimediare all’assenza di un Piano di Emergenza Comunale, assenza inspiegabile ed assurda date le caratteristiche geofisiche dell’area flegrea, dobbiamo ancora constatare la mancanza di concrete procedure attuative. Procedure relative ad eventuali misure da intraprendere, punti di ritrovo, vie di fuga, pianificazione itinerari e destinazioni, nel caso di necessità di evacuazione. Ormai sono anni che attendiamo che proprio l’INGV fornisca quanto istituzionalmente dovuto, al fine della redazione di tale Piano e non è più possibile continuare passivamente in tale attesa.

4) Lo stato di conservazione degli edifici della zona è del tutto inadatto ad un territorio a rischio sismico e vulcanico. Dai dati del censimento 2001, si rileva che nella sola Bagnoli (ma nella “Zona A” individuata durante l’ultima crisi bradisismica, rientrano le Municipalità IX e X per intero) ci sarebbero ben 400 edifici da sottoporre a verifiche statiche.

5) La destinazione dell’area interessata alla trivellazione è quella di Parco Urbano. Tale destinazione non è stata a tutt’oggi variata da nessuna delibera consiliare, né da altro provvedimento, né soprattutto in seguito a preliminare confronto con la cittadinanza. D’altronde una qualunque installazione impiantistica tenderebbe a far diminuire la valutazione dei suoli circostanti, messi o da mettere in vendita, eventualità che porterebbe un forte danno economico alla Bagnolifutura S.p.A. La stessa area inoltre è ancora in attesa di completamento dei lavori di bonifica ambientale, bonifica prioritaria e propedeutica a qulsiasi tipo di insediamento antropico.

6) La Legge n. 99 del 23 luglio 2009, al comma 40, sancisce che i pozzi di ricerca fino a 400 metri di profondità vanno autorizzati dalla Regione, secondo quanto previsto dal R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775. Oltre tale profondità va implementata tutta la Procedura autorizzativa prevista nel caso di trivellazioni profonde. In realtà, la cittadinanza non è stata messa a conoscenza nemmeno dell’autorizzazione da parte della Regione Campania.

Ciò premesso, sono per noi ovvie e ineludibili, le seguenti richieste:

a) Blocco a tempo indeterminato del CFDDP nell’area di proprietà della Bagnolifutura S.p.A.

b) Accelerazione nella formalizzazione di un Piano di Emergenza Comunale, completo in tutti i dettagli

c) Avvio immediato di un progetto per la determinazione degli edifici da sottoporre a ristrutturazione statica e successivo avvio di un “Project Financing”, utile all’effettuazione di tali ristrutturazioni per le Municipalità IX e X.

d) Rispetto del P.U.A. di Bagnoli e di tutte le normative urbanistiche vigenti. Le variazioni a tali normative devono seguire il normale iter procedurale.

e) Rispetto di tutte le procedure autorizzative previste dalla legislazione corrente. Non bastano certamente semplici autorizzazioni di accesso ai suoli o banali licenze edilizie.

Teniamo comunque a precisare che, come MoVimento 5 Stelle, non siamo affatto contrari, né alla ricerca scientifica, né allo sfruttamento geotermico, anzi siamo favorevoli ad entrambi.

La ricerca è fondamentale per l’economia della città e del Paese e va ovviamente incentivata, ma senza travalicare i limiti del Rischio ammissibile e sempre tenendo presente l’interesse generale e la salvaguardia dell’uomo e dell’ambiante.

L’energia geotermica inoltre, essendo una fonte alternativa e rinnovabile, è sicuramente una delle risorse da sfruttare per i nostri fabbisogni energetici, ma la logica dei grossi impianti è da abbandonare del tutto, perché ormai sorpassata da quella di piccoli impianti distribuiti sul territorio e connessi in rete a delle “smart grid”. Bisogna quindi puntare allo sfruttamento di impianti a bassa e media entalpia, magari utilizzando pozzi naturali, già esistenti in tutta la zona flegrea.

Chiediamo inoltre che, al fine di rendere reale la tanto promessa ed auspicata “Democrazia Partecipata” e la trasparenza delle attività dell’Amministrazione comunale, ci siano incontri costanti con la cittadinanza e comunicazioni continue sull’evolversi dell’attività in oggetto.

Da parte nostra ci aspettiamo le dovute risposte e pertanto Le chiediamo formalmente un incontro / confronto da Lei organizzato.

In attesa di un Suo riscontro, Le porgiamo distinti saluti.

 

Napoli, 2 agosto 2012

MoVimento 5 Stelle – Napoli

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lug
23
2012
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Illusione e disillusione

C’ero cascato. Mi ero illuso che le assemblee, le manifestazioni, i volantinaggi dei vari Movimenti e Associazioni della zona Flegrea, seppur scoordinati, seppur divisi tra loro, avessero creato un “chiasso” mediatico tale da indurre le Istituzioni locali a correre ai ripari.

Pochi giorni fa, infatti, due notizie, una dopo l’altra, positive come da tempo non ne vedevo.

Prima l’annuncio del Piano d’emergenza per la città di Napoli, poi l’avvio dell’iter per la realizzazione del grande Parco Urbano a Bagnoli … finalmente! Proprio quello che da mesi stavamo richiedendo!

Poi la disillusione: leggo a fondo la pagina web del sito della “ Bagnolifutura” (http://www.bagnolifutura.it/news_scheda.php?id=591) e mi rendo conto che si tratta solo di un Protocollo d’intesa; in pratica “… Un’apposita cabina di regia con compiti di indirizzo, impulso e coordinamento strategico lavorerà all’attuazione del protocollo. La Regione si è impegnata a garantire la disponibilità delle risorse finanziarie indispensabili per l’avvio della fase attuativa …”. Ma non era logico che fosse così? C’era bisogno di precisarlo? C’era bisogno di creare una nuova “cabina di regia”? E tutto ciò per “… risorse stanziate con fondi POR/FSE pari a 76 milioni di euro, a copertura dei 5 progetti, cui si aggiungeranno in una seconda fase 123 milioni di risorse private …”. Risorse private … già, ma come e quando?

Sembra poi di capire che tra questi 5 progetti ci siano anche i lavori per la realizzazione di strade interne all’area, strade che, da un’intervista rilasciata dall’A.D. Omero Ambrogi a Telecapri news (http://www.youtube.com/watch?v=iSXzGo7pG0A&feature=youtu.be) dovrebbero essere il presupposto per la consegna alla città delle opere già pronte da tempo (?).

E poi il Piano d’emergenza della città di Napoli. Nulla di nuovo sotto il sole: ennesima campagna d’immagine del nostro Sindaco. Un progetto ancora tutto in fase preliminare, spacciato per Piano già fatto.

Il tutto con una delibera di Giunta presentata in conferenza stampa (http://www.youtube.com/watch?v=B2s89xYzFM4) con una serie di slide, una bella brochure e … il tutto rinviato a settembre; compreso la responsabile alla Protezione Civile, ideatrice del progetto, già con le valige pronte (e non per le ferie estive) …

Lo schema di massima delle procedure da attuare può andar bene, la campagna informativa che parta dalle scuole anche, il Presidio Operativo e l’Unità di crisi pure, ma i dettagli, dove sono? La zonizzazione illustrata riguarda solo il rischio idrogeologico, ma per quello sismico e vulcanico? Per i Campi Flegrei, ci rifacciamo ancora alla suddivisione ideata dalla Protezione civile dopo il bradisismo degli anni ’80? E, cosa più importante, la prevenzione? Le vie di fuga? Le destinazioni provvisorie? I mezzi di comunicazione? Nulla! Solo, come si suol dire, “aria fritta”, mentre in un angolo del 1’ lotto del promesso grande Parco Urbano, si stagliano le trivelle del “Deep Drilling Project” …

Basta! Non ne possiamo più. La dico come i Jalisse a Sanremo (1997): “Fiumi di parole”! Per la sola Municipalità Bagnoli-Fuorigrotta, invece, c’è l’urgenza di procedere ad almeno 400 verifiche statiche degli edifici. Basterebbe uno stanziamento di circa 200.000 euro per capire almeno quali e quanti cantieri bisogna aprire per evitare che, come al solito, si debba continuare in un’endemica emergenza. PREVENZIONE è la parola chiave.

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