
Premettendo fiducia nella nuova amministrazione e nostra disponibilità alla collaborazione fattiva ma sempre critica, non ci sottraiamo dal rilevare alcuni errori: noi crediamo che la Provincia e la Regione abbiamo responsabilità precise dentro le quali il Comune non avrebbe dovuto lasciarsi trascinare, come la scelta dei siti di trasferenza.
L’amministrazione deve al contrario pretendere dagli enti preposti la risoluzione del problema sottraendosi così ai ricatti d’inefficienza e inadeguatezza.
La nuova amministrazione comunale dovrebbe a nostro parere affermare con più forza e decisione la linea del recupero della materia che intende seguire e il suggerimento sarebbe sicuramente partire dall’affermazione che il comune di Napoli intende dimostrare al mondo intero che la munnezza è una ricchezza, e in quanto tale non va seppellita in buchi né bruciata in inceneritori, ma RECUPERATA!
Siamo consapevoli che i problemi che l’Amministrazione si trova ad affrontare in questi giorni sono di tipo strutturale, organizzativo e gestionale; che manovre di ostruzionismo politico si stanno frapponendo all’ attuazione del Piano Rifiuti che sicuramente si è predisposti a realizzare, a maggior ragione riteniamo che la soluzione non possa che venire da un appello alla popolazione di collaborazione e partecipazione alla realizzazione del fine.
E’ necessario chiedere a tutta la cittadinanza, con tutti i mezzi a disposizione, televisione, pubblica e privata, mezzo stampa affissioni stradali 3 x 6, banditori stradali, a mezzo delle Municipalità territoriali e del volontariato di base, di non conferire per una settimana/dieci giorni, i rifiuti per strada; imporre a mezzo ordinanza, la separazione del secco dall’umido, vietare l’uso dell’usa e getta, bloccare, temporaneamente, la vendita dell’acqua e delle altre bevande in bottiglie di plastica, fino a quanto la Regione e la Provincia non avranno provveduto a dare indicazioni sui siti, al fine di rimuovere la spazzatura accumulata per strada, solo a questo punto, con la città pulita e disinfettata, stabilire con ordine prima il conferimento dell’umido fuori regione negli impianti di compostaggio e poi del secco che potrebbe senza la frazione putrescente, essere stoccato ovunque, in attesa di essere vagliato e selezionato nei fantomatici impianti STIR, trasformati in impianti TMM con estrusione finale.
(Riguardo gli STIR riteniamo che l’Amministrazione Comunale debba e Possa fare proposta e pressione al fine di riconvertire questi impianti nei cosi detti impianti TMM con estrusore finale, così come da progetto allegato.)
PROPOSTA N. 0: predisporre un’ordinanza in cui si deliberi la liberalizzazione di ciò che non è un rifiuto ma materia, dando la possibilità a chi trasforma la materia in prodotto di ritirare dietro un corrispettivo concordato direttamente la materia da riciclare dai commercianti, dalle scuole e dagli enti pubblici. (siamo consapevoli che a riguardo esiste una legislazione regionale che impedisce, di fatto, la liberalizzazione della raccolta, ma del rifiuto non della materia, ma riteniamo che un’ordinanza sindacale di urgenza possa intervenire in tal senso)
Obbligo per i commercianti al ritiro del vuoto e dell’imballaggio; obbligo per i distributori a ritirare il vuoto in cambio del pieno.
PROPOSTA 1: banditori stradali, divisi per Municipalità e per quartieri, anche dal mondo dell’associazionismo e dei comitati che con megafono vadano in giro a dare informative e direttive sul contenimento dei rifiuti e l’uso dì tecniche alternative e indirizzi e nominativi degli esercizi commerciali che favoriscono la riduzione con distributori alla spina, vuoto a rendere, tecniche sostitutive all’uso di determinati prodotti, e organizzino e diffondano incontri pubblici sull’informazione per la riduzione e il riciclo.
PROPOSTA N.2: da subito incentivi dal comune all’acquisto dì compostiere domestiche e condominiali, con riduzione della TIA (vedi passaggio da TARSU a TIA) la cui diffusione sia data anche ai banditori dì cui al punto 1. 8 si potranno organizzare anche acquisti GAS ed il comune potrà organizzare gli ordini collettivi) per ridurre i costi
PROPOSTA N.3: da subito divisione del secco dall’umido. Tutto l’umido raccolto separatamente dovrà andare fuori regione negli impianti dì compostaggio il costo dì conferimento sarà bilanciato dal mancato conferimento nei siti dì stoccaggio prima e in discarica poi dello stesso.
PROPOSTA N.4: che l’amministrazione comunale pubblichi e diffonda sul sito e su cartelli pubblicitari 3 x 6 anche tramite i banditori dì cui al punto 1 i nominativi degli esercizi commerciali che riducono l’uso degli imballaggi e che praticano attività dì distribuzione alla spina, vuoto a rendere e quant’alto atto alla riduzione della produzione del rifiuto solido urbano al fine di predisporre un elenco pubblico e affisso anche fuori i locali commerciali di locali con bollino verde, cui potranno seguire elenchi e segnalazioni di locali commerciali della grande distribuzione a bollino rosso.
PROPOSTA N. 5: che l’amministrazione comunale “proponga” (e spinga) alla Provincia il revamping dei due impianti ex CDR in impianti TMM con estrusione finale.
MoVimento 5 Stelle Napoli
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