Il giorno 28/11 si è tenuto un incontro pubblico presso la sala consiliare della Prima Municipalità a P.tta Santa Maria degli Angeli, promosso dai consiglieri municipali Francesco Esposito (SEL) e Emilia Maria Leonetti (Napoli è Tua). L’argomento dell’incontro verteva sul “Decentramento amministrativo delle municipalità”, ovvero sull’impatto che la nuova sistemazione delle vecchie circoscrizioni, elaborato nel 2005 dall’ex assessore al decentramento Raffaele Porta (presente all’incontro), ha effettivamente avuto sulla città di Napoli. All’incontro abbiamo partecipato io e Francesco.
E’ stato chiaro fin da subito che l’incontro è stato organizzato come risposta da parte di alcuni consiglieri nei confronti di una situazione politica insostenibile nel parlamentino di Chiaia, ma analoga a tutti i parlamentini della città. Esposito e Leonetti, fin dall’inizio, hanno denunciato di non essere in grado di intervenire in alcun modo nelle scelte politiche della I municipalità a causa dello strapotere del presidente Fabio Chiosi (PDL) e di un decentramento amministrativo che in realtà non è mai avvenuto, lasciando così ampia discrezione all’autonomia dei presidenti municipali.
Nel corso della discussione ci si è concentrati su tre punti in particolare da cui partire per far funzionare le municipalità:
- Ordinarietà
- Partecipazione
- Comunicazione
Ordinarietà: se le istituzioni garantiranno il minimo dell’ordinaria amministrazione, allora sarà possibile riavvicinare i cittadini alle municipalità. Ma se esistono così tante “squadre di governo” (come le ha definite un signore, riferendosi alle dieci giunte municipali di Napoli) è difficile che esse si interfaccino e dunque assicurino la minima ordinarietà.
Partecipazione: i consigli municipali diventano spesso luoghi autoreferenziali, dove i cittadini non hanno una reale possibilità di partecipazione (ogni discussione promossa dai cittadini presenti viene solitamente soffocata sul nascere col solito categorico “è fuori tema”). Se le municipalità diventassero realmente luogo di collegamento tra la politica intesa come “gestione del territorio” e cittadini, allora sarebbero completamente inutili progetti come l’”assemblea del popolo” (tanto per fare un esempio) voluta dal sindaco de Magistris.
Comunicazione: le riunioni del parlamentino aperte al pubblico andrebbero pubblicizzate mediante articoli sui giornali e Internet, ma in modo maggiormente capillare e in orari fattibili (non alle 11 di mattina di ogni martedì, come accade nella I municipalità).
Tra i partecipanti c’era anche Raffaele Porta, l’autore principale del progetto di decentramento amministrativo. Con lui (ma non solo) abbiamo avuto un botta e risposta: noi criticavamo la maniera confusa con cui erano state ripartite le competenze tra le municipalità e il Comune, la divisione in strade primarie e secondarie del territorio napoletano per la richiesta delle autorizzazioni necessarie per banchetti e gazebo (primarie= richiesta al Comune; secondarie= richiesta alla municipalità), la chiusura al pubblico di luoghi fisici di proprietà della I municipalità. Porta rispondeva che le ripartizioni non sono confuse e le strade sono state suddivise secondo un criterio di logica, ma affermava anche che sussistono problemi di amministrazione che impediscono il funzionamento delle municipalità. Alla richiesta di Francesco (Cacciapuoti) di sapere perché le municipalità non funzionano, Porta ha risposto: “perché non sono stati decentrati i servizi”. Per far capire ciò che intendeva l’ex assessore con questa affermazione: il Comune ha 600 giardinieri, la nostra municipalità appena 15. Questi 600 giardinieri non sono stati suddivisi proporzionalmente tra le varie circoscrizioni ma sono stati mantenuti gelosamente nella casa comunale.
Sarebbe stato interessante sapere come interpretare il bilancio della I municipalità, che a leggerlo sembra un papiro zeppo di geroglifici indecifrabili, oppure capire in che modo vengono conferiti i finanziamenti dal Comune alle municipalità, ma la discussione ad un certo punto ha cominciato a deviare sulle solite problematiche di vivibilità e il tempo si è esaurito (la municipalità metteva a disposizione la sala soltanto oggi tra le 15 e le 17). In ogni caso l’incontro è stato utile a capire che aria tiri all’interno delle istituzioni locali e dove realmente bisogna intervenire per cambiare le cose, ovvero sulla amministrazione locale e sui dirigenti. I consiglieri infine si sono riproposti di proseguire questi incontri con la cittadinanza dall’ultimo lunedì del gennaio prossimo.
Ps: abbiamo anche ricevuto un invito da uno degli aderenti al Comitato Civico della Prima Municipalità a partecipare alla loro prossima riunione.
Ettore Scamarcia
Napule







