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29
2012
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COPPA AMERICA

Finalmente scongiurata in extremis la perdita dei 5milioni di euro già consegnati a (Acea) e le conseguenti penali sottoscritte da contratto con Richard Worth, (numero uno di America’s Cup Event Authorty), per la presentazione, da tenersi a Napoli delle regate dell’America’s  Cup Series.

Faccenda questa, che fino ad oggi peggio non poteva essere gestita, da Regione, Provincia e Comune: prima con l’assurda scelta dell’area fortemente inquinata della colmata di Bagnoli, su cui abbiamo avuto ragione. Poi con la convinzione, “visto il carattere temporaneo dell’evento”, di non dover chiedere i permessi a nessuno, tantomeno alla Sovrintendenza. Sempre disattendendo al trattato di Aahrus, senza alcun riguardo alla tanto sbandierata partecipazione.

Senza aver dato una risposta alla proposta della Cittadinanza sicuramente la migliore, sull’ubicazione dell’evento al Molo S. Vincenzo, location, che avrebbe comportato il recupero definitivo e concreto a servizio dei cittadini, di una struttura di notevolissimo valore Storico-Culturale, che a oggi versa in condizioni di totale degrado e abbandono. Che cosa è previsto in futuro per questo sito?

Ma i giochi sono oramai fatti, i permessi concessi; analizziamo la soluzione scelta.

Un baffo a Est e uno a Ovest.

                 

[Le due curiose curve disegnate dai progettisti consentiranno di ricavare un maggiore spazio d'acqua in sicurezza, cioè al riparo della barriera, in caso di mareggiata. La realizzazione della scogliera, richiesto dall'organizzazione americana, costerà 2.080.277 euro e 27 centesimi. Per la progettazione il Comune ha chiesto l’intervento del Provveditorato alle Opere pubbliche, che ha messo all’opera i progettisti con responsabile del procedimento l’ingegner Luigi Taglialatela, e il dirigente coordinatore Angelo Palazzo. Il «bando di gara per procedura aperta» approntato con un tour de force, spiegano i tecnici del Provveditorato, è stato elaborato in base alle indicazioni dell’Acea e in continua collaborazione con il Comune e le Soprintendenze: ormai, salvo qualche dettaglio da mettere ancora a punto, è da considerare definitivo; per trasportare il materiale necessario nel cantiere sul lungomare, è previsto che arrivino in via Caracciolo ottanta camion per ogni giorno di lavoro, anche nelle ore notturne. Considerando che si tratta di quaranta giorni lavorativi, il calcolo è presto fatto: alla Rotonda Diaz arriveranno 3.200 automezzi. Al massimo.      A proposito delle regate del 2013, l’appalto non prevede la rimozione del prolungamento di scogliera: sarebbe decisamente più ragionevole ed economico lasciare lì i baffi in attesa del secondo appuntamento. I fondi per l’asportazione della massicciata aggiuntiva sono già pronti. La spesa prevista è di 7-800 mila euro.  Proprio la rimozione della parte aggiunta di scogliera costituisce oggetto di discussione con i soprintendenti Stefano Gizzi, Gregorio Angelini e Teresa Cinquantaquattro.  I quali, vorrebbero che i baffi non fossero rimossi del tutto, ma rimanessero nella parte sommersa, in modo da poter invece rimuovere la massicciata aderente alla sede stradale nella parte «coperta» dalla nuova scogliera. Si potrebbe anche fare, a maggior ragione visto che proprio per l’asportazione dei nuovi «scogli» non è ancora stata presa una decisione definitiva. E non comporterebbe particolari difficoltà tecniche.]*

Un’alternativa è rappresentata dalla proposta elaborata dagli architetti Fernando De Blasio e Gerardo Mazziotti su mandato dell’Assise cittadina di Palazzo Marigliano.

Mediando le due posizioni, Si potrebbero realizzare le scogliere occorrenti utilizzando le scogliere oggi esistenti lungo tutto il muro frangiflutto, di via Caracciolo liberandolo per tutto il tratto non solo dagli scogli ma anche dai rifiuti in essi contenuti, utilizzando gli stessi “scogli” per la realizzazione di una scogliera “barriera soffolta”, in linea con i “baffi”, con lo stesso andamento del muro monumentale realizzato nel 1868 da Enrico Alvino a protezione della costa.

Si eviterebbero cosi, in primis, l’asportazione dalle cave del materiale occorrente ; la spesa di 2.080.277 euro e 27 centesimi, ed evitando che su via Caracciolo e sulle arterie che a essa conducono il transito di 80 enormi Tir, ogni giorno, che interferirebbero, non poco, con il traffico cittadino e all’inquinamento atmosferico, già critico, in tutta la Città.
Considerando il costo ipotizzato per la rimozione dei “ baffi provvisori” di 7-800Mila euro per la prima rimozione, altrettanti per la riposa per l’evento del 2013, e altri per la definitiva rimozione, si raggiunge la cifra di 4.000Milioni 400mila euro, che sarebbero sicuramente sufficienti,(anzi ne avanzerebbero un bel po’), alla rimozione e riutilizzo degli scogli già in loco, lungo il litorale in oggetto.  Questa soluzione apporterebbe sicuri vantaggi alla location, che risulterebbe totalmente bonificata, e, metterebbe in mostra il muro monumentale dell’Alvino con soddisfazione della Soprintendenza e non solo. Rimarrebbe da fare, dopo la presentazione e chiusura delle regate, l’asportazione- dai suddetti “ BAFFI “ e DALLA SCOGLIERA – attualmente esistente davanti alla rotonda Diaz, degli scogli fuoriuscenti dal pelo dell’acqua, lasciandone solo la parte sommersa a continuazione della barriera soffolta, realizzata con gli scogli spostati dal muro.

Noi cittadini attivi del movimento 5 stelle con gli altri gruppi attivi sul territorio siamo e saremo sempre vigili e partecipi a tutto ciò che succede e succederà nella nostra città e sui nostri territori provando sempre ad agire e suggerire con il dialogo e la partecipazione attiva, riconosciuta o meno da chicchessia, al fine di evitare che le scelte siano a vantaggio di alcuni e a scapito della cittadinanza.

Quindi, sicuri che con gli sbagli commessi fino ad oggi si sia compreso che ci sono regole valide per tutti, possiamo essere certi che, almeno per l’evento in questione non se ne commetteranno altri, e che tutte le regole, ed in particolare il vincolo di natura monumentale apposto dalla Soprintendenza, sarà sicuramente rispettato.

Anche se in via preventiva abbiamo mappato e filmato fino all’ultimo albero della Villa Comunale e non solo.

 

Per il movimento,  Arch. Giuseppe Cristoforoni.

 

Articoli correlati:

*http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2012/17-gennaio-2012/scogliera-baffi-l-  america-s-cup-1902897527552.shtml

http://www.napolionline.org/americas-cup-lavori-al-paio-proposta-di-palazzo-marigliano/

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26
2012
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Ed il governo liberalizza i fanghi tossici

Già con la legge 123/2008 che converte il decreto 90/2008 fu legalizzato lo smaltimento di rifiuti tossici in discariche non adibite a tale scopo, esclusivamente per la Campania (quindi incostituzionalmente, per giunta – qui i dettagli: http://bit.ly/decreto-90-rifiuti-tossici-campania).

Oggi Monti continua la “tradizione di famiglia” e legalizza per tutta l’Italia l’uso di fanghi tossici, quelli di porto Marghera per esempio, per l’uso come “materiale da recupero”. Per riempirci cave dismesse, od altre amenità di questo tipo, insomma.

Fanghi tossici di Porto Marghera

Agli imprenditori nel business dei rifiuti serviva “valorizzare economicamente” quelli che per loro erano scarti? Presto fatto, ci pensa super Monti. Anche perché non si poteva più tollerare che gli unici imprenditori a poter valorizzare i loro scarti fossero i petrolieri, grazie ai proventi CIP6, no?

In una nota su Facebook, infatti, il segretario nazionale dei Verdi Angelo Bonelli scrive che

Con l’art.48 si consente che i fanghi e i materiali provenienti dai siti di interesse nazionale da bonificare perché altamente inquinati possono essere riutilizzati come materiale di recupero. In sintesi materiali che hanno alte presenze nocive come mercurio, cadmio, diossine. Pensate che a Porto Marghera nei fondali vi sono solventi organici aromatici, cloroformio, tetracloruro di carbonio, dicloroetano, tricloroetilene, percloroetilene, bromoformio ecc… Si capisce che la norma è stata scritta per compiacere operatori del settore…l’obiettivo chiaro è poter valorizzare economicamente i sedimenti dragati altamente inquinati che si trovano nei siti di interesse nazionale, aree che è la stessa legge a definire inquinate. Quindi l’obiettivo è quello di creare un business e di fare in modo che i sedimenti dragati siano assimilabili a meteriali di recupero secondo quanto previsto dal DM 5 febbraio 1998

La nota prosegue con il testo della legge incriminata.

Ed a testimonianza dei risvolti tragici di questa norma, Ecoblog fa notare come essa renda legali gli interramenti sotto l’autostrada Brescia-Bergamo-Milano, per i quali sono agli arresti alti funzionari della regione Lombardia.

| via Ecoblog
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25
2012
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Impennata dei casi di cancro in Italia legati allo smaltimento illegale di rifiuti tossici

Il nome del cardiologo Dr. Alfredo Mazza, divenne noto in tutta Italia tempo fa quando nell’agosto del 2004, quando si vide pubblicare il suo  rapporto dalla rivista britannica The Lancet Oncology, è li che fu coniato il termine “Triangolo della Morte” termine usato per descrivere la zona delimitata al suo estremo orientale con la sua città natale e ad ovest da Marigliano e Acerra, 8 km e 17 km rispettivamente da Nola. La sua ricerca  rilevò che in questa zona l’incidenza di alcuni tipi di cancro è  più alto che altrove in tutta Italia, la percentuale di cancro al fegato è di 35,9.% L’incidenza di cancro alla vescica era quasi due volte più elevato, Leucemia è il 30%.

Sono passati circa otto anni ma cosa è cambiato da allora? Il dottor Mazza intervistato risponde “Duecentocinquanta mila persone nella regione sono stati esposti a sostanze inquinanti tossiche per decenni”, ha detto. “Inquinanti in aria, acqua e prodotti della zona sono ben al di sopra dei livelli regolamentari.” rincara la dos“Questa zona è il crocevia più importante di autostrade nel sud Italia,” mi dice. In altre parole, che Nola, Marigliano e Acerra sono molto facili da raggiungere e hanno trasformato la zona in qualcosa di simile alla zona densamente industrializzata tra Milano e Bergamo.

Questa entroterra, grazie alle autostrade, è diventata la pattumiera, la pattumiera avvelenata, del bel Paese. E grazie a un Boss Nunzio Perrella, nei primi anni 1990 che la camorra, aveva scoperto un nuovo commercio lucrativo. Le migliaia di fabbriche, raffinerie e altri impianti industriali del nord in pieno boom economico degli anni 1980 e il 1990. Invece di pagare profumatamente per avere i loro rifiuti tossici smaltiti correttamente da società specializzate, che invece avrebbero pagato alla criminalità organizzata a camion.

La camorra ha preso in consegna dei rifiuti e li ha smaltiti nell’entroterra agricolo, “Campania felix”. scaricati sempre e ovunque: nei campi, in vecchi pozzi, nelle cave, all’interno o intorno canali, nelle caverne. A volte semplicemente sepolti i rimorchi carichi o contenitori interrati. A volte mescolato i rifiuti con il suolo e sparse sui campi. La cosa è andate avanti per anni e perché lo Stato italiano, soprattutto nel sud, è notoriamente lassista.

Ma l’andirivieni di camion  tutte le notti non poteva certamente essere ignorato. Poi c’erano le manifestazioni strane, che hanno la sfumatura di leggende metropolitane: fumo che fuoriesce dalla terra, come fosse vulcaniche; acqua del canale o del suolo con una tonalità di blu malaticcio; cavoli alti quasi un metro. E poi, negli anni, i giovani hanno cominciato ad ammalarsi.

Carolina Capasso, che vive a Marigliano, ha perso il suo figlio Andrea a 21 anni per un sarcoma dei polmoni, uno dei tumori che, secondo il dottor Mazza, è più probabile che sia causato dai rifiuti tossici. “A poco a poco divenne chiaro che sempre più persone, soprattutto giovani, stavano avendo problemi di salute,” dice, ricordando gli albori della lenta consapevolezza locale del problema. “Hanno avuto allergie, leucemie, tumori vari. E mentre cresceva uno sarebbe morto di cancro, uno di leucemia, e gradualmente abbiamo iniziato a capire che c’era qualcosa di sbagliato.

Carolina con le lacrime agli occhi dice “Nel 2009, mio figlio ha iniziato a sentirsi male e abbiamo scoperto aveva il cancro…un ragazzo di 21 anni”
Incolpa, in particolare, un magazzino pieno di prodotti chimici agricoli vicino alla sua casa, dove c’era stato un anno esplosione e incendio prima, all’indomani della quale, dice, non era mai stato adeguatamente affrontato “Sono convinto mio figlio si è ammalato a causa di queste sostanze, la roba disgustosa c’è a Marigliano,” si va avanti. “A poco a poco abbiamo scoperto che nessuno faceva nulla, e di questo tipo di tumore altri bambini sono morti. Quello che posso dirvi? Marigliano è una città dei morti viventi”.

Antonella Di Francesco vicina di casa di Andrea lo ha seguito, contrae un cancro della lingua e muore all’età di 35 anni. Le loro famiglie vivevano vicino gli uni agli altri nella stessa tenuta abbandonato e fatiscente moderna a Marigliano.
Gennaro di Francesco, padre di Antonella. Ha perso la moglie, all’età di cinquant’anni, ora vive da solo con sua nipote di 11 anni, Teresa figlia di Antonella.
sono trascorsi due anni dalla diagnosi alla sua morte di Antonella, dice Gennaro. “E ‘stata in ospedale a Napoli per un mese, dopo le  radiazioni e chemioterapia e ha cominciato a stare meglio, ma poi è peggiorata di nuovo, poi l’ho portata in un ospedale a Milano, dove hanno fatto un intervento per rimuovere parte della mascella, poi ad un altro ospedale a Torino per un’altra operazione. Niente di tutto questo gli è servito, gli ultimi giorni si alimentava con un tubo nello stomaco”

“Molti giovani sono stati morire qui intorno”, ricorda.  “Tutti sanno che è un problema, ma non lo ammettono e non fanno nulla. Perché è un grande business. I politici dicono che stanno per pulirlo, ma non lo fanno.”
Allora, chiediamo dov’è il problema è più concentrato? Qual è la fonte del veleno? “Vai a Boscofangone,” dice. “Al di là di Faibano. Ecco dove scaricano tutto”.

Il signor Bernardo sa tutto il problema dei rifiuti tossici nella zona di Boscofangone, ma si è convinto che è tutto nel passato. “Sì, c’erano i camion che scaricavano  lungo il canale per tutta la notte,” ricorda. “Ma hanno ripulito tutto. Questo è il terreno migliore in Italia! Produciamo i migliori pomodori, le migliori patate, le migliori arance … Perché importare tutta quella roba dall’estero, se abbiamo il miglior qui? “

effettivamente, sembra che qualcosa è si stia facendo e il canale dei Regi Lagni, lungo il percorso ci sono tracce che indicano che la “bonifica” è in atto, i suoi fianchi non sono più intasate di vecchi frigoriferi, lavatrici, sacchetti di plastica e barili di petrolio. Ma non sono scomparsi: dopo aver camminato per mezz’ora si scopre che un nuovo carico di oggetti, tra cui quelli sopra elencati, sono stati scaricati direttamente nel canale, bloccando il flusso. Ma anche una volta pulito, il canale avrebbe bisogno di essere monitorati, protetti, custoditi, il canale è ormai una reliquia di un passato che pochi sembrano conoscere o preoccuparsi.

Nel frattempo, c’è la questione di quale effetto sulla salute, abbia provocato gli scarichi illegali sia sulla falda acquifera della regione e sulla catena alimentare.

In Italia è sempre difficile separare la teoria del complotto dalla realtà. Anche un osservatore astuto e ben informato come il dottor Mazza sembra avere un debole per queste teorie. “Il problema dei rifiuti tossici non è venuto per caso”, mi dice “E ‘il risultato di un patto tra criminalità organizzata, i poteri forti dello Stato, i servizi segreti e, forse, la massoneria, per salvare l’industria della nazione.”.

Piera Mucerino, una attivista del posto per il problema dei rifiuti tossici, da anni, dice che il problema è che la gente si rassegna. E ‘ossessionata dai risultati di un esperimento che una volta ha letto e fa più o meno così. ” hanno messo un cane in una gabbia” spiega“ alla quale per metà viene liberata una scossa elettrica. Il cane corre verso la metà quieta. Tutte le volte. Se a sinistra della gabbia viene mandata la scossa, il cane si rifugia a destra. Se la scossa è a destra, lui va a sinistra.  Fino a che si è deciso di distribuire la carica all’intera base della gabbia, naturalmente chiusa.  Il cane ha inizialmente cercato di fuggire, si è ribellato, smanioso, disperato. Ha lottato per un po’.  Per un po’. Poi si è lasciato vincere da quello che non aveva fine. L’esperimento si conclude con l’apertura della gabbia. E il cane adagiato, inerme, rassegnato. rimane dov’era.

“Siamo così“, conclude. “. Non importa cosa succede, alla fine non si muovono. Ci sediamo lì e aspettiamo, le persone reagiscono per un po alle cattive notizie, ma dopo si cerca di dimenticare e si avanti con la loro vita. E quando vedi le persone che muoiono di cancro, tutti sperano che non succeda a loro, e pregare Dio. Invece di fare la grande battaglia che vale per tutti “.


E poco importa che per Andrea e Antonella e molti altri in Campania Infelix,  le battaglie non sono mai iniziate

Tratto da Triangle of death: Surce in cancer cases in italy linked to illegal dumping of toxic waste

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20
2012
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Orange Revolution… No so Purtuall !!

Il Vice Sindaco, Tommaso Sodano, pare che abbia fatto un vero e proprio pressing al limite del mobbing per fare assumere i 22 ex dipendenti del Bacino Napoli 5, sul ex presidente Raphel Rossi. Voci di corridoio? No a dirlo sono le carte acquisite dalla Procura, con la ricostruzioni di incontri, riunioni e delibere, acquisite dai pm Giuseppe Noviello, Paolo Sirleo e Ida Teresi.

La Consecutio Temporum degli accadimenti lascia interdetti e senza parole ma i fatti stanno tutti li! Pagine di delibere, note, comunicazioni interne, di cui prima in maniera formale, poi in maniera più esplicita quasi ordinata si richiede «assunzione urgente» dei 22. e nel terzo punto della delibera si legge: «Si dispone che l’Asìa utilizzerà per la logistica gli impianti di via nuova delle Brecce e di via Brin e per la gestione degli stessi, fino al 31 dicembre 2011, i lavoratori dell’ex Bacino Napoli 5».

Le firme in calce sono di:Tommaso Sodano e Giuseppe Pulli il coordinatore del dipartimento Ambiente. Il 9 agosto, Giuseppe Pulli invia all’Asìa (la comunicazione è registrata con il numero di protocollo 25195/11 del giorno dopo) la delibera.

Nella nota d’accompagnamento Pulli sottolinea : «Si invita, pertanto, a mettere in atto, con urgenza, tutto quanto previsto dal punto 3 della delibera e a tal fine si allega l’elenco dei dipendenti del Bacino Na5». Seguono due fogli Excel con 23 nomi, indirizzi, numeri telefonici di casa e di cellulare (uno, a volte anche due) dei dipendenti da “utilizzare”.

Ma Rossi oppone un categorico NIET, all’assunzione dei 23, d’altronde no sa che farsene, e qui si incominciano a domandarsi come può opporsi Raphel Rossi a chi lo messo in quella pozione, potra anche essere un Enfant Prodige ma non ha capito una beneamata… di come funziona il sistema e si mette di traverso. Partano i soliti, chi sono io e chi sei tu, documentato da incontri e riunioni, fino ad arrivare alla nota numero 626761 5 ottobre, dove anche il capo di gabinetto del sindaco, Attilio Auricchio, interviene che ribadisce al presidente di Asìa quasi ordinandolo di «concludere sollecitamente la vicenda»

L’Asia tramite il suo avvocato Giuseppe Ferraro, il 18 novembre risponde: «Asìa potrebbe procedere ad ulteriori assunzioni soltanto nei limiti consentiti dal patto di stabilità e attraverso procedure concorsuali imparziali e selettive», forte di questo il presidente Rossi rincara il suo NO!

Ma alla prima delibera di un mese dopo viene dato il benservito a Rossi (mandato via il 1 gennaio 2012). con la prima delibera del nuovo anno, viene nominato il poco esperto Raffaele del Giudice, pur non avendo esperienza, come manager, pare si più avvezzo a seguire ordini dal Politburo Comunale, che il comune tenesse tanto a queste assunzioni se ne avuta prova già ad i primi di agosto 2011, ed infatti la prima delibera N°168 sta li a testimoniarlo.

Qualcuno potrebbe dire ma cosa di male? Un Comune, Un sindaco e la sua giunta dovrebbero avere a cuore il benessere dei loro cittadini elettori, ma perché quelli e non i precari Bros che tempo fa, hanno contestato il sindaco De Magistris?

La necessita non ha confine, ne si delimita a conoscenze o eventuali parentele, un cosa però è certa più che una “Orange Revolution”, termine più volte usato in campagna elettorale, paragonandola alla più nobile rivoluzione che inizio a kiev la capitale Ucraina, sembra il romanzo di Franz Kafka, “il castello”dove protagonista, cerca in tutti i modi di adempiere al proprio dovere, ma uno stuolo di burocrati e funzionari glielo lo impediscono.

Bartolomeo Pepe

Movimento Cinque Stelle

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20
2012
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Le Concentrazioni nel Corpo Umano dei Tossici Nocivi più diffusi

Nonostante criticità ambientali note da decenni, in nessuna area a rischio della Campania,… ma credo in nessuna Regione d’ Italia…  è stata fatta o comunque pubblicata la valutazione del rischio. Nell’attesa che vengano espletate le necessarie ed urgenti valutazioni, le uniche certezze sono contenute nella successiva tabella dove sono presenti i tossici ambientali più diffusi e con le concentrazioni più alte, tratti da tutte le analisi riportate su questo testo.

E’ evidente che sono tutti di origine industriale,… non avendo fabbriche la cosa dovrebbe apparire strana… anche sostanze naturalmente presenti nell’ambiente come arsenico e stagno, date le alte concentrazioni e le aree di diffusione, abitualmente oggetto di sversamenti illegali, sono quasi certamente effetto di venticinque anni di attività dell’ecomafia.

Attività che è in continuo aumento in tutta la penisola e che gode di appoggi che tagliano tutto l’arco costituzionale. Le sostanze elencate, sono in gran parte cancerogene, tossiche per la riproduzione e lo sviluppo. Danneggiano organi come fegato, reni e sistemi come quello cardiocircolatorio, immunitario, endocrino e nervoso. Spesso non determinano patologie specifiche ma fanno insorgere malattie note ed imputabili anche ad altre cause . Questa possibilità di confondimento sulla patogenesi di importanti e diffuse malattie come :

  • allergie
  • malattie respiratorie acute
  • malattie respiratorie croniche
  • danni temporanei a diversi organi
  • danni permanenti ai diversi organi
  • danni al fegato
  • varie forme di cancro
  • leucemia
  • malformazioni congenite

porta all’incapacità della classe medica di giungere ad una diagnosi corretta nei confronti di una vera e propria pandemia chimica. Nonostante questa obbiettiva difficoltà, il sistema sanitario avrebbe dovuto accorgersi di un’anomala incidenza di determinate patologie in tutte la penisola, soprattutto per le malattie oncologiche che sono da sempre le più monitorate. E’, infatti, impossibile che il traffico di rifiuti tossici non abbia causato conseguenze, se ciò fosse vero significherebbe che devono essere riscritti tutti i trattati di tossicologia o che la camorra… la mafia e la ndrangheta godendo di appoggi massonici istituzionali…  ha reclutato un genio in grado di far svanire nel nulla le sostanze tossiche o che la razza italica si sono evoluti in una superrazza indifferente a qualsiasi aggressivo chimico.

Gli studi epidemiologici hanno esaminato alcune anomalie… ad esempio, ma ho ragione di credere in tutta la penisola… nell’area di confine tra le province di Napoli e Caserta sottostimandole e giungendo a conclusioni contrastanti. La sola spiegazione possibile al fenomeno è il carente o addirittura assente flusso dei dati sanitari e la totale assenza di formazione della classe medica sullo specifico problema.

Tratto dal libro di Angeli Giampiero “Veleni nelle terre della Camorra”

Questo ed altro, alla luce degli ultimi accadimenti, vedi il finale a “Tarullucc e Vino” sulla inchiesta Cassiopea ed il totale immobilismo delle Arpa Nazionali, Asl, etc.. lascia pensare che non abbiamo un Sistema Stato che ci difenda, ma uno Stato fatto a Sistema da cui difenderci, e questo diventato assolutamente vitale per noi tutti

Bartolomeo  Pepe

Movimento Cinque Stelle

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16
2012
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Ascoltare Salvatore Lauria consigliere di ASIA in commissione Ambiente

Franco Barbato e Salvatore LauriaQuesto titolo suonerà strano ad alcuni, il Dott.  Salvatore Lauria (il signore a destra nella fotografia) non era il curatore fallimentare dell’ Edenlandia e dello zoo di Napoli? Sì, lo era e lo è ancora, ma il Papa è anche il vescovo di Roma,  eppure  nessuno lo chiama “Vescovo” lo chiamano tutti “Sua Santità” o se si vuole rimarcare una certa distanza “il Papa”, insomma se non si è capito voglio rimarcare il fatto che Salvatore Lauria è  stato nominato consigliere di amministrazione di ASIA.  Perché lo sottolineo? Perché è importante sapere certe cose così ci si può ragionare sopra e meglio comprendere lo svolgersi degli eventi.

Ovviamente continuerà ad occuparsi del fallimento Edenlandia, in particolare in collaborazione con Mostra d’Oltremare SpA, il cui socio di maggioranza è il comune di Napoli,  si occuperà del bando di gara internazionale  che dovrebbe essere lanciato per fine Gennaio 2012. Il condizionale è d’obbligo.

Ora mi domando, viste le preoccupazioni sul futuro di quelle aree e sulla tutela dei beni faunistici e botanici che ad esse afferiscono,  visto che a quanto sembra, come denunciato anche dal Presidente della commissione ambiente Carmine Attanasio, nello zoo è presente inquinamento da amianto e visto che, al momento, oltre ad essere lui ad amministrare il tutto avrà anche un ruolo importante sul futuro dell’area: non sarebbe il caso di ascoltare se ha qualcosa da dire in commissione ambiente? In fondo è “anche” consigliere di ASIA, non sono addentro alle faccende della commissione, ma sono certo che ci sarebbe tanto di cui parlare.

Spero in una bella audizione mediante la quale i cittadini possano finalmente farsi un’ idea chiara della situazione attuale di Edenlandia e Zoo.

Intanto sia nel MoVimento 5 Stelle sia con altri gruppi  di cittadini continuiamo a lavorare su ipotesi di gestione di quelle aree che non mettano al centro il “reddito” che esse possono generare, ma l’ interesse generale della cittadinanza ed il suo benessere, senza perdere di vista il futuro degli operai,  ma anzi guardando un po’ oltre.

 

Link all’articolo
Tiziano De Simone

Movimento Cinque Stelle

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15
2012
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Sul piano Regionale Rifiuti Campania [Comunicato Stampa] M5S Napoli

Il piano regionale di ARENA, (chi è questo Arena? È lo stesso che Bassolino non conosceva!). Il Piano, blindato alle osservazioni sostanziali, che sarà certamente approvato a tre giorni dalla data di scadenza europea, la solita emergenza, è un piano indiscutibile. Qualunque “osservazione” al piano è un avvallo a scelte e criteri lontani anni luce dalla nostra visione del problema. Non serve e non bastano i calcoli sul sovra dimensionamento, è un tornare indietro ad acquisizioni certe, fatte in anni di studi, confronti e ricerche.

L’unico gesto possibile è un atto di denuncia e di accusa, senza se e senza ma, per scelte in contrasto con le direttive europee, in controtendenza con gli sviluppi anche economici delle tecniche dell’incenerimento che vedono paesi come l’Olanda costretti ad importare “monnezza” da tutto il mondo perchè i suoi impianti sono “scarichi”.

Ma questi sono gli anni più bui della nostra democrazia, anni in cui tutte le forme di partecipazione e di trasparenza di dialogo e di ascolto sono state ignorate; ignorate leggi popolari, referendum, raccolta firme, richieste di equità di trasparenza.

Questi sono gli anni in cui, i parassiti della società ”grandi imprese, banche, politici; con le loro manovalanze sui territori, “mafia, camorra, ‘ndrangheta, dopo decenni di rapporti strettissimi sono ormai indistinguibili: hanno definitivamente preso il comando, sono gli anni di Cosentino, gli anni di Berlusconi, di Bertolaso salvatore della patria,delle cricche, delle P2-P3-P4; di Clini, da 20’anni a capo del dicastero AMBIENTE e sul cui passato di “ambientalista” nessuno indugia, nessuno si interroga; sono gli anni della perdita dell’innocenza, tutti i veli sono squarciati e tutti i volti scoperti. Manipoli di delinquenti si sono impossessati del potere e non hanno nessuna intenzione di mollare. Viva la Democrazia! Viva la Libertà!

Paola Nugnes e Giuseppe Cristoforoni

Facebook M5S Napoli

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15
2012
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Un Motore che cambierà il Mondo

 

 

Claudio De Bei, classe 1945, figlio d’arte (suo padre era il celebre Pio, proprietario di una rivendita Piaggio con annessa officina di riparazione in via Mure del Bastion) ha inventato un motore da far morire d’invidia a stuoli d’ingegneri meccanici, ha realizzato un propulsore rotante rivoluzionario capace di raggiungere potenze elevatissime e di percorrere 80 km con un litro. Rispettoso dell’ambiente con emissioni ridotte al minimo, costi contenuti, assenza di vibrazioni e svariati modi d’utilizzo.

 

 

Quattro pistoni contrapposti a 90° uno dall’altro, fissati ad un unico albero centrale fisso con un eccentrico, che girano con moto rotatorio entro i rispettivi cilindri. Fasce elastiche superiori per assicurare la tenuta stagna del cilindro. Nel punto superiore lo scoppio, assicurato da tre scintille scoccate in sequenza da altrettante candele, a 160 gradi lo scarico, poi l’aspirazione attraverso una serie di travasi, a 180 gradi la compressione. Una fase per volta per ciascun pistone. Nessuna valvola. Ad alimentare il motore di complessivi 1000 cc è sufficiente un carburatore da 26. I giri complessivi che può raggiungere a piena rotazione superano i 22mila al minuto, la potenza che esprime è di 460 cavalli». Cifre da capogiro ma che Claudio De Bei è pronto a confermare, dati alla mano, dopo la misurazione al banco prova del primo prototipo realizzato con l’aiuto di amici attrezzisti. Il motore, in questi mesi, è esposto al museo dell’auto Bonfanti e sta attirando la curiosità non solo degli appassionati ma anche di progettisti e docenti universitari. Nelle prossime settimane un’èquipe della facoltà di ingegneria di Padova studierà attentamente il propulsore che potrebbe rivoluzionare il mondo dell’automobile.
«Dalla prove effettuate al banco – spiega De Bei – ho verificato che con un litro di combustibile si possono percorrere un’ottantina di chilometri ad una media oraria incredibile, considerata la potenza che può sviluppare al massimo dei giri».
«Il bello di questo motore endotermico con funzionamento rotativo – aggiunge il tecnico bassanese – è che sovverte tutti i principi della fisica, arrivando ad un rendimento che va dal 75 all’80 per cento…».
Roba da motori elettrici, o quasi, incredibile per un motore a scoppio, il cui rendimento normale si aggira attorno al 25 per cento nelle migliori condizioni d’utilizzo.
«In pratica è tutto il contrario di un motore tradizionale. Sfruttando il concetto del cuscinetto a sfere, entra in coppia a 400 – 600 giri e, date le sue prestazioni, può essere utilizzato senza il cambio. Non solo. Il sistema costruttivo è così semplice che più motori possono essere accoppiati senza difficoltà in modo tale da raddoppiare o triplicare la cilindrata e con essa la potenza complessiva». Provate a pensare a un motore di 3000cc con una potenza di 1350 cavalli: mai visto in pista un bolide del genere. Impossibile o quasi da guidare per l’elevatissima velocità che potrebbe raggiungere.
Il bello di questo motore endotermico è il peso: poche decine di chili.


«Prodotto su scala industriale – aggiunge De Bei – verrebbe a costare dai 350 ai 400 euro. In caso di rotture non varrebbe la pena di farlo riparare giacchè costerebbe meno sostituirlo. Mi ci sono voluti due anni di studi, progetti e prove per realizzarlo. Il blocco è in ergal mentre i pistoni, di 250 cc ciascuno, sono quelli che la Honda monta di serie nelle sue moto. Grazie al sistema rotativo e all’albero motore centrale è possibile, con pochi interventi, aumentare la compressione fino a 25 atmosfere. Il motore può essere alimentato con qualsiasi tipo di combustibile e potrebbe essere impiegato non solo in campo automobilistico ma in in molti altri settori. Un’altra cosa importante è l’assenza di vibrazioni mentre per lubrificarlo basta mezzo chilo d’olio in quanto ha pochissimi organi in movimento. Il raffreddamento è ad acqua ma difficilmente le temperature raggiungono i 50 gradi centigradi. L’emissione di gas di scarico è ridotta al massimo in quanto le tre scintille in sequenza bruciano tutto il combustibile».
Il motore è coperto da una serie di brevetti internazionali e il progetto è stato presentato alla Fiat. ma dubito che verrà preso in considerazione ed è un vero peccato, perché con questo geniale brevetto potremmo rimettere in carreggiata l’italia ed è proprio questo che abbiamo bisogno, quindi meno Marchionne e più Claudio De Bei

Bartolomeo Pepe

Movimento Cinque Stelle

Tratto da Il Giornale di Vicenza.it – Bassano

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13
2012
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Operazione fiato sul collo 3: Zoo

Si avvicina inesorabilmente la data di emissione del bando europeo per la concessione dei suoli relativi a zoo, Edenlandia ed ex cinodromo.

Superfluo ripetere ancora una volta le preoccupazioni legate a tale evento.

A noi quì interessa solo la possibilità che qualcuno possa lanciarsi in tentativi di speculazioni edilizie, eludendo vincoli delle varie Sovrintendenze.

A tale scopo riportiamo di seguito, foto dello stato attuale dei principali manufatti esistenti nell’area del giardino zoologico. Che si sappia che noi sappiamo!

 

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12
2012
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La Campania è la regione con il più alto tasso di decessi per tumore

La Campania oggi ha più di un primato di cui vantarsi, è la regione italiana con il più alto tasso di decessi per tumore ai polmoni, e la più alta mortalità per entrambi i sessi. E’ quanto emerge dalla relazione sullo stato sanitario del paese (Rssp) 2009-2010, presentata questa mattina dal ministro della Salute Renato Balduzzi all’Auditorium del ministero di via Giorgio Ribotta. “Alla Campania - si legge nella relazione – spetta il titolo di Regione con la più alta mortalità d’Italia sia per gli uomini sia per le donne; questa Regione si conferma quella con più alta mortalità, come già accadeva nel 2003. La mortalità per tumori e quella per malattie del sistema circolatorio tracciano una chiara polarizzazione a sfavore delle Regioni più industrializzate del Paese in termini di mortalità per tumori e a sfavore delle Regioni meridionali in termini di mortalità per malattie cardiovascolari. In questo panorama, la Campania si distingue anche per la mortalità per tumore del polmone fra gli uomini, tra i quali si registra il tasso più alto del Paese (9,57 contro 7,95 tasso nazionale).

Non abbiamo industrie, ma abbiamo come in una sorta i rifiutilandia, gli scarti industriali di mezza europa, e nulla sembra sortire effetto, nonostante la miriade di denunce, cortei, manifestazioni di protesta, della miriade di comitati che sono spuntati come funghi.
Gli elementi come: la terra, l’aria, e l’acqua, sono, come da noi più volte denunciato, sono irrimediabilmente compromessi, a questo  hanno contribuito:
Le 93 discariche cosiddette legali , di cui per la meta sono riempiti di rifiuti tossici, e poco importa se ci sono agenti chimici cancerogeni (in grado di far sviluppare il cancro), allergeni e teratogeni (in grado di provocare difetti nel feto).

I 2551 siti individuati dell’Arpac, una delle rarissime volte  che ha funzionato, di quelli bonificati si contano sulle dita della mano, e sul come, si nutre qualche fondato sospetto che si sia solo spostato il problema, e poi sarebbero necessarie oltre 4 Finanziarie dello Stato per realizzare una bonifica completa. Ovviamente alla lista mancano ancora i siti da individuare o sepolti sotto tonnellate di cemento

I continui roghi, volutamente appiccati dove si bruciano nella migliore dell’ipotesi rifiuti speciali, che inevitabilmente producono inquinanti come i micidiali  Diossina e Furani , e nonostante le continue denunce del sito la terra dei fuochi nulla sul fronte istituzionale  è stato fatto, per almeno tamponare il fenomeno.

L’inceneritore di Acerra di cui si sospetta che la sola ricaduta dei fumi condanni a morte la zona Nord di Napoli e quella Industriale di Marcianise  

L’acqua potabile, proprio per questa situazione di promiscuità fra falde e discariche e causa prelievo in falda, la rende poca avvezza ad essere considerata potabile, nonostante  le uscita mediatiche del sindaco Luigi De Magistris che ne lode la purezza

Negl’ultimi anni, in Campania, sono stati effettuati diversi studi epidemiologici, il risultato è ancora controverso poichè è chiaro che un sistema “massonico istituzionale” impedisce lo svolgersi di un qualsiasi studio, o comunque la libera fruizione dei dati raccolti, che possa provare una volta per tutte il nesso fra Causa ed effetto.

Ma il dato oggettivo finale che rimane, quello a cui non c’è scampo, e che stiamo morendo come mosche

Bartolomeo Pepe

Movimento Cinque Stelle 

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