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lug
30
2012
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La nazione assassina

Scritto da in: Denunce
Obama: premio nobel per la pace o serial killer?

Obama: premio nobel per la pace o serial killer?

 

Un saggio con questo titolo pubblicato in Counterpunch considera sorprendente il riconoscimento ufficiale e la trasparenza con le quali è stato reso pubblico che gli Stati Uniti hanno, da oltre mezzo secolo, un programma di omicidi mirati che coincide ora con una visibilità senza precedenti dell’uso di aerei da guerra telecomandati in diverse parti del pianeta.

L’idea che esista una lista di persone da uccidere al più alto livello del potere esecutivo degli Stati Uniti ha dato alla questione una forte copertura mediatica che ha generato preoccupazioni anche in alcuni settori del “potere invisibile”.

Il Washington Post ha evidenziato in un editoriale che “nessun governo dipendeva in modo così estensivo dall’omicidio mirato per promuovere gli obiettivi della sicurezza nazionale come l’attuale”. Nel frattempo, il New York Times ha descritto come “senza precedenti nella storia il ruolo presidenziale di Obama come supervisore di questa guerra nell’ombra…”.

L’ex presidente Jimmy Carter, in un articolo pubblicato su The New York Times, ha insistito che “nessuno sa quante centinaia di civili innocenti sono morti in questi attacchi (con droni), ognuno dei quali approvato dalle più alte autorità di Washington. Ciò è qualcosa che prima era impensabile”.

Ma il fatto è che questi omicidi e gli omicidi mirati a distanza con l’approvazione presidenziale, si sono svolti in segreto da almeno mezzo secolo. L’unica cosa nuova è che le recenti rivelazioni sulle liste di persone da uccidere e l’omicidio con l’uso di droni sono realizzate in maniera pubblica e aperta.

“Coloro che sono preoccupati per le recenti rivelazioni sulle liste di Obama di persone da uccidere, dovrebbero essere informate, in una prospettiva storica, su quante persone ha ucciso il nostro paese nel mondo”, ha detto Noble.

L’autore passa in rassegna i cinquanta anni di massacri e omicidi degli Stati Uniti in tre parti. La prima descrive la storia del letale programma Phoenix (Phoenix, in inglese) contro il Vietnam, che egli definisce come la fonte originale di strategie e tattiche terroristiche messe in atto dagli Stati Uniti. La seconda è relativa alle liste più conosciute di persone da uccidere in America Latina, e le meno pubblicizzate di paesi in altri continenti. La terza tratta della risurrezione del programma Phoenix in Iraq, Afghanistan e un numero crescente di paesi con i quali “non siamo in guerra”.

Phoenix è un programma altamente segreto, sviluppato nel 1967 dalla CIA in Vietnam, al fine di “neutralizzare” l’infrastruttura Vietcong uccidendo civili sudvietnamiti sospettati di sostenere i soldati del Vietnam del Nord e Viet Cong.

Anche se l’allora direttore della CIA William Colby ha detto al Congresso nel 1971 che “Phoenix non è un programma di omicidio”, ha ammesso in seguito che le operazioni di Phoenix hanno ucciso 20.000 persone tra il 1967 e il 1972. Il massacro di My Lai era solo un’operazione tra le altre del programma Phoenix.

Con altri dati e argomenti, Doug Noble descrive l’impatto che questo programma ha avuto in America Latina. La comunità dell’intelligence americana ha adattato Phoenix al Sud America attraverso un progetto top-secret.

I metodi e le tecniche di Phoenix sono state usate nell’Operazione Condor, responsabile dell’uccisione di centinaia di migliaia di patrioti americani. Le organizzazioni criminali provenienti da quasi tutti i paesi della regione sono servite a Phoenix per la raccolta e lo scambio di informazioni e collaborazione nella repressione delle lotte e degli ideali in contrasto con l’egemonia degli Stati Uniti nel subcontinente.

Durante l’amministrazione Carter, gli Stati Uniti hanno sospeso il Progetto ipotizzando violazioni dei diritti umani, ma ben presto l’Amministrazione Reagan la riabilitò.

“Il programma di assassinio con l’utilizzo di droni negli Stati Uniti è saltato fuori dal cassetto. Noi, che per anni abbiamo protestato e combattuto contro l’uso illegale, immorale e strategicamente controproducente di droni, contro l’attitudine schizofrenica di uccidere a distanza, contro il terrore che genera un attacco di droni e l’inevitabile (o intenzionale) assassinio di numerosi civili ‘sospettati di terrorismo’, ora, denunciamo la proliferazione di droni in tutto il mondo ed il loro utilizzo da parte della polizia e delle pattuglie di frontiera per il servizio di vigilanza con obiettivi apparentemente non letali”, ha dichiarato Doug Noble, un attivista contro la guerra residente a New York nella città di Rochester.
Il programma Phoenix è diventato globale, contribuendo a proclamare gli Stati Uniti d’America autentica nazione killer.
Manuel E. Yepe
Fonte: cubadebate
[trad. dal castigliano di Ciro Brescia]

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lug
24
2012
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La solitudine del dovere

Scritto da in: Blog

La notizia che il giudice Ingroia lascia la procura di Palermo e con essa il processo seguito e costruito insieme al pool antimafia, per trasferirsi in Guatemala mi ha fatto balzare dalla sedia. Di primo acchitto ho pensato che seguisse qualche nuova pista criminosa. Ci volevo credere perchè mi sembrava e mi sembra inverosimile che un giudice del calibro di Ingroia, dopo aver sollevato una questione spinosissima quale la trattativa Stato-Mafia, molli tutto per il Guatemala. Ma a far che di tanto importante da abbandonare anni di duro e rischioso lavoro? Nel tentativo di venirne a capo vado a rileggere le interviste del giudice rilasciate negli ultimi anni, fino a pochi giorni fà. Cerco su internet i programmi di “informazione” nei quali è stato ospite, ascolto le sue parole e non posso darmi pace.
ma cosa induce un magistrato degno allievo di Borsellino (del quale ne cita le frasi, ne sposa le tesi, ne ricalca le orme) a mollare il processo dei processi? Dopo essersi battuto contro tutto e tutti, dopo aver svelato la trattativa e le ingerenze del presidente della Repubblica scatenando un putiferio, dopo averci condotti ad un passo dalla Verità, questo benedetto uomo se ne va in Guatemala! Ma come è possibile tutto ciò? Chi lo ha licenziato? Chi lo ha minacciato? Insomma, cosa è accaduto al giudice Ingroia?
la prima risposta che mi sono data l’ho scartata subito, il magistrato è di scorza dura, abituato com’è a sentirsi bersaglio dei suoi perseguiti ha imparato a convivere e calibrare la paura. Convive con la sua scorta e con essa condivide i rischi come i suoi maestri Borsellino e Falcone. Si è ferrato sotto gli sguardi talora viscidi, talora trucidi dei mafiosi che ha interrogato. Perciò decido che non è solo la Mafia ad averlo sottratto al suo lavoro, bensì la Stato nelle vesti dei suoi servitori peggiori. Politici corrotti, collusi, amorali ed abietti. Carabinieri e poliziotti traditori del popolo che difendono, Servizi Segreti abbracciati alla criminalità organizzata. I Palazzi hanno tremato, tanto da temere di finire sventrati sotto gli occhi dei cittadini italiani, europei, e del Mondo intero.
Il giudice Ingroia è ancora vivo perchè qualcuno ha pensato che non è ancora il momento, che forse può bastare spedirlo in Guatemala. Io spero per l’uomo Ingroia che veramente possa bastare. Eppure quanta amarezza, quanto dolore e quanta solitudine. Quanta rabbia anche nei confronti dei miei concittadini muti, annichiliti ed annientati, ma altresì corresponsabili e vili, proprio come me.

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lug
23
2012
1

Illusione e disillusione

C’ero cascato. Mi ero illuso che le assemblee, le manifestazioni, i volantinaggi dei vari Movimenti e Associazioni della zona Flegrea, seppur scoordinati, seppur divisi tra loro, avessero creato un “chiasso” mediatico tale da indurre le Istituzioni locali a correre ai ripari.

Pochi giorni fa, infatti, due notizie, una dopo l’altra, positive come da tempo non ne vedevo.

Prima l’annuncio del Piano d’emergenza per la città di Napoli, poi l’avvio dell’iter per la realizzazione del grande Parco Urbano a Bagnoli … finalmente! Proprio quello che da mesi stavamo richiedendo!

Poi la disillusione: leggo a fondo la pagina web del sito della “ Bagnolifutura” (http://www.bagnolifutura.it/news_scheda.php?id=591) e mi rendo conto che si tratta solo di un Protocollo d’intesa; in pratica “… Un’apposita cabina di regia con compiti di indirizzo, impulso e coordinamento strategico lavorerà all’attuazione del protocollo. La Regione si è impegnata a garantire la disponibilità delle risorse finanziarie indispensabili per l’avvio della fase attuativa …”. Ma non era logico che fosse così? C’era bisogno di precisarlo? C’era bisogno di creare una nuova “cabina di regia”? E tutto ciò per “… risorse stanziate con fondi POR/FSE pari a 76 milioni di euro, a copertura dei 5 progetti, cui si aggiungeranno in una seconda fase 123 milioni di risorse private …”. Risorse private … già, ma come e quando?

Sembra poi di capire che tra questi 5 progetti ci siano anche i lavori per la realizzazione di strade interne all’area, strade che, da un’intervista rilasciata dall’A.D. Omero Ambrogi a Telecapri news (http://www.youtube.com/watch?v=iSXzGo7pG0A&feature=youtu.be) dovrebbero essere il presupposto per la consegna alla città delle opere già pronte da tempo (?).

E poi il Piano d’emergenza della città di Napoli. Nulla di nuovo sotto il sole: ennesima campagna d’immagine del nostro Sindaco. Un progetto ancora tutto in fase preliminare, spacciato per Piano già fatto.

Il tutto con una delibera di Giunta presentata in conferenza stampa (http://www.youtube.com/watch?v=B2s89xYzFM4) con una serie di slide, una bella brochure e … il tutto rinviato a settembre; compreso la responsabile alla Protezione Civile, ideatrice del progetto, già con le valige pronte (e non per le ferie estive) …

Lo schema di massima delle procedure da attuare può andar bene, la campagna informativa che parta dalle scuole anche, il Presidio Operativo e l’Unità di crisi pure, ma i dettagli, dove sono? La zonizzazione illustrata riguarda solo il rischio idrogeologico, ma per quello sismico e vulcanico? Per i Campi Flegrei, ci rifacciamo ancora alla suddivisione ideata dalla Protezione civile dopo il bradisismo degli anni ’80? E, cosa più importante, la prevenzione? Le vie di fuga? Le destinazioni provvisorie? I mezzi di comunicazione? Nulla! Solo, come si suol dire, “aria fritta”, mentre in un angolo del 1’ lotto del promesso grande Parco Urbano, si stagliano le trivelle del “Deep Drilling Project” …

Basta! Non ne possiamo più. La dico come i Jalisse a Sanremo (1997): “Fiumi di parole”! Per la sola Municipalità Bagnoli-Fuorigrotta, invece, c’è l’urgenza di procedere ad almeno 400 verifiche statiche degli edifici. Basterebbe uno stanziamento di circa 200.000 euro per capire almeno quali e quanti cantieri bisogna aprire per evitare che, come al solito, si debba continuare in un’endemica emergenza. PREVENZIONE è la parola chiave.

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lug
18
2012
3

Verbale Riunione Generale del 6 Luglio

La riunione a Scampia

Redatto da Federica Pisano

 

La riunione inizia alle ore 19.00

 

ODG:

 

- Proposta Riunione Regionale

- Possibili iniziative a Settembre (50 Stelle, raccolta olio esausto ecc.)

- Aggiornamento Ufficio Stampa

- Recupero paraurti usati

- Questione Caserta

- Questione Acerra

- Questione delle deleghe del MoVimento

 

Si spiega subito come mai la riunione si è tenuta a Scampia; per seguire l’iniziativa di fare delle riunioni itineranti, ovvero ad ogni riunione viene scelto un posto diverso di Napoli.

Il primo punto all’ordine del giorno è una proposta di Ettore Scamarcia, fare una riunione regionale, in quanto l’ultima è stata fatta due anni fa, per le elezioni regionali. Dovremmo farlo anche per conoscerci, specie per quei gruppi che sono nati da poco e stanno nascendo; si potrebbe fare o a metà settembre o a fine settembre. L’idea è a fine settembre, comunque sarà aperto un thread sul meetup. Tina Formisani propone Portici, anche per dare forza al gruppo che c’è a Portici, in vista delle elezioni comunali.  Sul meetup ognuno proporrà un luogo e tramite votazione si deciderà in quale luogo fare la riunione.

L’assemblea approva


Il secondo punto riguarda le attività di settembre; la prima proposta è quella di Massimo Samuel Di Vito, “50 stelle” , collocare in uno stesso giorno dei gazebi in diversi punti di Napoli, per trattare determinati argomenti , che poi saranno scelti prima dell’iniziativa e promuovere le nuove attività del movimento. Alessandro ha proposto anche di collocare i 50 banchetti (un numero per portare un esempio) nella stessa giornata, in una sola piazza, con 50 iniziative diverse. L’altra attività proposta è quella di Gaetano Musella, riguardante la raccolta dell’olio esausto, ogni quindici giorni, nei weekend, organizzare la raccolta dell’olio su tutto il territorio di Napoli e provincia. L’importante è che tutti partecipino.

L’assemblea approva entrambe le iniziative


Il terzo punto è una proposta di Gennaro Nocera, fare una riunione per l’ufficio stampa. Organizzare una riunione anche con i paesi di provincia, visto che l’ufficio stampa dovrebbe essere utile per il movimento e soprattutto il comunicato deve essere fedele al movimento. Però le persone che si occupano dell’ufficio stampa sono poche quindi tutti sono invitati ad usare il meetup seriamente e collaborare. Per la questione dell’ufficio stampa bisogna organizzare una riunione operativa ad ottobre. Secondo Maurizio Russo quando si redige un comunicato bisogna cercare di coinvolgere anche le persone che più sono informate sull’argomento trattato. Anche se c’è un gruppo su facebook degli addetti al comunicato stampa, se l’argomento è importante bisogna essere contattati in modo più diretto.

L’assemblea approva


Il quarto punto è una proposta di Tina Formisani, riguardo il recupero dei paraurti usati. Giuseppe Rondelli pone la questione di come lo recuperano, prima di presentare la proposta bisogna studiarla per bene. Tina dice che l’importante è il recupero dei materiali, in quanto è una soluzione per tutti quei materiali buttati. Bisogna chiedere al presidente Asia Raffaele Del Giudice come mai non vengono raccolti. Rilevato il problema, c’è una possibilità di smaltimento a costo zero, potremmo protocollare una richiesta per sapere come mai non lo fanno.

L’assemblea approva

 

Il quinto punto riguardava la questione di Caserta. Giuseppe Rondelli segue le riunione che si svolgono a Caserta e in una di queste hanno proposto di creare un’associazione, comprando gadget e altri materiali, Vilma Moronese lo aveva sconsigliato anche su una discussione del meetup. Inoltre questo gruppo di Caserta ha anche imposto il tesseramento, senza che la maggior parte dei partecipanti alla riunione potesse dire la sua. Il tesseramento quel giorno costava 30 euro. In seguito la quota è scesa a 10 euro. L’associazione è stata fondata da due famiglie, presidente e vicepresidente sono padre e figlio, si sono riuniti in forma privata. Si chiamano “amici di Beppe Grillo movimento Caserta”. Vilma aggiunge anche che sono presenti sul territorio due gruppi del movimento di Caserta. In data 27.06.12 in serata, si doveva discutere dello statuto ma il giorno prima si erano già riuniti per decidere lo statuto e per assegnare le cariche; il 27 mattina si erano registrati come associazione. Hanno anche stabilito che solo il presidente può comunicare all’esterno. Giovedì Vilma Moronese ed altri iscritti al gruppo “amici di Beppe Grillo movimento Caserta” hanno ricevuto un e mail collettiva dove si ricordava che chiunque non avesse regolarizzato l’iscrizione all’associazione, facendo il tesseramento, versando la quota, sarebbe stato cancellato dal meetup. Circa 20 persone sono state cancellate. Fondamentale chiarire il nome dell’associazione, perché più volte è stato cambiato. Queste persone agiscono con il nome del movimento. Però non c’è la certezza che si siano registrati all’agenzia delle entrate con il nome movimento 5 stelle. Si può fare una richiesta e possono dirti se è iscritto o meno, però se non hanno aperto un codice fiscale non risultano registrati. Laura De Vita dice che vanno denunciati a Grillo i gruppi che agiscono illecitamente con il nome del movimento, molti gruppi lo stanno facendo ma dobbiamo avere delle prove, nel caso di Caserta si è certi dell’illecito; per agire bisogna conoscere bene il non statuto. Umberto Zucconelli propone di fare dei comunicati stampa dove ribadiamo i principi fondamentali del movimento, soprattutto per fermare tutte quelle persone che, a nome del movimento, prendono dei soldi. Intanto con l’altro gruppo di Caserta si stanno accordando su come agire; qualsiasi piattaforma venga scelta bisogna iscriversi con la pec; Giuseppe ha chiamato l’agenzia delle entrate e gli hanno riferito che essendo un contratto tra privati, non è possibile avere lo statuto; a meno che non si faccia una richiesta tramite pec. Roberto Fico propone un incontro con il gruppo di Caserta, per spiegare cosa va bene e cosa no, dicendo a quest’associazione che sarà fatta una segnalazione a Grillo, perché loro chiedono soldi ai partecipanti. Vilma Moronese propone di affrontare l’argomento anche nelle riunioni regionali, parlare anche di come le persone devono approcciarsi al movimento.

L’assemblea approva


Il sesto punto riguardava il problema di Acerra, a seguito della dimissione dell’ ex assessore Rosaria Conforti dopo otto giorni di mandato. Convocata per una riunione straordinaria non era stata messa a conoscenza dell’ordine del giorno e dopo aver riscontrato varie irregolarità molto gravi, si è dimessa. Il punto è come mai il gruppo del movimento di Acerra non ha fatto niente e non ha approfondito la questione. Si cercherà di organizzare una riunione con il gruppo di Acerra.

L’assemblea approva


Il settimo punto affrontato è la questione delle deleghe e della rappresentanza del movimento. Marco Savarese e Roberto Fico aprono la discussione dicendo che Bartolomeo Pepe spesso crea dei disguidi, prendendo iniziative personali ed utilizzando, in seguito, il nome del movimento. Bartolomeo dice che segue una propria metodologia, che ha i suoi riscontri positivi, come l’aiuto che ha portato alle altre città, collaborando nella creazione di nuovi gruppi. Il discorso è rimasto in sospeso per la mancanza di tempo.

L’assemblea rinvia alla prossima riunione

 

La riunione si scioglie alle ore 22.15

Come punti da inserire nell’ordine del giorno per la prossima riunione ci sono l’idea di Umberto Zucconelli di fare dei comunicati stampa dove si chiariscono e ribadiscono i principi fondamentali del movimento e la proposta di Tommaso D’Ambrosio di un sistema diverso di voti per le prossime elezioni, riguardo la privacy.

 

Ps. Ringraziamo il centro “Mammut” per averci ospitato

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lug
11
2012
0

Parcheggi privati in via A. Falcone antiracket?!? No immobili dei Camorristi!!!


sezione del parcheggio di via aniello falcone

 

 

 

 

 

Dall’articolo http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=207364&sez=NAPOLI leggo che il parcheggio di via Aniello Falcone, che rientra tra i P.U.A  (piani urbanistici attuativi) del Comune di Napoli (vedi link)  , è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza e cita: “Parcheggio antiracket al Vomero. A Napoli sigilli al cantiere di un parcheggio a via Aniello Falcone, inaugurato di recente. Come una beffa all’ingresso torreggia il cartello «patto antiracket», siglato anche dal simbolo dei carabinieri.”

Il 26 ottobre 2011 l’Assessore all’urbanistica De Falco del Comune di Napoli presenta, in un Consiglio della V Municipalità (video), il programma dei P.U.A del territorio Vomero-Arenella. In quell’occasione pongo l’attenzione sulla negoziazione pubblico – privato. Faccio notare che la trattativa era eccessivamente spinta verso il privato: un parchetto per i bambini ed un campo da tennis (solo in orario scolastico) gestito dal Comune in cambio di 100 box auto privati. Consigliai all’Assessore di procurarsi un bravo negoziatore comunale, visto gli scarsi risultati ottenuti dalle trattative di quest’ultimo. Il cantiere antiraket fu anche inaugurato da Adriano Panatta (video).

Ma non finisce qui. Si scopre che dietro l’imprenditore Angelo Simeoli ci siano i clan Nuvoletta, Polverino, i Casalesi. Tanti gli immobili sequestrati e molte  società e presta nomi coinvolti. Nel dettaglio con i nomi di tutte le aziende e gli immobili sotto sigilli:  http://www.teleclubitalia.it/articolo.asp?id=7613

Una curiosità mi resta: ma chi sarà mai il negoziatore del Comune di Napoli?

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lug
10
2012
3

2 Milioni 721 mila 901 € di contributi alle chiese

Parrocchia Santa Caterina A Formiello, piazza E. De Nicola NAPOLI

 

 

La Regione Campania: tagli alla Sanità, blocco dei pagamenti al Terzo settore, 5 inceneritori e 5 impianti di compostaggio ANAEROBICO da realizzare in Campania.

Per il rifacimento del sito web si approvano 2milioni e 800mila € ed infine decreta:

1. di approvare gli esiti delle valutazioni relativamente all’Avviso Pubblico “Riconoscimento, sostegno e valorizzazione delle attività oratoriali ai sensi della deliberazione n. 954 del 21 dicembre 2010 della Giunta Regionale” – approvato con decreto dirigenziale n. 145 del 13/06/2011 – comunicati dal Presidente della Commissione di valutazione con con nota prot. 2063 del 22/02/2012, nonché gli allegati che formano parte integrante e sostanziale
del presente provvedimento, così distinti:
a) Ammessi a contributo (Allegato A);

per un totale di  2.721.905,21 € .  In sintesi un contributo per le chiese.

 

Riporto il link con l’intero documento con la lista di tutte le chiese ammesse al contributo:

http://resources.regione.campania.it/slide/files/Documenti%20la%20regione%20informa/2012/2012%2001/file_12148_GNR.pdf

Ma in tempi di crisi non erano le chiese ad aiutare i bisognosi?

Le chiese, rappresentazione territoriali dello Stato Pontificio, tra i più ricchi del mondo, devono essere sostenute da fondi regionali?

 

dr. Mariano Peluso, Consigliere V Municipalità del Comune di Napoli

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lug
06
2012
2

7 luglio: Cominciano le perforazioni a Bagnoli

 

 

 

 

 

 

Il Comitato Rischio Vulcanico nei Campi Flegrei , costituito da Associazioni da tempo attive su problematiche ambientali dell’area , sente nuovamente il bisogno di richiamare l’attenzione  sulla Perforazione profonda nel sottosuolo flegreo prevista da ricercatori dell’Osservatorio Vesuviano  (Campi Flegrei Deep Drilling Project) all’interno di Bagnoli Futura.

 

Ci è giunta notizia che il giorno  7  Luglio vi sarà l’apertura del cantiere per la perforazione.

L’ argomento è stato trattato in dettaglio dal Comitato nel 2011, presso l’ Auditorium Regionale Pico di Fuorigrotta; una Tavola Rotonda  a cui  parteciparono, il Coordinatore del progetto professor De Natale e i maggiori esperti in materia, manifestando  una disparità di opinioni che causò molte perplessità nel pubblico presente. Considerata la necessità di aprire un pubblico dibattito in materia  per creare un rapporto di comunicazione senza barriere tra i cittadini, le istituzioni e gli specialisti impegnati nello studio e nell’osservazione dei vulcani, fu’ chiesto  al Professore De  Natale, quale Coordinatore del Progetto, di organizzare un ulteriore incontro, con i cittadini a  chiarimento dei dubbi suscitati dalla divergenza di opinioni espresse dagli scienziati, la richiesta fu accolta, ma di fatto disattesa.

Dopo un periodo di silenzio, dovuto anche al divieto ad effettuare la perforazione  a  tutela della incolumità della popolazione, imposto da Rosa Russo Iervolino, allora Sindaco di Napoli, che esortò col “nunn sfruguliamm  o  Vulcan”!

Altri incontri ci sono stati ma noi non siamo ne stati invitati ne tantomeno informati; in risposta a ciò il comitato si è riunito nuovamente  il giorno 21 Maggio a Bagnoli presso l’Associazione Culturale Trinity Point, per valutare con l’ausilio di sommi esperti del settore, la “pericolosità delle perforazioni” a Bagnoli, l’incontro è stato molto partecipato.

Dopo questo evento è nata l’esigenza di  redigere una “LETTERA DOCUMENTO” che è stata inviata a vari Organi Competenti.                                                                                                                La missiva ha avuto i suoi effetti, ma a noi non è stata ancora recapitata.Ne abbiamo ricevuto copia in via informale.
La lettera di risposta porta l’intestazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, DIPARTIMENTO DI PROTEZIONE CIVILE;  a Firma  del VICECAPO DIPARTIMENTO Angelo Borrelli.   In sintesi: Viene spiegato che il Dipartimento in questione non era stato in precedenza informato, né coinvolto nel progetto, ma dopo la richiesta di accertamenti richiesti dall’ex Sindaco di Napoli, fu convocata una riunione con i diretti interessati al progetto,il giorno 18 Ottobre 2010, dopo un’ampia discussione sull’argomento, il Dipartimento ha chiesto, ai responsabili del progetto una nota informativa di dettaglio e il rappresentante del Comune di Napoli, si è riservato di assumere eventuali decisioni in merito alla regolare prosecuzione dei lavori successivamente al recepimento di tali note.  Il Dipartimento ha ricevuto le note dall’INGV-OV al 29/10/2010, e le ha  trasmessi al Comune di Napoli unitamente al verbale della riunione.

A tutt’oggi, recita la missiva: questo Dipartimento NON HA CONTEZZA DELLE DECISIONI PRESE DAL COMUNE DI NAPOLI in merito al proseguimento dei lavori di perforazione previsti nel progetto in parola.

Concludendo con: (In tale ambito, appare non banale rimarcare peraltro l’importanza  del ruolo del Comune. In particolare, si “RAMMENTA CHE IL SINDACO” è la prima autorità di protezione civile sul territorio comunale ai sensi dell’art. 15 della 225/92 e attraverso puntuali e costanti iniziative di INFORMAZIONE  DEVE  ASSICURARE CHE I PROPRI CITTADINI  RICEVANO TUTTE LE INFORMAZIONI UTILI, IN EMERGENZA, PREVISTE NEI PIANI COMUNALI DI PROTEZIONE CIVILE). Questa la missiva di risposta.

Ora  dopo anni di richieste alle autorità competenti, chiediamo al Sindaco:

1) DOVE SONO,E QUALI SONI I PIANI DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI NAPOLI:

2) QUALI SONO LE VIE DI FUGA PER GLI ABITANTI DELLA ZONA FLEGREA.

3) QUALI SONO LE PREVISIONI DI RISCHIO DELL’ESPERIMENTO.

4) CHE NE E’ DELLA PARTECIPAZIONE TANTO SBANDIERATA :

5) COSA E’LA CONVENZIONE DIAARHUS:

NON ESSENDO STATI INFORMATI, NON ESSENDO STATI INTERPELLATI, NON ESSENDO STATI ASCOLTATI.

CI APPELLIAMO  ALLA  CONVENZIONE  DI  AARHUS  E  AL  PRINCIPIO  DI  PRECAUZIONE.

 

La Convenzionedi Aarhus:

Il diritto della partecipazione dei cittadini alle scelte pubbliche in materia ambientale,

non si esaurisce nel momento del voto, ma deve trovare applicazione in occasione

delle fasi attraverso cui si articola il processo di assunzione delle decisioni;

questo principio, può concretizzarsi solo attraverso la conoscenza di tutti gli

elementi di valutazione necessari.

Un primo fondamentale passo è costituito dall’accesso all’informazione .

l’accesso all’informazione ambientale, e la partecipazione del pubblico ai processi decisionali.

L’Italia ha ratificatola Convenzioneconla L.108/2001.

La Convenzionedi Aarhus prevede una serie di obblighi a carico di alcune tipologie

di soggetti, pubblici e privati, definiti “autorità pubbliche”.

Il Principio di Precauzione:

È noto che la definizione formale di rischio naturale è quella espressa dal prodotto di:

Pericolosità per Valore esposto, per Vulnerabilità.

Ciò implica che, se anche la Pericolosità fosse estremamente bassa (Nulla non può essere mai!!) in presenza di un elevatissimo Valore esposto e/o livello di Vulnerabilità (come nel nostro caso), lo stesso Rischio assume un valore  MOLTO ELEVATO!

Credete che sia una scelta responsabile e sostenibile sottoporre la popolazione dell’area, più di 300.000 abitanti, ad un così elevato Rischio? Se dovesse succedere “qualcosa”, di chi sarebbe la responsabilità: degli scienziati, dell’Ente proprietario del terreno (Bagnoli Futura), dell’Ente locale che ha rilasciato autorizzazione per la perforazione (Regione, Comune), della Protezione Civile Nazionale che per Legge deve provvedere alla previsione e prevenzione dei rischi naturali ed antropici??

IN tutto ciò cosa dicela PROCURA?

Abbiamo forse dimenticato che le aree sono interessate da una gravissima inchiesta,  per di più attivata proprio dall’attuale Sindaco; il  coordinatore dell’inchiesta, il Procuratore Francesco Greco e il PM Stefania Buda, hanno per caso dato parere favorevole all’avvio dei lavori?le indagini sono forse terminate?

Indagini incrociate, consulenze e analisi di laboratorio, truffa e omessa bonifica, sono le accuse ipotizzate nel fascicolo investigativo. Insomma, dalle analisi del territorio, ai finanziamenti sbloccati dal ministero dell’ambiente, per finire ad alcuni dispositivi Comunali e all’azione di controllo di ARPAC e PROVINCIA. Una buona fetta sella storia di Bagnoli è in un fascicolo investigativo. Speriamo di non doverne vedere aperti altri

In conclusione, chiediamo a tutti i nostri concittadini di unirsi a noi nel tentativo di non far avviare assolutamente il cantiere fino all’esaudimento di tutte le richieste atte alla tutela della salute, del territorio e dell’ambiente. Facendo valere cosi, i nostri diritti.

Per il comitato rischio vulcanico nei campi flegrei:

Giuseppe Cristoforoni.

05/07/2012

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lug
05
2012
1

Parliamo un po’ di energia?

Sento ancora parlare in questi giorni del problema del costo dell’energia elettrica in Italia, come di freno alla ripartenza dell’economia nel nostro paese (tant’è che c’è ancora chi rimpiange l’abbandono del nucleare).
Poi sento che in Italia il settore della produzione di energia elettrica da fonti primarie è in piena crisi. Difatti le centrali sono fermate e gli addetti ai lavori vengono messi in cassa integrazione.
La prima considerazione che mi viene in mente è che si fa’ tanto parlare della FIAT che porta all’estero la produzione automobilistica, ma come si risponde nel campo della produzione di elettricità?

 A fronte di una diminuzione della richiesta per riduzione dei consumi (il crollo nel 2008 del 20% dei consumi per l’industria, non è stato compensato dal lieve aumento dei consumi nel terziario), continuiamo ad importare circa il 15% di elettricità dall’estero.

 

 E poi parliamoci chiaro, una volta per tutte. Il problema grosso in Itlaia, non è la produzione di energia elettrica, ma il consumo di energia nella sua globalità.
Nel Bilancio Energetico Nazionale del 2010, possiamo scoprire che i consumi energetici italiani, suddivisi per fonte, sono: circa il 9% elettricità, il 6% carbone, l’11% gas e ben il 74% petrolio!

 

E come viene consumato questo petrolio? Il 29% del totale dei consumi energetici totali, cioè una cifra pari a 394.000 Tkcal, se ne va per i trasporti (non ferroviari,ovviamente). Guardiamo quindi la “trave” e non la “pagliuzza”! Bisogna abbandonare il concetto di motore a scoppio.
Altra considerazione importante poi bisogna farla su un altro discorso: le perdite. Sia per trasporto dell’energia, sia per trasformazione, sia per rendimento, si sono persi, sempre nel 2010, 433.000 Tkcal!

 


Il problema delle perdite è legato a due fattori principali: la scelta delle fonti energetiche, la distanza media tra produzione ed utilizzo.

A questo problema si risponde in un solo modo: impianti di produzione di piccola taglia, distribuiti sul territorio. Ed in particolare per l’energia elettrica, con reti di distribuzione intelligente e sistemi di accumulo.

 

Ancora un’ultima considerazione da farsi è nel settore delle fonti di energia alternative. Si dice che pesino sulla bolletta elettrica a causa degli incentivi di cui godono. Attenzione quando parliamo di incentivi; questi vengono dati non solo alle fonti alternative, ma, per i primi “conto energia”, anche a quelle “assimilabili” (impianti alimentati a combustibili di processo o residui o recuperi di energia) che sono l’80% del totale; la situazione è lentamente migliorata nel tempo, ma a tutto il 2010, tra gli impianti qualificati in esercizio, ne troviamo, come energia erogata, solo il 16% di eolici ed appena lo 0,5% di fotovoltaici (mentre per biomasse e rifiuti siamo al 30%).
Insomma, per farla breve, a cosa dobbiamo puntare?

a) Prodotti a “km.0″
b) Passaggio dal trasporto su gomma a quello su ferro
c) Automobili a motore elettrico o ad idrogeno
d) Impianti di produzione di piccola taglia e distribuiti sul territorio
e) Incentivi per l’autoconsumo, per la costruzione di nuovi impianti fotovoltaici e microeolici
f) Investimenti nella ricerca per reti di distribuzione intelligente e sistemi di accumulo
g) Incentivi alla “certificazione energetica degli edifici”
h) Razionalizzazione dei consumi

e via dicendo…

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lug
04
2012
2

L’ALTERNATIVA!

Scritto da in: Blog

E’ ora di “decrescita”, di un modello economico che piuttosto che incentivare i consumi, come traino per l’economia, si basi sulla riduzione dei consumi stessi, sul “de-coupling”.

E’ tempo di crisi economica, crisi, dicono, peggiore di quella del 1929. Una crisi per la quale ormai per tutti, (tranne che per gli addetti ai lavori più accreditati, i “professori” e le “più potenti istituzioni su scala nazionale”), sembra chiara la necessità di eliminare gli squilibri che affliggono l’attuale sistema economico e tornare a crescere riequilibrando.

Riequilibrare è il presupposto fondamentale, quello di appianare le diseguaglianze sociali, vero alimentatore della rabbia, dell’aggressività e della rassegnazione! Proseguendo su questa strada il traguardo finale sarebbe quello di uscire dallo stato di necessità ed entrare nello stato di libertà, dando la possibilità a tutti, uomini e natura, di liberare definitivamente la propria innata creatività”; passando cosi dal PIL al FIL “felicità interna lorda”.

Invece ecco i provvedimenti del governo: I provvedimenti del governo, annunciati dal ministro Corrado Passera prevedono investimenti di 100-miliardi di euro, per le “grandi opere”. Tuttavia un certo numero di “grandi opere”, oltre la Torino – Lione, stanno per davvero per essere avviate dal governo Monti. L’attenzione si è spesso concentrata sul tunnel della Val di Susa, ma è forte il rischio che questi altri investimenti possano rivelarsi, nel complesso, un affare anche peggiore per il Paese. Alcune sono già finanziate in parte, e altre hanno passato la soglia dell’approvazione del Cipe.

C’è poi il Ponte sullo Stretto di Messina, con La Società Stretto di Messina esistente inutilmente da 30’anni. Il costo totale preventivato per il ponte superava i 27 miliardi di euro, si è deciso che non si farà, e questo ci costerà come da contratto almeno 500.000.000.00 ”cinquecentomilioni di Euro”; altro grande regalo al gruppo “prenditore” IMPREGILO dopo i 355-Milioni di Euro datigli, per il TERMODISTRUTTORE di Acerra.

Quali caratteristiche hanno in comune le opere di cui sopra? Non sono stati resi pubblici i piani finanziari: La cosa sembra inquietante in un periodo di grande scarsità di soldi pubblici. Non sono in generale note nemmeno le analisi costi-benefici comparative di tali opere. I finanziamenti non sono “blindati” fino a garantire il termine dell’opera. La normativa recente che consente di realizzarle “per lotti costruttivi”, invece che “per lotti funzionali” rende possibili cantieri di durata infinita, “come le opere di IMPREGILO per la CAMPANIA”, per di più dal contenuto occupazionale momentaneo e modesto, di cui solo il 25% dei costi è lavoro.

Nel Decreto è insita una grande facilitazione per la costruzione di nuove grandi opere e anche la previsione che il governo possa aggirare la volontà delle regioni nel dare il via libera alle infrastrutture energetiche. Questo vuol dire che questo decreto serve a sbloccare la costruzione dei rigassificatori, a fare un po’ di autostrade, a sbloccare la realizzazione di centrali a biomasse o a turbogas e gli inceneritori.                Dove le popolazioni protestano e le regioni frenano, ci penserà il governo a concedere permessi e mandare la polizia: come già successo in Campania per discariche e inceneritore e ora in Val di Susa!

Altro nuovo decreto legge, il n.59/2012, che riforma la Protezione Civile, stabilisce che lo Stato non pagherà più i danni provocati da catastrofi naturali a case, aziende o qualsiasi altra struttura danneggiata. I cittadini dovranno fare da soli e premunirsi per tempo di una relativa polizza di assicurazione, specialmente se vivono in zone a rischio.

Le calamità naturali – terremoti, alluvioni, saranno dunque, a carico del cittadino, che dovrà far ricostruire l’edificio crollato o danneggiato a sue spese.

Ancora, il “pacchetto crescita” contenente misure per il rilancio dell’edilizia e gli incentivi alle imprese, prevede:
Ristrutturazioni

Il decreto prevede l’innalzamento dal 36% al 50% della percentuale di detrazione e il raddoppio del tetto di spesa per ogni unità immobiliare da 48mila a 96mila euro, ma accorcia i tempi per beneficiarne al 30 giugno 2013.
Riqualificazione energetica
Il bonus del 55%, in scadenza al 31 dicembre 2012, sarà prorogato al 30 giugno 2013, ma con una percentuale di detrazione ridotta al 50%.                                                                IMU su immobili invenduti
Gli immobili di proprietà delle imprese di costruzione rimasti invenduti saranno esentati dall’Imu per tre anni.                                                                                                 Queste sarebbero secondo loro le misure per il rilancio dell’edilizia e delle imprese.

Le cose più opportune da fare dal nostro punto di vista per una ripresa effettiva del mondo del lavoro sarebbero state:

Avviare un’attenta analisi sulla produzione attuale di energia, evidenziando costi diretti e costi indiretti quali i costi dell’inquinamento e della salute. I prezzi di mercato dell’energia non riflettono i centinaia di miliardi di Euro spesi nei costi nascosti per la salute umana e per l’ambiente. Ci sono molti effetti esterni della produzione energetica e del suo uso, questi costi sono molto importanti perché potrebbero realmente portare a valutazioni completamente ribaltate del processo decisionale”. I costi nascosti della produzione di energia includono gli effetti sulla salute a partire dall’inquinamento atmosferico.

Un rapporto fatto in America, ha stimato in 120 miliardi di dollari i danni nascosti legati alla produzione di energia che sono stati spesi solo negli Stati Uniti nel 2005. La corrispondenza riflette principalmente i costi nascosti dei problemi di salute dovuti al l’inquinamento atmosferico nella produzione di elettricità e dai trasporti.                                                                                                                                                                                  Dal 2008 siamo entrati nell’era della Rivoluzione energetica. Termine in cui si fondono fenomeni e tecnologie legate alle fonti di energia rinnovabile (FER). La diffusione della microproduzione d’energia elettrica prende il posto sempre più delle megacentrali termoelettriche. L’avvento delle smart grid. Le reti di distribuzione dell’energia elettrica intelligenti in grado di consentire la convivenza di piccoli produttori e consumatori di energia con grandi produttori e consumatori di energia elettrica. Le distanze da percorrere si accorciano e si riducono le perdite di veicolamento dell’elettricità. Il tutto governato da un sistema intelligente a nodi, molto simile al web. Un’internet dell’energia. Le nostre città diventeranno smart cities.

Abolire definitivamente e senza alcun compenso o risarcimento, indistintamente tutte le “grandi opere” in nessun caso, e sottolineo nessuno, condiviso dalle Popolazioni coinvolte. Intervenire invece nel rafforzamento delle tratte dei pendolari, anziché obbligarli all’uso dell’automobile privata, rafforzare anziché tagliare i collegamenti fra le Città della Nazione; rafforzare e sostituire i mezzi pubblici delle piccole e grandi Città con mezzi alimentati ad idrogeno, ad aria compressa o elettrici, contribuendo così alla diminuzione dell’inquinamento atmosferico delle nostre Città e facendo sì, non in ultimo, che l’uso delle vetture private sia ridotto al minimo.                                                                                              Incentivare concretamente le aziende Automobilistiche che non realizzino più vetture con tecnologie antiche e vetuste, alla Marchionne con la sua “Panda” a Pomigliano, (gli farei pagare i danni, per mancato sviluppo) ma con tecnologie innovative ad emissioni ZERO.

Stabilire in maniera chiara quelle che sono le responsabilità dei produttori.  L’obiettivo è innescare un circolo virtuoso, che riduca progressivamente i rifiuti prodotti fino ad arrivare a chiudere l’ultima discarica e iniziare lo smantellamento dell’ultimo inceneritore.  Il ” ciclo della materia” come traguardo finale. Così non solo si va verso la soluzione del problema dei rifiuti, ma s’inducono a cascata effetti di “de-coupling” in settori sempre più ampi e sempre più rilevanti, dal consumo di territorio al fabbisogno di energia, dal trasporto di merci all’importazione di materie prime”.Una politica dei rifiuti che miri non solo alla raccolta differenziata, ma alla riduzione dei consumi, per dimostrare che il nuovo modello di sviluppo non passa necessariamente attraverso le grandi opere di consumo del territorio, come il ponte sullo stretto, la TAV, le nuove autostrade e tangenziali, i raccordi superveloci, gli inceneritori.                                                                                                                              Questo nuovo modello di sviluppo non solo è possibile ma necessario.  Ed è anche la sola grande occasione di rilancio per il nostro paese.                                                      Un’occasione che attende soltanto d’essere colta.

Assumersi l’onere di imporre a livello Nazionale il tanto discusso “ libretto del fabbricato”, tramite il quale poter monitorare lo stato di salute degli edifici, istituendo sul tipo “medico di famiglia” il “tecnico dell’edificio” con relativa “mutua di appartenenza”, invece di scrollarsi di dosso la piena responsabilità dello stato di vetustà della gran parte degli edifici della nazione edificati alla men-peggio senza regole, da speculatori assassini perdi più collusi con le Dirigenze locali in tutte le Regioni, invece di imporre un’assicurazione sull’edificio, “ che è infine un altro bellissimo regalo alle Banche”.

Nel “pacchetto crescita”, non avremmo inficiato la“Riqualificazione energetica” assimilandola, con le stesse premialità alla semplice ed inutile Ristrutturazione, inutile perché non collegata a nessun obbligo di miglioria statica dell’edificio, né tantomeno ad interventi utili ad abbattere l’energivorità delle nostre abitazioni, ma indubbiamente utili, per chi ha ancora qualche euro, nel non darli alla nazione come IRPEF.

Contrariamente avremmo, in qualità di Stato, cercato di contribuire, nell’immediato con premialità in contante e parzialmente a recupero con l’IRPEF, a chiunque provvedesse non solo al recupero energetico della propria abitazione, ma anche al consolidamento statico della stessa, intervenendo con la richiesta a tutte le categorie di una calmierazione dei prezzi, con una notevole riduzione dei costi sui prezzari dei lavori pubblici e privati Regionali, pari anche al35% se non di più del listino, impegnandomi però, in quanto Stato, a vigilare sulle realizzazioni e in particolare sul controllo dei cantieri, come è stato rarissimamente fatto, con controlli a tappeto, affinché abusivi, subappalti stozzati, imprenditori fasulli, norme infortunistiche non rispettate, DURC inesistenti, desistano dal continuare a fare danni.

L’IMU sugli immobili invenduti dovrebbe a nostro avviso esigere il doppio del valore, altro che esenzione ipotizzata, così da sanzionare lo spreco inutile del territorio e l’uso indiscriminato di cemento, spesso di pessima qualità.

Istituzione del reddito di Cittadinanza per tutti .

Con questi provvedimenti si rimetterebbe in moto la macchina Nazione con la creazione di migliaia di posti di lavoro.

Certo ci si chiede dove reperire tutti questi Euro.

Ricordiamo che è stato valutato che la corruzione costa al nostro paese oltre 60 miliardi di euro l’anno.  Ed altrettanti sono i costi di una macchina burocratica inefficiente e ridondante.

In primis:

Tassare le transazioni finanziarie per supportare in modo serio la Nazione.

0) Riduzione del numero dei Parlamentari, con relativa umanizzazione degli stipendi, di Politici e Dirigenti Aziendali facendoli rientrare nella media Europea.

I) Dimezzamento dell’otto per mille alla Chiesa cattolica, quindi da 4miliardi di Euro passare a 2miliardi di Euro.

II) Introdurre una tassa patrimoniale sopra il milione di Euro.

III) Mettere un tetto alle pensioni pari a 5.000,00 Euro.

IV) Eliminare secondi e terzi incarichi, eliminare bende e prebende,eliminazione dei politici da incarichi in enti Statali o Partecipati; abolizione delle province.

V) Abolizione della prescrizione dei reati, quali quelli per Mafia – Corruzione – Concussione – reati Ambientali – Falso in Bilancio – terrorismo; con conseguente annullamento delle prescrizioni, degli ultimi venti anni, con relativo sequestro dei beni, così come ai Mafiosi.

Ecco dove prendere capitali per riavviare il paese!

Ora si tratta solo di decidere se vogliamo veramente costruire questo futuro e stabilire il come e il quando.

Giuseppe Cristoforoni

29- Giugno-2012

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