
E’ ora di “decrescita”, di un modello economico che piuttosto che incentivare i consumi, come traino per l’economia, si basi sulla riduzione dei consumi stessi, sul “de-coupling”.
E’ tempo di crisi economica, crisi, dicono, peggiore di quella del 1929. Una crisi per la quale ormai per tutti, (tranne che per gli addetti ai lavori più accreditati, i “professori” e le “più potenti istituzioni su scala nazionale”), sembra chiara la necessità di eliminare gli squilibri che affliggono l’attuale sistema economico e tornare a crescere riequilibrando.
Riequilibrare è il presupposto fondamentale, quello di appianare le diseguaglianze sociali, vero alimentatore della rabbia, dell’aggressività e della rassegnazione! Proseguendo su questa strada il traguardo finale sarebbe quello di uscire dallo stato di necessità ed entrare nello stato di libertà, dando la possibilità a tutti, uomini e natura, di liberare definitivamente la propria innata creatività”; passando cosi dal PIL al FIL “felicità interna lorda”.
Invece ecco i provvedimenti del governo: I provvedimenti del governo, annunciati dal ministro Corrado Passera prevedono investimenti di 100-miliardi di euro, per le “grandi opere”. Tuttavia un certo numero di “grandi opere”, oltre la Torino – Lione, stanno per davvero per essere avviate dal governo Monti. L’attenzione si è spesso concentrata sul tunnel della Val di Susa, ma è forte il rischio che questi altri investimenti possano rivelarsi, nel complesso, un affare anche peggiore per il Paese. Alcune sono già finanziate in parte, e altre hanno passato la soglia dell’approvazione del Cipe.
C’è poi il Ponte sullo Stretto di Messina, con La Società Stretto di Messina esistente inutilmente da 30’anni. Il costo totale preventivato per il ponte superava i 27 miliardi di euro, si è deciso che non si farà, e questo ci costerà come da contratto almeno 500.000.000.00 ”cinquecentomilioni di Euro”; altro grande regalo al gruppo “prenditore” IMPREGILO dopo i 355-Milioni di Euro datigli, per il TERMODISTRUTTORE di Acerra.
Quali caratteristiche hanno in comune le opere di cui sopra? Non sono stati resi pubblici i piani finanziari: La cosa sembra inquietante in un periodo di grande scarsità di soldi pubblici. Non sono in generale note nemmeno le analisi costi-benefici comparative di tali opere. I finanziamenti non sono “blindati” fino a garantire il termine dell’opera. La normativa recente che consente di realizzarle “per lotti costruttivi”, invece che “per lotti funzionali” rende possibili cantieri di durata infinita, “come le opere di IMPREGILO per la CAMPANIA”, per di più dal contenuto occupazionale momentaneo e modesto, di cui solo il 25% dei costi è lavoro.
Nel Decreto è insita una grande facilitazione per la costruzione di nuove grandi opere e anche la previsione che il governo possa aggirare la volontà delle regioni nel dare il via libera alle infrastrutture energetiche. Questo vuol dire che questo decreto serve a sbloccare la costruzione dei rigassificatori, a fare un po’ di autostrade, a sbloccare la realizzazione di centrali a biomasse o a turbogas e gli inceneritori. Dove le popolazioni protestano e le regioni frenano, ci penserà il governo a concedere permessi e mandare la polizia: come già successo in Campania per discariche e inceneritore e ora in Val di Susa!
Altro nuovo decreto legge, il n.59/2012, che riforma la Protezione Civile, stabilisce che lo Stato non pagherà più i danni provocati da catastrofi naturali a case, aziende o qualsiasi altra struttura danneggiata. I cittadini dovranno fare da soli e premunirsi per tempo di una relativa polizza di assicurazione, specialmente se vivono in zone a rischio.
Le calamità naturali – terremoti, alluvioni, saranno dunque, a carico del cittadino, che dovrà far ricostruire l’edificio crollato o danneggiato a sue spese.
Ancora, il “pacchetto crescita” contenente misure per il rilancio dell’edilizia e gli incentivi alle imprese, prevede:
Ristrutturazioni
Il decreto prevede l’innalzamento dal 36% al 50% della percentuale di detrazione e il raddoppio del tetto di spesa per ogni unità immobiliare da 48mila a 96mila euro, ma accorcia i tempi per beneficiarne al 30 giugno 2013.
Riqualificazione energetica
Il bonus del 55%, in scadenza al 31 dicembre 2012, sarà prorogato al 30 giugno 2013, ma con una percentuale di detrazione ridotta al 50%. IMU su immobili invenduti
Gli immobili di proprietà delle imprese di costruzione rimasti invenduti saranno esentati dall’Imu per tre anni. Queste sarebbero secondo loro le misure per il rilancio dell’edilizia e delle imprese.
Le cose più opportune da fare dal nostro punto di vista per una ripresa effettiva del mondo del lavoro sarebbero state:
Avviare un’attenta analisi sulla produzione attuale di energia, evidenziando costi diretti e costi indiretti quali i costi dell’inquinamento e della salute. I prezzi di mercato dell’energia non riflettono i centinaia di miliardi di Euro spesi nei costi nascosti per la salute umana e per l’ambiente. Ci sono molti effetti esterni della produzione energetica e del suo uso, questi costi sono molto importanti perché potrebbero realmente portare a valutazioni completamente ribaltate del processo decisionale”. I costi nascosti della produzione di energia includono gli effetti sulla salute a partire dall’inquinamento atmosferico.
Un rapporto fatto in America, ha stimato in 120 miliardi di dollari i danni nascosti legati alla produzione di energia che sono stati spesi solo negli Stati Uniti nel 2005. La corrispondenza riflette principalmente i costi nascosti dei problemi di salute dovuti al l’inquinamento atmosferico nella produzione di elettricità e dai trasporti. Dal 2008 siamo entrati nell’era della Rivoluzione energetica. Termine in cui si fondono fenomeni e tecnologie legate alle fonti di energia rinnovabile (FER). La diffusione della microproduzione d’energia elettrica prende il posto sempre più delle megacentrali termoelettriche. L’avvento delle smart grid. Le reti di distribuzione dell’energia elettrica intelligenti in grado di consentire la convivenza di piccoli produttori e consumatori di energia con grandi produttori e consumatori di energia elettrica. Le distanze da percorrere si accorciano e si riducono le perdite di veicolamento dell’elettricità. Il tutto governato da un sistema intelligente a nodi, molto simile al web. Un’internet dell’energia. Le nostre città diventeranno smart cities.
Abolire definitivamente e senza alcun compenso o risarcimento, indistintamente tutte le “grandi opere” in nessun caso, e sottolineo nessuno, condiviso dalle Popolazioni coinvolte. Intervenire invece nel rafforzamento delle tratte dei pendolari, anziché obbligarli all’uso dell’automobile privata, rafforzare anziché tagliare i collegamenti fra le Città della Nazione; rafforzare e sostituire i mezzi pubblici delle piccole e grandi Città con mezzi alimentati ad idrogeno, ad aria compressa o elettrici, contribuendo così alla diminuzione dell’inquinamento atmosferico delle nostre Città e facendo sì, non in ultimo, che l’uso delle vetture private sia ridotto al minimo. Incentivare concretamente le aziende Automobilistiche che non realizzino più vetture con tecnologie antiche e vetuste, alla Marchionne con la sua “Panda” a Pomigliano, (gli farei pagare i danni, per mancato sviluppo) ma con tecnologie innovative ad emissioni ZERO.
Stabilire in maniera chiara quelle che sono le responsabilità dei produttori. L’obiettivo è innescare un circolo virtuoso, che riduca progressivamente i rifiuti prodotti fino ad arrivare a chiudere l’ultima discarica e iniziare lo smantellamento dell’ultimo inceneritore. Il ” ciclo della materia” come traguardo finale. Così non solo si va verso la soluzione del problema dei rifiuti, ma s’inducono a cascata effetti di “de-coupling” in settori sempre più ampi e sempre più rilevanti, dal consumo di territorio al fabbisogno di energia, dal trasporto di merci all’importazione di materie prime”.Una politica dei rifiuti che miri non solo alla raccolta differenziata, ma alla riduzione dei consumi, per dimostrare che il nuovo modello di sviluppo non passa necessariamente attraverso le grandi opere di consumo del territorio, come il ponte sullo stretto, la TAV, le nuove autostrade e tangenziali, i raccordi superveloci, gli inceneritori. Questo nuovo modello di sviluppo non solo è possibile ma necessario. Ed è anche la sola grande occasione di rilancio per il nostro paese. Un’occasione che attende soltanto d’essere colta.
Assumersi l’onere di imporre a livello Nazionale il tanto discusso “ libretto del fabbricato”, tramite il quale poter monitorare lo stato di salute degli edifici, istituendo sul tipo “medico di famiglia” il “tecnico dell’edificio” con relativa “mutua di appartenenza”, invece di scrollarsi di dosso la piena responsabilità dello stato di vetustà della gran parte degli edifici della nazione edificati alla men-peggio senza regole, da speculatori assassini perdi più collusi con le Dirigenze locali in tutte le Regioni, invece di imporre un’assicurazione sull’edificio, “ che è infine un altro bellissimo regalo alle Banche”.
Nel “pacchetto crescita”, non avremmo inficiato la“Riqualificazione energetica” assimilandola, con le stesse premialità alla semplice ed inutile Ristrutturazione, inutile perché non collegata a nessun obbligo di miglioria statica dell’edificio, né tantomeno ad interventi utili ad abbattere l’energivorità delle nostre abitazioni, ma indubbiamente utili, per chi ha ancora qualche euro, nel non darli alla nazione come IRPEF.
Contrariamente avremmo, in qualità di Stato, cercato di contribuire, nell’immediato con premialità in contante e parzialmente a recupero con l’IRPEF, a chiunque provvedesse non solo al recupero energetico della propria abitazione, ma anche al consolidamento statico della stessa, intervenendo con la richiesta a tutte le categorie di una calmierazione dei prezzi, con una notevole riduzione dei costi sui prezzari dei lavori pubblici e privati Regionali, pari anche al35% se non di più del listino, impegnandomi però, in quanto Stato, a vigilare sulle realizzazioni e in particolare sul controllo dei cantieri, come è stato rarissimamente fatto, con controlli a tappeto, affinché abusivi, subappalti stozzati, imprenditori fasulli, norme infortunistiche non rispettate, DURC inesistenti, desistano dal continuare a fare danni.
L’IMU sugli immobili invenduti dovrebbe a nostro avviso esigere il doppio del valore, altro che esenzione ipotizzata, così da sanzionare lo spreco inutile del territorio e l’uso indiscriminato di cemento, spesso di pessima qualità.
Istituzione del reddito di Cittadinanza per tutti .
Con questi provvedimenti si rimetterebbe in moto la macchina Nazione con la creazione di migliaia di posti di lavoro.
Certo ci si chiede dove reperire tutti questi Euro.
Ricordiamo che è stato valutato che la corruzione costa al nostro paese oltre 60 miliardi di euro l’anno. Ed altrettanti sono i costi di una macchina burocratica inefficiente e ridondante.
In primis:
Tassare le transazioni finanziarie per supportare in modo serio la Nazione.
0) Riduzione del numero dei Parlamentari, con relativa umanizzazione degli stipendi, di Politici e Dirigenti Aziendali facendoli rientrare nella media Europea.
I) Dimezzamento dell’otto per mille alla Chiesa cattolica, quindi da 4miliardi di Euro passare a 2miliardi di Euro.
II) Introdurre una tassa patrimoniale sopra il milione di Euro.
III) Mettere un tetto alle pensioni pari a 5.000,00 Euro.
IV) Eliminare secondi e terzi incarichi, eliminare bende e prebende,eliminazione dei politici da incarichi in enti Statali o Partecipati; abolizione delle province.
V) Abolizione della prescrizione dei reati, quali quelli per Mafia – Corruzione – Concussione – reati Ambientali – Falso in Bilancio – terrorismo; con conseguente annullamento delle prescrizioni, degli ultimi venti anni, con relativo sequestro dei beni, così come ai Mafiosi.
Ecco dove prendere capitali per riavviare il paese!
Ora si tratta solo di decidere se vogliamo veramente costruire questo futuro e stabilire il come e il quando.
Giuseppe Cristoforoni
29- Giugno-2012
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