DL SVILUPPO: PRIVATIZZA LE SPIAGGE
Il diritto inalienabile al mare, la speranza per uno sviluppo turistico balneare consapevole e democratico sono stati schiacciati e derisi oggi dalla norma sulle spiagge inserita nel pacchetto di misure per rilanciare, ironia, il turismo in Italia.
Siamo alla svendita di tutti i beni e di tutti i diritti.
Il decreto introduce, al posto del canone demaniale, il “diritto” di superficie, con durata di 90 anni, un periodo di tempo ritenuto, dal governo, “ necessario” a favorire gli investimenti, concesso a chi già detiene in canone le aree demaniali, in assoluto dispregio delle regolari gare per le concessioni demaniali cui ci invita da tempo l’Europa, e del diritto di tutti.
Ma oltre tutto questo, il diritto di superficie nasconde un altro pericolo: la possibilità di poter costruire lungo le coste!
“Sulle aree gia’ occupate da edificazioni esistenti, aventi qualunque destinazione d’uso, ancorche’ realizzate su spiaggia, arenile ovvero scogliera, le edificazioni possono essere mantenute“ in regime di diritto di superficie.
Sulle aree inedificate ”l’attivita’ edilizia e’ consentita” in regime di diritto di superficie.
Le imprese devono pagare un corrispettivo annuo determinato dall’Agenzia del Demanio sulla base dei valori di mercato e il relativo gettito e’ distribuito in parti uguali tra Regione, Comuni interessati e erario. E già la Fiba-Confesercenti si “raccomanda” che i costi non siano troppo elevati, che siano ragionevoli, così ci sarà più posto, e più soldi, per gli investimenti e le colate di cemento..!
Papale, papale: il diritto di superficie privatizza di fatto il patrimonio costiero, togliendo gli ultimi veli di pudicizia ai vari progetti di Water Front, già pronti nei cassetti da anni, realizzati con i patti in deroga e i PUA ad iniziativa privata. Le scuole di urbanistica potranno anche chiudere, la pianificazione è roba da diritto privato.
Il nostro paese già devastato dal cemento, in mano alla criminalità e agli speculatori, riceve così l’ avvallo definitivo del governo, il permesso di devastare a norma di legge!
La deregulation lenta ed inarrestabile, in nome del progresso, dello sviluppo e del lavoro, con il nuovo Piano casa con il silenzio assenso per tutte le nuove costruzioni e col passaggio dalla Dia alla Scia, e con la privatizzazione delle spiagge, rappresenta l’abdicazione dell’amministrazione al diritto e al dovere della pianificazione in nome del bene collettivo. Un lento ma inarrestabile declino iniziato negli anni ’80, nel mito ancora una volta dello sviluppo, con l’introduzione, allora tanto osteggiata, dei patti in deroga, dell’urbanistica contrattata (che tanti danni hanno saputo portare al nostro paese negli ultimi decenni e nessuna ricchezza).
Siamo all’atto finale, alla condanna definitiva, al sopruso del privato sul pubblico, del più forte e bulimico speculatore sul bene comune e sulla ricchezza distribuita.
Non basta che le opposizioni levino ora lamenti e lancino proclami contro tutto questo, la responsabilità di chi c’era e di chi ha avvallato l’ escalation, lasciando che si arrivasse a tanto, non può essere ignorata; i responsabili sono, insieme a questo governo, gli inventori dell’”ambientalismo del fare”, gli entusiasti del Piano Casa, i sostenitori della deregulation, “perchè le regole sono fastidiose ed intralciano la libera impresa e lo sviluppo”. I responsabili sono gli Ordini Professionali che hanno taciuto.
Occorre che un’ opposizione vera e decisa porti finalmente le istanze dei cittadini all’attenzione di questo paese e riscatti i diritti delle comunità.
Questa opposizione non può che venire dai cittadini stessi, con il passaggio alla democrazia diretta e partecipata; unica vera speranza per un futuro migliore.
Paola Nugnes candidata con il MoVimento 5 Stelle
al Comune di Napoli e alla Municipalità di Bagnoli -Fuorigrotta
Napule
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