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feb
19
2012

Perché il Comune di Napoli non vuole il registro tumori?

Già a luglio doveva partire, un registro tumori per la città di Napoli, Il progetto pareva decollare a momenti ed invece sono passati mesi e non se ne saputo assolutamente più nulla. Dopo l’incontro tra il misterioso assessore all’Ambiente (Misterioso poiché non è stato scelto più per questo assessorato), e una rappresentanza dei Medici per l’Ambiente, guidata da Giuseppe Comella, Primario Oncologo dell’Ospedale Fondazione “Pascale”. 

Come si evince nel  video,  Il dottore Giuseppe Comella, spiega come il progetto di un registro tumori era stato chiesto proprio dalla allora pro tempore  assessore all’ambiente, ma cosa strana ne l’assessore è stato conformato ne del progetto se ne saputo più niente.

Ma come mai il registro tumori incontra tante difficoltà a partire?  Se… mai partirà?

Esso è essenziale a stabilire un nesso di causalità tra inquinamento e picchi anomali di patologie oncologiche. Studi autorevoli hanno dimostrato che nelle province di Napoli e Caserta, dove c’è il più alto numero di discariche abusive e legali, oltre che di innumerevoli roghi di rifiuti speciali, scarichi industriali finanche un Inceneritore come quello di Acerra e i vari Cementifici  che bruciano di tutto e di più,  c’è anche un più alto numero di casi di tumori e malformazioni congenite. Essendo però studi statistici, non è possibile affermare uno stretto nesso di causalità tra inquinamento e patologie. E quindi la magistratura non può stabilire responsabilità penali. Un registro tumori fornirebbe un aiuto importante per il quale i poteri forti di cui si sente molto il loro alito sopra questa amministrazione comunale travestita da ambientalista in tenuta Orange revolution.

Infatti sembra difficile che questa amministrazione dopo aver stretto accordi con l’A2a, tramite l’Amsa azienda di cui ricordiamo la gestione dell’inceneritore di Acerra ed in lizza per la gestione di quelli in progetto come a Napoli est, Giugliano e Giffoni, possa mettere in cantiere un progetto che metta in evidenza i rischi sulla salute di questa pazzesca, quanto mai attuale, gestione dei rifiuti speciali ed industriali.

Secondo Comella i rischi gravi sono la diossina perché è una sostanza precancerosa, che inquina suolo, acque e atmosfera. Le diossine si accumulano nel grasso, come nel latte delle mamme, ricco di grasso, e determinano alterazioni nel dna delle cellule, che in qualche caso possono degenerare in tumori. Ma solo se il contatto è avvenuto per molti anni. Possono però causare malformazioni congenite nei bambini, in presenza di esposizioni di tempo inferiori.

Cosa strana non solo notiamo che il registro tumori non parta, ma cosa ancora più strana abbiamo un vicesindaco nella persona di Tommaso Sodano che contemporaneamente è ancheassessore all’ambiente, come se nessuno volesse ricoprire questa questa carica oppure occorreva un nome che dava “Garanzie” e Sodano  pare darle abbondantemente.
Bartolomeo Pepe 
Movimento Cinque Stelle
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4 Risposte a “Perché il Comune di Napoli non vuole il registro tumori?”

  1. [...] dove non è riuscito lo stesso De Magistris, nonostante lo avesse promesso in Campagna elettorale (leggi qui) ahimè noi poi perso si nei meandri di Palazzo San Giacomo, fra american’s cap e uscite allo [...]

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