Progetto Napoli Est. Cosa fare?

Il Movimento VI Municipalità parte dalla premessa che mille problematiche sviliscono il circondario della periferia orientale di Napoli, come del resto accade in tutta la città ed il suo hinterland per la forte caratterizzazione negativa determinata dal precipizio economico, etico, sociale ed ambientale in cui versa l’intera Nazione.

Nella comune convinzione che “i cronici e drammatici problemi non possano essere risolti con farneticanti generiche enunciazioni di principio” , si concorda che “ sia fondamentale l’impegno degli aderenti per affrontare le varie criticità attraverso approfondimenti specifici di appositi gruppi di lavoro con la collaborazione dei tanti esperti-tecnici aderenti al Movimento e la necessaria partecipazione di quanti cittadini volessero dare il proprio contributo razionale e proficuo sulle singole tematiche. Tanto per impiantare progetti fattibili da realizzare sul territorio con il più attento ed oculato utilizzo delle risorse umane ed economiche disponibili. Basta con le spese faraoniche, gli storni, le distrazioni e/o trafugamenti illeciti.

Tra i punti caldi si è stabilito quindi di prendere in esame subito quello relativo al grande PROGETTO NAPOLI EST, gioia e dolore dei Napoletani , gingillo giocattolo della pseudo-politica Comunale e Regionale nostrana, non esente da grintose zampate di quella Nazionale e tentacoli Europei.

I lavori del meetup si dipanano alla luce delle documentazioni di archivio rese disponibili da diversi nostri aderenti, con un sommario richiamo alla complessa problematica delle varie progettazioni lanciate e strutturate dagli anni 90 a tutto oggi sotto l’egida ed il controllo monopolistico della detta variegata Oligarchia Politica, nonché con riferimento all’ultimo vagito emesso il 18 marzo dall’intesa a Palazzo Santa Lucia: l’atto di sottoscrizione del “grande progetto per la riqualificazione urbana dell’Area portuale Napoli Est” da parte del Governatore della Regione Campania On. Stefano Caldoro, dal Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, dal Presidente del Comitato Napoli Est Marilù Faraone Mennella, dal Presidente dell’ Unione Industriale di Napoli, dal Presidente dell’ Associazione Costruttori Edili di Napoli (ACEN) e dalla Finteca Immobiliare.

Gli attivisti della VI Municipalità si sono così vivacemente confrontati sulla complessa tematica.

Scontata la presa d’atto della lentezza e frammentarietà delle iniziative poste in essere dai Gestori e Padrini del complesso “Progetto Napoli Est” che riguarda opere di riqualificazione urbana e produttiva anche con nuove funzioni urbane socio-economiche e culturali.

E’ interessata, com’è noto, la vasta area di Barra, di San Giovanni a Teduccio, di Ponticelli, di parte di Poggioreale, Area Q8 ed ex Raffineria di petrolio (progetto Napoli Orientale), Area ex Manifattura tabacchi, Gianturco, zona industriale ex Mecfond, Porto turistico Vigliena e quant’altro rilevabile dai plano volumetrici presentati dei progetti approvati o in corso di approvazione. Si sono anche analizzati i progetti attualmente in corso e i rischi che potrebbero derivare da programmi attuativi ad alto impatto dovuto alle volumetrie previste.

Tale analisi sottolinea il massivo, sostanzioso stato di inquinamento ambientale, spinto anche in profondità nei suoli in questione, sia per scarichi abusivi, sia per le consistenti infiltrazioni di residuati nocivi derivati dalla produzione di idrocarburi nel dismesso comprensorio della Ex Raffineria, invasivi attraverso la sottostante falda verso il mare.

Hanno partecipato allo studio, quali ospiti graditi, Luigi Grosso e Maria Dolores Peduto, aderenti al Movimento di Napoli, rispettivamente ingegnere-urbanista e architetto, e, pertanto, tecnici qualificati in materie specifiche attinenti i progetti in esame e pertinenti alle progettualità per Napoli Est. Si è acquisita, indubbiamente, consapevolezza della complessa problematica nei vari aspetti sociologici, abitativi, salutari, lavorativi, economici, tenuto conto dello stato di abbandono in cui versano molte aree ex industriali, spesso di grossi insediamenti inquinanti anche del sottosuolo e delle falde acquifere del vecchio Sebeto, oltre la fascia costiera.

Il Movimento 5 Stelle della VI municipalità ha ribadito il proprio impegno partecipativo a ché si determino condizioni di vivibilità ambientale e di soluzione delle varie problematiche, che attanagliano la vita del popolo operoso, attraverso il “rafforzamento dei legami con i cittadini del territorio, anche in simbiosi con comitati cittadini della zona orientale, accomunate nella lotta e resistenza alla crisi che ci ha investito, attraverso elaborazione di progetti utili alla collettività da realizzare con la partecipazione di quanti hanno a cuore il recupero della normalità.

Marco Sacco (ex candidato M5S al Senato) ha dichiarato testualmente: “A Napoli est non ci saranno progetti caduti dall’alto! Il principio di partecipazione popolare è assicurato da principi normativi europei I cittadini possono presentare all’autorità competente osservazioni scritte su tali progetti! Se qualcuno crede di avere già in tasca i soldi delle speculazioni edilizie, si sbaglia! Questi signori dovranno confrontarsi prima con noi cittadini!”

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