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mag
27
2012
5

Quattro chiacchiere al consolato americano. Il M5S come forza di governo?

di Tiziano De Simone (Link dell’articolo)

Siamo stati invitati dall’ analista politico del Consolato USA che voleva conoscerci per capire chi siamo. Già era avvenuto in precedenza, ne discutemmo ed andarono Roberto Fico, Marco Savarese e Fabiana Barbati.

Roberto, a cui si sono rivolti per invitarci, ha segnalato l’invito sul MeetUp, in seguito sono state raccolte le adesioni, sostanzialmente i primi che hanno risposto, sarebbe stato utile far in modo che fossimo un gruppo abbastanza rappresentativo: attivisti di vecchia data, personaggi con maggiore visibilità, nuovi venuti, persone impegnate in campi diversi e fortunatamente lo scopo è stato raggiunto in maniera praticamente automatica.

Ci siamo incontrati a partire dalle 11:20 fuori al consolato, alle 11 siamo entrati dopo una fase di accredito e controllo (consegna borse,documenti,cellulari e ricezione dei pass).

I presenti erano: Vega Colonnese,Francesco Cacciapuoti,Luca Capriello,Tiziano De Simone (io), Roberto Fico, Mariano Peluso, Giuseppe Rondelli, Ettore Scamarcia.

Ci ha ricevuto il cordialissimo Emanuele (analista politico del consolato) che ci ha poi presentato il Sig Brown, consulente politico dell’ambasciata, ci siamo recati in una sala riunioni insieme a due staffisti (mi si perdoni ma non ne ricordo i nomi) ed è cominciata la nostra informale chiacchierata.

Ci hanno chiarito ciò che già sapevamo: visti i sondaggi elettorali e la nostra evidente crescita si chiedevano chi siamo e a quali aree ideologiche o economiche facciamo riferimento oltre a cercare di capire come siamo strutturati e come prendiamo le decisioni.

Come primo passo ci siamo presentati,singolarmente, evidenziando già da questo punto quanto fossimo eterogenei per competenze, età (comunque molto bassa) ed anche stile (se mi si concede una nota strettamente soggettiva) cosa abbastanza atipica visto che di solito le entità politiche tendono all’omogeneitàin maniera quasi automatica.

Abbiamo presentato le nostre esperienze, parlato di temi locali e concreti epersonalmente mi sento di condividere tutto quel che è stato detto, che non riporto in dettaglio perché in nulla differisce da ciò che diciamo tutti i giorni in tutte le riunioni (rifiuti, olio esausto, partecipazione, orizzontalità…).

Gli interventi sono stati lunghi e rilassati. Gli analisti secondo i quali potremmo divenire addirittura la PRIMA FORZA POLITICA DEL PAESE, hanno accennato alla possibilità che lo spazio politico che ci siamo ricavati potrebbe essere occupato da altri soggetti che si presentassero in modo analogo al nostro (ad esempio “ALBA”). Abbiamo sottolineato che è ovvio che ci aspettiamo che si cerchi di occupare il “nostro” spazio, viene facile farlo quando si fa riferimento agli stessi gruppi di potere ed “ideologia” che ci hanno dato la nostra classe politica, ma dubitiamo fortemente che una mano di vernice arancione basti a trarre in inganno l’attuale base elettorale del M5S (cittadini giovani informati con un alto livello di istruzione secondo gli ultimi sondaggi). Ci hanno anche chiesto se abbiamo paura di un risultato come quello ipotizzato (ossia diventare una forza di governo), credo che il senso della domanda fosse molto più profondo di quanto non appaia, ma queste sono considerazioni personali, abbiamo risposto che certo, ce ne preoccupiamo.

Non ci siamo espressi su temi di respiro internazionale, per quanto mi riguarda intenzionalmente, e credo che per gli altri valga lo stesso, dato che in larga misura sarebbero state posizioni PERSONALI e quindi non pertinenti. Abbiamo fatto riferimento, e richiesto di far riferimento, al programma nazionale, solo un intervento, di Luca Capriello, ha trattato temi che esulassero da ciò che “vediamo sentiamo e tocchiamo”, ma è stato subito chiarito che si trattava di posizioni del tutto personali.

Ultima nota importante, ci sono stati chiesti i contatti dei ragazzi di Roma, li invito a discuterne perché saranno contattati a breve, e non saranno i soli.

Questo è quanto, l’incontro è terminato poco dopo le 13.

Quanto segue sono mie considerazioni sulla giornata.

Mi sono recato al consolato per pura curiosità ed ho raccolto un paio di informazioni che mi hanno fatto molto piacere, anche se intrinsecamente le avevo già: la prima è che è opinione condivisa anche dagli analisti USA che alle politiche, se continua così, potremmo essere la PRIMA forza politica nazionale, non lo dico io, lo hanno ipotizzato loro, forse per lusingarci e comunque fa piacere, visto che non credo siano soliti fare certe affermazioni con leggerezza.

La seconda, per me davvero lieta, è che non ci comprendono e non è un nostro problema di comunicazione, dipende dal fatto che non siamo inquadrabili in schemi a loro noti- Questo quantomeno vuol dire che abbiamo realizzato qualcosa di nuovo. E’ qualcosa di buono, bello e grande? Ce lo dirà il tempo che sempre è galantuomo.

Non ci capiscono loro e men che meno i nostri politici (politicanti), come si evince dalle loro dichiarazioni e ancor di più dalle mail che inviano, questo mi fa molto ben sperare. Nel loro non capirci ho percepito la forza del MoVimento, dalle loro domande ho capito l’immenso lavoro che ci troviamo davanti e che spero svolgeremo diligentemente.

Oltre alle nostre risposte dirette credo che cercassero anche di raccogliere qualche risposta implicita, ad esempio è loro interesse che il crimine organizzato rappresenti un rischio minimo per il personale americano di stanza in Italia. Ovviamente noi vorremmo spazzarlo via, ma a chiacchiere lo vorrebbero anche anche Cesaro e Cosentino, “PD e PDL”, i due guanciali fra i quali ha allegramente dormito la diplomazia USA in Italia negli ultimi due decenni. Iil punto è: siamo in grado di farlo? La risposta se la daranno da soli nel tempo, stesso discorso vale per il problema rifiuti, loro respirano la nostra aria e usano la nostra acqua, la nostra posizione al riguardo credo sia limpida e notoria, ma si ripropone (per loro) la domanda precedente.

Discorso diverso meritano i temi non locali, gli americani, ad esempio, ci vendono tante armi con relativo trasferimento di tecnologia, ci rendono cofinanziatori del loro apparato di ricerca militare (vedi F35), dislocano le nostre truppe un po’ dove gli pare (anche contro i nostri stessi interessi come in Libia e qui il discorso sarebbe lungo) , usano le nostri basi senza pagare nulla oltre ad aver raggiunto accordi per un ridispiegamento delle stesse in virtù delle loro nuove esigenze strategiche (l’ Italia non è più prima linea ora serve supporto logistico) con buona pace dei cittadini (ad esempio di Vicenza).

Se agli americani si garantisse di poter continuare su questa strada, non avrebbero alcun interesse su quale sarebbe il futuro formale del nostro paese, potremmo anche renderci il primo stato anarchico matriarcale con Paperina come madre suprema, non gli interesserebbe.

Il guaio è che dubito fortemente che l’ idea che avverto come condivisa nel MoVimento 5 Stelle di pacifica convivenza sulla terra, CONDIVISIONE E SAGGIO UTILIZZO DELLE SCARSE RISORSE, coincida con la loro visione del mondo e del valore delle vite “non americane”.

Le mie opinioni su questi e tanti altri temi (Peak Oil, “Guerra al Terrorismo”, medio oriente, “difesa”, politica monetaria…) sono al momento abbastanza chiare e credo condivise, ma questo non è il punto. Credo sia il momento di iniziare a parlarne diffusamente e di inserirle nel programma là dove possiamo esprimere opinioni suffragate dai fatti, purtroppo ci sono cose che a noi poveri sudditi non vengono dette ma che inevitabilmente influenzano le scelte dei governanti.

Abbiamo paura? Io rispondo per me: NO! Certo, il potere non può permettere che in una nazione come l’ Italia persone limpide e digiune di “segreti di stato” si trovino a decidere su cose che possono alterare equilibri che, gioco forza, in larga misura sfuggono alla nostra conoscenza, ciò di cui si dovrebbe aver paura è che venga fatto di tutto per evitare che questi cittadini arrivino a poter toccare con mano certe realtà. Viviamo brutti tempi (quelli degli uomini in verità) e quando dico di tutto intendo di tutto. Mi chiedo solo se per caso non abbiano più paura loro, consapevoli, che noi, in larga misura inconsapevoli.

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