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mar
22
2012
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Allarme Acqua Potabile… nessuno è al sicuro

Foto di Angelo Tofalo

Foto di Angelo Tofalo

Spesso i Mass Media, esaltano le qualità delle acque che sgorgano dai rubinetti, e qualche politico, invece di controllare lo stato dell’acque,  ci si fa pure la campagna elettorale come il nostro amato De Magistris che spinge i cittadini ad usare l’acqua potabile, nonostante gli abbiamo più volte segnalato la problematica, ma la situazione nella realtà non è così rosea come potrebbe sembrare.

A confermarlo varie sentenze del  Tar, che hanno accolto un ricorso del Codacons contro il provvedimento di proroga del valore di soglia di alcune sostanze inquinanti, compreso l’arsenico, nelle acque destinate al consumo umano, adottato dai Ministeri della Salute e dell’Ambiente.

Destinato ad orientare le Regioni e Province Autonome nell’ambito del territorio di rispettiva competenza. Le Regioni interessate dal provvedimento in questione erano Campania, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia, Toscana, Puglia e le province autonome di Bolzano e Trento.

Il Tar ha anche ordinato al Ministero della Salute di informare correttamente i cittadini circa l’inquinamento delle acque potabili.

Proprio grazie all’iniziativa legale dell’associazione si è scoperta, attraverso una accurata relazione tecnica, la presenza oltre i limiti di legge – nelle acque potabili di alcune zone d’Italia – di sostanze pericolose per la salute umana. 

Nello specifico:
ARSENICO: E’ inutile richiamare la pericolosità dell’arsenico nelle acque potabili, l’etica e il buon senso di qualsiasi esperto in tossicologia obbligherebbero ad imporre al legislatore livelli per questo metallo i più bassi possibili nelle acque potabili. L’esposizione prolungata all’arsenico presente nell’acqua potabile, anche in quantità piccolissime, può provocare diverse forme di tumore e in generale aumenta il rischio di morte. I tumori più frequenti associati al consumo di arsenico sono quelli che colpiscono fegato, problemi ai reni, cistifellea e pelle. Tra le malattie, le più comuni sono quelle cardiovascolari.
NICHEL: metallo altamente allergenico e che quindi non dovrebbe essere presente nelle acque potabili;
CLORURI: causa di neoplasie di vari organi in parte dovuto all’effetto mutageno del cloro sulle cellule umane;
TRIALOMETANI: nocivi per l’accrescimento fetale. Infatti, l’assunzione giornaliera (nel primo trimestre) dalle gestanti di acque potabili con concentrazioni di trialometani è causa di perdita di peso alla nascita del neonato;
FLUORURI: la sua cancerogenicità è ormai provata e l’assunzione giornaliera di fluoro attraverso le acque potabili è la concausa nelle donne al di sopra degli anni cinquanta di osteoporosi.
BERILLIO: Il berillio e i suoi sali sono sostanze tossiche e cancerogene (A1-ACGIH) riconosciute.
ALLUMINIO: Un’assunzione continuata di concentrazioni significative di alluminio puo’ provocare seri effetti sulla salute, come: danneggiamento del sistema nervoso centrale, demenza, perdita della memoria, indebolimento, severo tremore, autismo

 Sembra strano ma alcune Arpa ed ASL, danno l’impressione di nascondere quella che è la verità sullo stato dell’acque.

Bartolomeo Pepe

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