E’ il quinto addio di De Magistris tra assessori e tecnici. Con una delibera di revoca si chiude un’altra avventura.
Perché questa giunta taglia dal suo organico personalità di punta del nostro paese, scelte inizialmente dallo stesso sindaco per garantire professionalità all’amministrazione del cambiamento?
Stavolta tocca al Direttore Generale del Comune di Napoli, Silvana Riccio, Prefetto della Repubblica, nominata proprio per la sue competenze in materia di procedure e leggi amministrative.
L’accusa: mancata assunzione a tempo determinato delle 320 maestre necessarie a far partire il tempo pieno nella scuola pubblica.
La motivazione della revoca: “per il venir meno del rapporto fiduciario”.
La risposta della dottoressa Riccio: “non si possono confermare contratti senza copertura finanziaria. È la stessa ragione per cui non abbiamo confermato 55 contratti ai dirigenti e 17 contratti per l’edilizia, tutti necessari. Ma se abbiamo applicato la regola una volta, è valida sempre.
Se anche a tempo determinato le assunzioni devono rientrare in un parametro del patto di stabilità, secondo il quale il rapporto tra spesa corrente e spesa per il personale non deve superare il 50 per cento, altrimenti il rischio è di finire dritti davanti alla Corte dei Conti.
Capisco bene che il contesto sociale a Napoli è complicato ma io sono un prefetto, le norme sono abituata a rispettarle. È anche per questo che sono stata chiamata qui. Di solito valuto quello che è possibile fare, concilio quando ci si può muovere nel rispetto della legge, non quando c’è impossibilità. La politica, invece, ha dinamiche diverse.
Chiunque firmerà quei contratti sa che sono nulli. Io non voglio ingenerare aspettative che poi verranno disattese”. (dichiarazioni rilasciate a il Mattino di Napoli)
La soluzione proposta dalla dottoressa Riccio: a Torino, Pomigliano, Reggio Emilia, Modena c’è stata la statalizzazione delle sezioni, se lo hanno fatto quei sindaci poteva farlo anche de Magistris. Per me resta un mistero la sfiducia e il perché non siano state prese in considerazione le alternative proposte (dichiarazioni rilasciate a il Mattino di Napoli)
Questo episodio è a valle di un’altra vicenda ugualmente molto grave: la mancata erogazione della refezione scolastica.
Doveva partire come ogni anno ad inizio di ottobre, invece quest’anno è slittata al 19 novembre.
Quasi due mesi di ritardo, costati ai cittadini in termini di ore di permesso dal lavoro e giorni di ferie per i dipendenti, ed in termini economici per tutti i liberi professionisti, costretti ad interrompere le loro attività intorno alle 12,00 per correre a prendere i figli a scuola alle ore 13,00. Due mesi di fuoco nei quali, un’avveduta amministrazione avrebbe evitato di caderci, semplicemente anticipandosi sul problema, nei tempi giusti e con le competenze adeguate, in merito ai bandi e alle nuove tecniche di somministrazione dei pasti come lo scodellamento.
L’Assessore Palmieri al ramo di certo avrà le sue responsabilità. Perché in questo caso non si è intervenuti con la stessa rigidità per poi nascondere le gravi carenza di gestione amministrativa dietro paranoie politiche?
http://www.napolionline.org/2012/11/21/de-magistris-riccio-via-per-le-maestre-precarie-qualcuno-ha-pensato-di-mettermi-contro-i-bambini/
Tanta attenzione e scrupolo nel creare eventi e manifestazioni e altrettanta mediocrità nell’amministrare una città che meriterebbe cure basilari: manutenzione strade, rifacimento fognario principale, cura del verde, viabilità, welfare, politiche serie per il rilancio del lavoro attraverso la green economy.
Che fine hanno fatto le promesse fatte in campagna elettorale?
Ora, l’arancione che i napoletani vogliono vedere è quello del tramonto di questa deludente amministrazione.
Napule






