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mar
26
2013
0

Riduzione e Riuso

Non sono tanto gli obiettivi programmatici che ci distinguono dalla giunta De Magistris, ma i metodi, i tempi e le priorità. Questo vale anche e soprattutto per quanto riguarda la problematica della raccolta rifiuti in città.

E’ ovvio che siamo d’accordo sull’estensione della raccolta porta-a-porta, sull’apertura di nuove isole ecologiche permanenti, ben vengano la realizzazione di impianti per il trattamento dell’umido e di impianti per il trattamento a freddo della frazione indifferenziata, ma un ciclo virtuoso dei rifiuti prevede, prima ancora di parlare di Riciclo, altre due componenti: Riduzione e Riuso. E queste due voci sembra siano rimaste chiuse in qualche cassetto di qualche scrivania di palazzo S. Giacomo.

Eppure,  appena insediato, in piena emergenza rifiuti, il nostro Sindaco emanò una serie di provvedimenti, che andavano proprio nella direzione della diminuzione alla fonte dei rifiuti urbani … ma le Ordinanze, ormai scadute, non sono state più ripresentate.

E allora vogliamo ricordare noi, ai governanti della nostra città, una serie di iniziative fattibili e a costo zero per la pubblica amministrazione (o quasi). Passo ad elencarle:

-          Riduzione degli imballaggi, riduzione del “vuoto a perdere”, defogliazione frutta e verdura alla vendita , divieto distribuzione volantini commerciali, ecc. … Questi punti facevano parte delle Delibere di Giunta a cui accennavo in precedenza. Sarebbe il caso di ripresentarle.

-          Promozione ed incentivi per gli esercizi che adottano il “vuoto a rendere”

-          Promozione ed incentivi per gli esercizi che vendono prodotti sfusi (detersivi, bevande, pasta, legumi, ecc.)

-          Obbligo per la media e grande distribuzione di dotarsi di macchinette “mangia-vuoti” (contenitori in plastica e/o vetro), a fronte di  eventuali meccanismi di fidelizzazione della clientela (carte sconti a punti).

-          Promozione ed incentivi per raccolta prodotti “last-minute” (prodotti prossimi alla scadenza); una convenzione in merito già è stata attuata, ma non si vede alcun risultato.

-          Promozione ed incentivi per attività commerciali di recupero metalli.

-          Monitoraggio del ritiro di vecchi elettrodomestici a fronte della vendita di nuovi.

-          Apertura mercatini dell’usato permanenti.

-          Promozione ed incentivi laboratori di riparazione.

-          Riduzione una tantum tassa sui rifiuti a fronte acquisto di compostiere domestiche.

-          Raccolta oli esausti in postazioni fisse.

E’ ovviamente un elenco limitato, niente affatto esaustivo, di cui possiamo discutere nel merito, ma è indubbia la necessità di puntare a una tale riduzione. Puntiamo a diminuire i costi al cittadino per una raccolta rifiuti che guardi contemporaneamente alla diminuzione del consumo delle materie e al riutilizzo parziale di esse.

Certo, queste misure non ci faranno migliorare le percentuali di riciclo dei rifiuti e non guadagneremo posizioni nella classifica dei “comuni virtuosi”, ma forse riusciremmo ad avere una città più pulita a fronte di risorse disponibili sempre più esigue.

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giu
26
2012
2

Convegno “Nazionale”a Roma per i Rifiuti le mie impressioni

Sul problemi rifiuti in Campania ormai il quadro è fin troppo chiaro, e che lo stesso si presta ad essere esportato come modello in tutta Italia. Si è di fatto evitato il dialogo con la popolazione arrivando alla militarizzazione voluta dal governo Prodi (vedi articolo), con la complicità di politici locali avallati dalle varie infrastrutture intermedie  come ASL e ARPA, senza i quali questo scempio non sarebbe stato possibile, un esempio su tutti  Palma Campania con punte di tumori specifici che arrivano al 350%   mandando a quel paese  l’articolo 32 della nostra costituzione che vuole la salute come bene dell’individuo.

Il gioco è sempre lo stesso si colpevolizza la popolazione favorendo i potentati economici e finanziari che oggi monopolizzano in Italia la gestione dei rifiuti con i loro mega-impianti inquinanti, ne è la dimostrazione  l’acquisto dell’inceneritore da parte delle regione Campania (vedi articolo ) togliendo 355 milioni di euro alla sanità

il problema secondo il mio modesto punto di vista va affrontato dividendo il rifiuti solido urbano dagli speciali ed i Tossici nocivi, incominciamo a dire che di quelli prodotti dalla nostra società, sono per due terzi industriali ed un terzo da RSU detto questo, e da notare che per RSU fra il compostaggio , l’estrusione della plastica ed il recupero metalli e il vetro abbiamo un recupero quasi totale.
Per il rimanente dobbiamo dividerlo con quello che può essere stoccato e altro che non si può ( come le batterie che contengono piombo ed altri metalli pesanti e farmaci scaduti).
I rifiuti speciali ed i tossico nocivi di origine industriale/ospedaliera/militare possono essere in parte recuperati e convertiti chimicamente, mentre altri no ( come i fanghi di porto Marghera, il pulper di cartiera, gli ospedalieri, scorie radiottive etc..)

La situazione attuale e che esiste un accordo fra Stato/Massoneria/Camorra e Servizi Segreti ( vedi Napolitano Ganapini Servizi Segreti ) e pare che la cosa ascoltando vari comitati del nord non sia circoscritta alla sola Campania ma sono operativi in tutta la Penisola, come mai? forse perchè in ballo lo ricordiamo ci sono 20 miliardi di euro di fatturato annuo?
Questo sistema intanto ha permesso nella sola Campania qualcosa come 93 discariche legali dove è stato sepolto di tutto vedi Pianura, Chiaiano, Taverna del re e 4200 siti illegali accertati più quelli eventuali da scoprire, i tossici sono stati sepolti dappertutto finanche dentro il cemento nell’asfalti per i manti stradali, tossici a tonnellate sono finiti sotto tutte le costruzioni fatte negli ultimi venti anni ovvero tav, strade, scuole, grossi ipermercati.  vedi video , d’altronde cosa rischiano se il risultato processuale è  il non luogo a procedere  per quasi tutti i reati ambientali vedi Inchiesta Cassiopea 

Intanto stanno bruciando di tutto e di più con tecnologia vecchia ed obsoleta sia con inceneritori classici che cementifici senza neanche  un sistema di abbattimento gas e filtri adeguati, la normativa di legge e ferma sul particolato Al PM10 e per  le fabbriche, centrali, inceneritori, il riferimento è ancora più grossolano (le Polveri Sospese Totali PTS), e si riferisce solamente al peso totale delle polveri e non alla loro dimensione.
Nel 2006 l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), riconoscendo la correlazione fra esposizione alle polveri sottili e insorgenza di malattie cardiovascolari e l’aumentare del danno arrecato all’aumentare della finezza delle polveri, ha indicato il PM2,5 come misura aggiuntiva di riferimento delle polveri sottili nell’aria e ha abbassato i livelli di concentrazione massimi “consigliati” a 20 e 10 microgrammi/m³ rispettivamente per PM10 e PM2,5.

Quindi parlare di nanoparticelle mentre qui stiamo morendo per il particolato grossolano la vedo un tantinello strumentale, e se da un lato auspichiamo il cambiamenti di paradigma mentre un massa sempre più numerosa si avvia al cimitero nel mentre parliamo di rifiuti zero non rinunciando a quelle che sono le nostre abitudini consumistiche che di fatto producono scarti industriali a tonnellate lo vedo un controsenso

In riferimento alle accuse fattami nel video,  questo e quello che stavo leggendo  vi porto ad una riflessione, mentre un orda di comitati protesta per taverna del re ( ma vale per qualsiasi discarica)  si allontana quella che è la soluzione più logica, ovvero quella  a minor impatto ambientale, la quale non sta  ne a me ne ad altri dirla, ma logica volesse che sia un comitato tecnico/scientifico
Ma chi sono questi scienziati disposti a dire la loro?
Di sicuro usciranno gente come Montanari o Connet, niente da eccepire ma pare che il primo è un farmacista in viso alla comunità scientifica seria, persino Grillo lo ha ripudiato,  mente il secondo, professore di chimica, a cui pare piace molto il vino rosso ed il gorgonzola,  alla domanda specifica di cosa farne dell’ecoballe di taverna del re ha risposto di mandale nell’inceneritore in Germania vedi qui 

Tanto vale portarle in quello di Acerra almeno risparmiamo il gasolio per il viaggio, cosi facciamo contento qualche ambientalista 

di sicuro lo stesso Albert  Einstein  avrebbe qualche problema a confrontarsi con gente ignorante o forse collusi con un sistema che nel frattempo sta sempre più allargando le maglie legislative a favore manco a dirlo dei potentati economici ergo … ci stanno inculando alla grande 

Meditate gente meditate

Bartolomeo Pepe

 

 

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giu
11
2012
1

Riflessioni e Rifiuti

Scritto da in: Denunce
Tag:,

Non si comprende come mai in Campania non si impari dal passato. La politica regionale/nazionale si interroga, spesso in modo vano o speculativo, sul come risolvere il problema. Nonostante appaia chiaro che sia il tombare i rifiuti in discarica, sia semplicemente incenerirli, con tecnologie obsolete è non solo impresa costosa ma, è anche accompagnata da rischi notevoli: e non solo dal punto di vista della sicurezza della salute, ma anche da quello dell’infiltrazione camorristica/massonica/istituzionale negli appalti.

Eppure, in altre zone d’Italia, sono state applicate soluzioni che mandano allo smaltimento finale, discarica o inceneritore che sia, solo il 35% – 40% dei rifiuti, come avviene ad esempio nel consorzio ”Priula” in provincia di Treviso, solo applicando alla lettera il decreto Ronchi.

Come mai, ci chiediamo, tutto ciò non si riesce ad applicare in Campania? Ci troviamo di fronte ad una mancata applicazione di un decreto convertito in legge, il cui effetto è quello di generare un’emergenza rifiuti che è una perfetta copertura di mimetizzazione per il traffico illecito di rifiuti tossici, di origine industriale/ospedaliera/militare che vede la Campania e tutto il sud Italia, mari compresi, come terminale.

Nonostante il decreto Ronchi, abbia sancito l’uso delle cosiddette “quattro erre” (Riduzione,Rriutilizzo,Rriciclo, Recupero) per il solo R.S.U., in sordina non si applica un piano adeguato per lo smaltimento dei rifiuti speciali e tossici, ma in Campania si continua ad assistere a tentativi di aprire discariche dove non solo verranno depositati gli RSU ma anche gli speciali ed i tossico nocivi.

93 discariche che si aggiungono ai 4200 siti illegali di soli tossici accertati, più quelli eventuali da scoprire , presenti nella sola Campania che andrebbero invece bonificate, alle quali per colmo di sfacciataggine si aggiungono dichiarazioni di politici che chiedono a viva voce “termovalorizzatori subito”, ed altre discariche, dopo che essi ne hanno fatto siti militari con tanto di segreto di stato, vanificando sul nascere tutte le azioni legali dei vari comitati ed associazioni.

Nonostante la tecnologia abbia fatto passi da gigante nella conversione/trattamento dei rifiuti RSU e speciali/tossici. In nessun caso si assiste a ordinanze_commissariali volte a ridurre i rifiuti all’origine, a differenziarle la raccolta, alla nascita
di centri di riciclaggio.

Finché le “quattro erre” resteranno solo sulla carta, difficilmente la Campania supererà la sua condizione emergenziale. E i ratti prolificano, senza l’intervento risolutore da parte di un pifferaio magico. Delle “r”, l’unica in vigore resta quella dei Rifiuti. La politica è impegnata altrove.

Migliaia di tonnellate di rifiuti, centinaia di roghi, strade chiuse da barricate di sacchetti: uno scenario inquietante, col quale tuttavia i campani fanno i conti da ben 18 anni. Può sembrare ironico avvocatismo darvi il nome di emergenza; ma non c’è molto da sorridere. A guardare i dati resi noti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui, a causa della crisi dei rifiuti, in Campania si registra un aumento della mortalità del 9-12%, delle malformazioni di ben l’84% e una diffusione dei tumori stimata in crescita di 19 punti percentuali tra gli uomini le 29 tra le donne.

In alcuni paesi della provincia abbiamo punte di tumori che arrivano al 350% senza che ci sia alcun politico che si indegni o si attivi, a denunciare questo scempi. Rimane solo il movimento cinque stelle.Si continua a cercare i numeri del cancro invece dei numeri della pressione ambientale. Si continua a dire “non si può dimostrare” indicando qualcosa che non serve dimostrare.(…)

Rosaria Conforti

Bartolomeo Pepe

Movimento Cinque Stelle

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giu
04
2012
0

Nuovo presidio del M5S per l’approvazione del Registro Tumori regionale

 

COMUNICATO STAMPA

 

Il MoVimento 5 Stelle Napoli organizzerà, per mercoledì 6 Giugno, dalle ore 10, un presidio all’ingresso della sede del Consiglio Regionale (Centro direzionale – Isola F13), per chiedere l’approvazione del Registro Tumori nel giorno della sua discussione in Consiglio. Il M5S Napoli vuole così porre l’accento sull’urgenza di istituzionalizzare il registro tumori, l’unico strumento che può essere utilizzato dai tribunali per poter comprovare la correlazione tra patologie tumorali e contaminazioni dell’ambiente, mentre tale proposta di legge è ormai ferma irresponsabilmente da troppi anni! Infatti, di recente l’Associazione Medici per l’Ambiente ha riscritto la legge, ma giace da più di due anni nei cassetti della Regione Campania. La Regione ha giustificato questo ritardo confermando l’impossibilità di reperire 1.5 milioni di euro mentre, in realtà, ne spendeva contemporaneamente 2.8 per il portale web regionale! Per tali motivi riteniamo che l’approvazione della legge sarebbe già dovuta avvenire da diverse
settimane. Da questi ritardi traspare il chiaro intento di insabbiare nuovamente la legge e lasciare la cittadinanza senza uno strumento essenziale per tutelare e monitorare la propria salute. In occasione della sua discussione, oltre al MoVimento 5 Stelle Napoli, presenzieranno alla seduta del consiglio regionale anche i Medici per l’Ambiente (ISDE).

(Evento su Facebook)

Nel frattempo la Regione acquista il megapacco dell’inceneritore di Acerra a 355 milioni di euro e spende un milione di euro all’anno per altre cose perfettamente inutili:

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apr
24
2012
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Anche gli inceneritori possono morire

Il meetup di Napoli spedì una delegazione a Strasburgo, mentre proprio in quei giorni si stava approvando il nuovo testo unico sullo smaltimento dei rifiuti. Era il 2008, ed il testo che stava venendo approvato era peggiorativo rispetto al precedente sotto punti cruciali: annoverava tra le fonti di energia rinnovabile quegli inceneritori che bruciassero biomasse (rifiuti organici) e che fossero sopra una certa soglia di efficienza.

Oggi il parlamento europeo fa un passo indietro: tutto ciò che è compostabile od altrimenti riciclabile non può essere incenerito. Si legge su Eco dalle Città, infatti, che

Il Parlamento europeo lo scorso 20 aprile ha approvato a stragrande maggioranza la relazione “sulla revisione del sesto programma d’azione in materia di ambiente e la definizione delle priorità per il settimo programma”.

[...]

In tema di rifiuti, l’aula chiede alla Commissione europea una migliore applicazione della vigente legislazione comunitaria sui rifiuti ed obiettivi più ambiziosi di prevenzione, riutilizzo e riciclaggio, tra cui un netto decremento della produzione di rifiuti. Tra le richieste del Parlamento spicca inoltre l’introduzione del divieto di incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati o compostati.

Considerando che gli impianti come quelli di Vedelago possono riciclare anche quello che prima non era ritenuto possibile riciclare, questo significa una sola cosa: la morte degli inceneritori per rifiuti solidi urbani. E noi ne siamo felici!

Un solo problema: chi lo dice a Stefano Caldoro ed al ministro Corrado Clini?

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feb
15
2012
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“Assedio Alla Regione Campania”: la polizia ferma i manifestanti. Lettera di Alex Zanotelli.

La Campania non ha pace.

Lo scorso gennaio la giunta Caldoro con tutta la combriccola del consiglio regionale ha approvato un piano per i rifiuti che decreta la morte definitiva della regione e non ottempera in alcun modo alle direttive europee: altre discariche, altri inceneritori, e nessun cenno a politiche di riduzione dei rifiuti, nè di raccolta differenziata e riciclaggio spinto (con sistemi tipo quelli di Vedelago, tramite i quali è possibile riciclare anche ciò che solitamente si reputa impossibile riciclare).
C’è un presidio in questo istante davanti palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania, a Napoli, osteggiato dalla questura e dalla polizia.
C’è bisogno di gente che vada in soccorso ed apporti la propria presenza. Campani, è il vostro momento, accorrete, ora!

Lettera di Alex Zanotelli, padre missionario comboniano, storico fautore di una corretta gestione dei rifiuti in Campania e nel mondo.

Sono profondamente sconcertatodal divieto posto dalla Questura per la manifestazione di oggi. Non so cosa si celi dietro a questa proibizione. So solo una cosa, e cioè che i margini per il dissenso sono sempre più limitati in questa nostra Italia. E’ la libertà di espressione che è in ballo in un momento in cui i poteri forti hanno preso in mano le redini e il loro unico scopo è il profitto.

Ho diritto come cittadino di dire a Caldoro in una pubblica manifestazione che il piano regionale sui rifiuti, da poco votato, è un piano criminale. Bruciare infatti oltre 1 milione e mezzo di tonnellate di rifiuti all’anno - come prevede il piano rifiuti – in questa nostra regione, già devastata dai rifiuti tossici e megadiscariche, vuol dire incrementare tumori, leucemie… Prima viene la salute dei cittadini! E tutti devono saperlo! E’ in ballo la vita stessa di noi campani.

Uniamoci per difendere la vita.

Alex  Zanotelli

 

Fonte Foto: http://on.fb.me/yWJhu0

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gen
15
2012
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Sul piano Regionale Rifiuti Campania [Comunicato Stampa] M5S Napoli

Il piano regionale di ARENA, (chi è questo Arena? È lo stesso che Bassolino non conosceva!). Il Piano, blindato alle osservazioni sostanziali, che sarà certamente approvato a tre giorni dalla data di scadenza europea, la solita emergenza, è un piano indiscutibile. Qualunque “osservazione” al piano è un avvallo a scelte e criteri lontani anni luce dalla nostra visione del problema. Non serve e non bastano i calcoli sul sovra dimensionamento, è un tornare indietro ad acquisizioni certe, fatte in anni di studi, confronti e ricerche.

L’unico gesto possibile è un atto di denuncia e di accusa, senza se e senza ma, per scelte in contrasto con le direttive europee, in controtendenza con gli sviluppi anche economici delle tecniche dell’incenerimento che vedono paesi come l’Olanda costretti ad importare “monnezza” da tutto il mondo perchè i suoi impianti sono “scarichi”.

Ma questi sono gli anni più bui della nostra democrazia, anni in cui tutte le forme di partecipazione e di trasparenza di dialogo e di ascolto sono state ignorate; ignorate leggi popolari, referendum, raccolta firme, richieste di equità di trasparenza.

Questi sono gli anni in cui, i parassiti della società ”grandi imprese, banche, politici; con le loro manovalanze sui territori, “mafia, camorra, ‘ndrangheta, dopo decenni di rapporti strettissimi sono ormai indistinguibili: hanno definitivamente preso il comando, sono gli anni di Cosentino, gli anni di Berlusconi, di Bertolaso salvatore della patria,delle cricche, delle P2-P3-P4; di Clini, da 20’anni a capo del dicastero AMBIENTE e sul cui passato di “ambientalista” nessuno indugia, nessuno si interroga; sono gli anni della perdita dell’innocenza, tutti i veli sono squarciati e tutti i volti scoperti. Manipoli di delinquenti si sono impossessati del potere e non hanno nessuna intenzione di mollare. Viva la Democrazia! Viva la Libertà!

Paola Nugnes e Giuseppe Cristoforoni

Facebook M5S Napoli

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ott
04
2011
4

Rifiuti: Caldoro mente sapendo di mentire? Lettera a Janez Potočnik

Monica Capo ha segnalato un fatto a dir poco increscioso: Stefano Caldoro, il nostro amatissimo presidente della regione, ha detto ai cronisti dell’ANSA – non so se in un comunicato ufficiale od in un’intervista – che “l’Unione Europea ci ha chiesto che le ecoballe vadano risolte con un termovalorizzatore dedicato solo a loro. Si tratta di oltre sei milioni di tonnellate e il termovalorizzatore dovra’ lavorare circa per 15 anni per smaltirle’”. Il tutto è riportato dal Corriere del Mezzogiorno.

Repubblica, però, racconta un’altra versione:

Napoli, 29 set. – (Adnkronos) – In un passaggio della lettera di messa in mora della Commissione europea all’Italia sul tema dei rifiuti, viene affrontato il problema delle ecoballe, “le autorita’ italiane prevedono di caratterizzare le ecoballe indi incenerirle in un apposito impianto da realizzare a Giugliano-Villa Literno, che avra’ una capacita’ compresa tra le 400mila e le 500mila tonnellate l’anno e che entrera’ in funzione nel 2014″. Il documento sottolinea: “Poiche’ le ecoballe ammontano a circa 6 milioni di tonnellate, occorreranno dai 12 ai 15 anni per smaltire tutte le ecoballe una volta che l’inceneritore ad hoc sara’ entrato in funzione. Cio’ significa che, secondo quanto previsto dalle autorita’ italiane, lo smaltimento definitivo di tutte le ecoballe non potra’ essere ultimato prima dell’anno 2026″. Alla Commissione, specifica il documento, “non e’ stata fornita nessuna informazione sull’evoluzione delle procedure attinenti alla realizzazione di tale impianto“. Riguardo le discariche, nel febbraio di quest’anno, si legge, “la capacita’ stimata residua delle discariche era di 1,3 milioni di tonnellate ma, in relazione a problemi tecnici e giuridici, la capacita’ delle discariche esistenti e’ di 600mila tonnellate”. (segue)

Insomma, pare proprio che Caldoro cerchi di mettere in bocca all’UE quello che non ha mai detto.

E quindi ho scritto a Janez Potočnik, attuale presidente della commissione ambiente dell’UE, sia su Facebook che privatamente, chiedendogli quale versione, tra quella di Caldoro e quella riportata da Repubblica, sia vera.

 

Mister Potočnik, I’m from Naples, Campania, Italy. It’s been years of fighting over this issue, to get it solved once and for all. I – we, the citizens, are exhausted.

We know how to solve the issue, we’ve been protesting and proposing solutions, yet the people in charge of solving the issue fail to accomplish even the simplest of their duties. The reasons? Incompetence and corruption, simply put.

Just today the president of the Campania region said that “EU urged us to use an incinerator to solve the ecoballe issues”. Now I’m wondering, is this true? Reading the commission report it doesn’t seem to be true, the commission states that the Campania region itself proposed to use such an incinerator but it failed to give details about how it would exactly be done. Yet, Campania’s president said that YOU, the commission, urged us to use an incinerator.

I ask you to confirm whether this is true or not. And if it’s not true, do you get the picture of how we are being treated? What should we do about it, what could YOU do about it? We’re tired of this mess, we really don’t know what else to do.

Se ci saranno risposte vi aggiornerò.

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lug
14
2011
0

Il bruciore della normalità (video)

Ore 14.00 del 14 luglio 2011.

Ennesimo incendio di rifiuti, questa volta presso il Centro Direzionale di Napoli, dove migliaia di persone ogni giorno vivono impacchettate all’interno di uffici ed abitazioni.

Il CDN è in teoria una delle aree servite dal servizio di raccolta dei rifiuti Porta a Porta, ma il fatto di essere distribuito su due livelli – uno superiore su cui si svolgono le attività ed uno inferiore che funge principalmente da parcheggio – rende molto semplice aggirare la norma, complice un’elevata dose di menefeghismo ed inciviltà soprattutto da parte dei gestori degli esercizi commerciali, nonché la totale assenza di qualsivoglia controllo, per cui cumuli di rifiuti indifferenziati si ammassano ogni giorno nelle viscere di questa montagna di cemento.

Non sono però le fiamme. nè l’odore acre del fumo che pervade ormai tutta la zona degli uffici e negozi sotto vento, a colpire di più la mia attenzione, ciò che mi attira sono dettagli apparentemente insignificanti ma che meglio di ogni altra cosa dipingono lo stato in cui si trovano Napoli ed i suoi cittadini.

(continua a leggere…)

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giu
28
2011
23

Domande alla pizzeria Sorbillo (con risposta)

» Clicca qui « per leggere la risposta del sig. Sorbillo e la successiva replica di Vittorio di Resta


Gino Sorbillo pizza De Magistris

Gino Sorbillo mostra la pizza dedicata a De Magistris

Egr. Sig. Gino Sorbillo,

le scrivo questa lettera aperta perché due sere fa  sono stato nella sua pizzeria di via tribunali 32.
Io e i miei tre amici abbiamo scelto la sua storica pizzeria perché ci siamo venuti spesso e perché la riteniamo una delle migliori pizzerie di Napoli.

Con mia grande sorpresa, tuttavia, appena seduto al tavolo, ho dovuto constatare che il personale portava ai tavoli bicchieri monouso.

Appena sono stati consegnati anche al nostro tavolo li ho immediatamente rifiutati, chiedendo bicchieri in vetro che, ad onor del vero, mi sono stati subito portati.

Alla successiva richiesta di una brocca d’acqua di rubinetto (immagino che anche lei abbia votato sì ai due primi quesiti referendari del 12 e 13 giugno) mi è stato riferito che non potevate vendere acqua di rubinetto. Sebbene, glielo anticipo, non ci sia nessuna preclusione a vendere acqua di rubinetto, ho voluto evitare battibecchi e ho richiesto una bottiglia grande di acqua in vetro. Neanche questa seconda richiesta, però, è stata soddisfatta. Ho dovuto prendere, a malincuore, 4 bottigliette di acqua in plastica.

Detto questo, premettendo che, dopo aver mangiato un’ottima pizza e dopo aver pagato, ho portato con me le 4 bottigliette e le ho gettate nella campana della plastica vicino casa mia, mi urge ricordarle un paio di cose:

1) con l’Ordinanza Sindacale 972 del 23/06/2011, il sindaco ha fatto DIVIETO (punto 9) ai titolari di esercizi pubblici di utilizzare contenitori monouso e bottiglie di plastica per la somministrazione di acqua e di altre bevande, usando esclusivamente bottiglie di vetro a rendere e contenitori comunque non monouso;

2) la sanzione prevista per la violazione di questa ordinanza è di 500 € e, sebbene creda nel valore del danaro, non credo che la sanzione comminabile sia un deterrente tanto forte per una pizzeria così blasonata come la vostra. Proprio per questo, però, credo che sia interesse di tutti, anche e soprattutto di chi, come Gino Sorbillo, è parte del tessuto storico di questa città, sforzarsi di fare una corretta differenziata, ponendosi come baluardo ed esempio per tutti gli esercenti e i pizzaioli che vedono in lei un punto di riferimento. Senza contare che un atteggiamento virtuoso non mancherà di farle pubblicità e di evitarle spiacevoli sanzioni (può trovare l’ordinanza a questo indirizzo);

imbrocchiamola - la campagna di Altroconsumo per l'acqua in brocca

la campagna di Altroconsumo per l'acqua in brocca

3) l’acqua di rubinetto si può vendere. Ogni esercizio commerciale di alimenti deve disporre di acqua potabile. Ciò è anche attestato dalla Autorizzazione igienico sanitaria (rif norm. L.283/62 e Reg. Comunitario 852/2004) senza la quale non si può aprire un bar o un ristorante;

4) non esiste alcun obbligo di legge a vendere acqua minerale in bottiglia. La confusione era nata nel 2005 a seguito del decreto del ministro Marzano (MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE – DECRETO 24 marzo 2005 – Gamme delle acque minerali naturali e delle acque di sorgente destinate alla somministrazione) che aveva introdotto le monodosi. La confusione fu chiarita subito con una circolare dello stesso ministro in cui si diceva che nulla cambiava riguardo alla somministrazione di acqua sfusa; (CIRCOLARE MINISTRO);

5) visto che è presente per legge, gli esercenti non possono rifiutarsi di portare in tavola acqua di rubinetto. Chiedere l’acqua in brocca è un modo non tanto per risparmiare (anche se, a ben pensarci, l’acqua del rubinetto dovrebbe essere già compresa nel “coperto”), quanto di riaffermare che l’acqua pubblica è la migliore, inquina di meno (non viaggia su e giù per l’Italia con i TIR) e non può diventare oggetto di profitto.

 

Lei è certamente una persona con un grande senso etico. Nell’ultima tornata elettorale, se non erro, era nella lista “Napoli Riformista” e si era detto “ecologista convinto” (tant’è che la sua candidatura era supportata dai Verdi). Spero dunque che voglia prolungare il suo impegno anche dopo gli esiti elettorali e che il suo esempio funga concretamente da sprone a tutta la città.

Sperando che risponda all’accorato appello di un suo concittadino, nonché cliente, la ringrazio per il tempo concessomi e la saluto cordialmente

Vittorio Di Resta

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