Piccoli grandi eventi

Mi trovo in vacanza a Varsavia, per uno dei miei periodici soggiorni polacchi per evitare la calura estiva e per ritrovare vecchi amici e parenti.

Ieri mattina, Domenica, mi sono recato in un Parco pubblico in uno dei quartieri cittadini ad assistere ad un concerto sinfonico all’aperto, gratuito, eseguito da un’orchestra locale. Lo spettacolo ovviamente non aveva la pretesa del grande evento musicale, ma la felice scelta del contesto ambientale, la serenità e la tranquillità che vi si respirava, rendevano merito ad un’iniziativa davvero apprezzabile.

I cittadini autonomamente prendevano le sedie messa a disposizione dal Comune e le posizionavano all’ombra degli alberi (e ovviamente le riportavano a fine spettacolo), la gente ascoltava in silenzio, beandosi del momento culturale (tre sinfonie di Mozart), i bambini correvano nel prato silenziosi, sorvegliati da genitori attenti, perfino i cani restavano accucciati accanto al padrone, rimandando al dopo il normale abbaiare.

Insomma, la grandezza del piccolo evento di periferia, ben organizzato, fatto dalla gente, per la gente.

Mi è venuto da pensare, quasi per contrapposizione ai megaeventi organizzati nella nostra città. Esibizioni di piazza con migliaia di fan urlanti (e paganti), che lasciano una scia di rifiuti dietro di sé, traffico in tilt, periferie dimenticate dalle forze dell’ordine …

Un evento organizzato per il profitto di pochi e il desiderio di consenso mediatico da parte dell’Amministrazione pubblica.

Che differenza! E voi cosa ne pensate? Anche in questo caso, meglio l’evento a “misura d’uomo” o il mega concerto rock?

Un commento su “Piccoli grandi eventi

  1. Vivendo a Trento da qualche settimana sono testimone anche io di queste micro-attività culturali di cui l’intera provincia trentina pullula, a costi bassi ed a volte gratuiti. Molto spazio è lasciato all’impresa privata, sottoforma di associazioni e club di arte e spettacolo. Lo stesso ho sperimentato altrove, all’estero.

    Vien da fare un immediato parallelo tra queste situazioni ed altre da noi meglio studiate, come l’energia: pare che anche quando si ha a che fare con la cultura, il “piccolo e distribuito” sia meglio del “grande e centralizzato”. Tanti, piccoli eventi distribuiti sul territorio servono a ravvivare il tessuto culturale in cui sono immersi i cittadini, a creare delle fitte reti di conoscenza e socialità, invogliano i cittadini stessi alla partecipazione, instillano benessere.

    A Napoli fortunatamente ci sono realtà private che per pura passione portano avanti iniziative di questo tipo, ma purtroppo non godono della stessa visibilità di cui godrebbero altrove. In questo l’amministrazione comunale potrebbe far tanto… ma al momento, non lo fa.

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