Trasporto pubblico a Napoli e in Campania: il tempo è scaduto.

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Non sono più accettabili risposte del tipo “le responsabilità sono delle amministrazioni precedenti”, oppure “non ci sono risorse”, o ancora “ci vuole tempo, ma poi…”. E non è più accettabile il continuo “scaricabarile” tra le varie Amministrazioni, dal Governo, alla Regione, al Comune, offuscate dall’appartenenza ad un colore politico o ad un altro. Allora è tempo che anche noi cittadini ci svegliamo dal torpore e dalla sopportazione a cui anni di continuo degrado ci hanno ormai abituato.

Il M5S a Napoli ha deciso quindi di iniziare una attività continua e costante nel tema del trasporto pubblico, attuando letteralmente un “pressing” sulle Istituzioni. Un pressing che vada in più direzioni, si richiami alle diverse responsabilità e si manifesti anche con differenti modalità. Riepilogo quanto si è fatto in questo mese di luglio:

  1. Lettera aperta a Vetrella, assessore regionale alla mobilità, con richiesta esplicita di miglioramento del funzionamento della Linea 2 della Metropolitana di Napoli (Trenitalia). La lettera, a firma dei nostri portavoce alla Camera dei Deputati, elenca e dettaglia dieci punti di possibile intervento per un miglioramento del servizio offerto.
  2. Invio di una lettera aperta al Sindaco del Comune di Napoli, nella quale si chiede di associarsi alla richiesta del Sindaco di Pozzuoli, per ottenere un prolungamento degli orari di funzionamento della linea Cumana (in particolare nel fine settimana) e far fronte alla “movida” estiva. Tale richiesta, inviata per conoscenza anche al Prefetto di Napoli è supportata da motivi di ordine pubblico in quanto il traffico automobilistico e i problemi di parcheggio diventano ingestibili.
  3. Consegna allo staff tecnico sulla mobilità del Comune di Napoli di un documento sui servizi di prossimità (mercati locali, mobilità aziendale, assistenza domiciliare, servizi amministrativi, accompagnamento scolastico); tali servizi tendono a prevenire il traffico e si basano sul concetto che il bisogno di mobilità deve essere una scelta, non un obbligo per il cittadino. E’ stato anche consegnato un secondo (ma non meno importante) documento, contenente una serie di mini e micro interventi da realizzare all’infrastruttura del trasporto cittadino, per elevare il valore aggiunto della Rete urbana, a costi decisamente sopportabili. Tali interventi riguardano nello specifico i seguenti settori:
  • riqualificazione della Napoli obliqua (ascensori, scale mobili, pedamentine)
  • funzionalità dei nodi di interscambio (Mergellina, Montesanto, Garibaldi, …)
  • ampliamento della rete tramviaria e, in seconda istanza, filoviaria
  • utilizzo di minibus elettrici all’interno delle ZTL.

Sono solo le prime azioni a livello locale, mentre a livello nazionale si portano avanti Disegni di Legge e interrogazioni parlamentari al Ministro dei Trasporti, ma l’intenzione del MoVimento 5 stelle è di continuare con questi ed altri tipi di intervento… l’operazione “fiato sul collo”, anche nel settore della mobilità, è iniziata.

2 commenti su “Trasporto pubblico a Napoli e in Campania: il tempo è scaduto.

  1. C è una legge che, per la gestione degli spostamenti casa lavoro prevede, in ambito aziendale anche pubblico, oltre la soglia dei trecento dipendenti, mi pare, la figura del Mobility Manager…
    Quo non s è mai sentita

    1. Il Mobility manager d’area del Comune di Napoli è il direttore dell’Ufficio Viabilità e Traffico, ing. D’Alessio. L’ANEA (Agenzia Napoletana Energia ed Ambiente) svolge funzioni di supporto per imprese ed enti.
      Mi sembra un’ottimo suggerimento quello di chiedere a tutte le aziende che vi sono obbligate, Comune in primis, quali siano i Piani di spostamento casa – lavoro che hanno redatto.
      Grazie.

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