Esposto presso la Polizia Urbana per annullare la seduta Consiliare

Il 23 giugno 2015 è stato convocato un Consiglio della Municipalità V alle ore 16.00 per discutere il seguente o.d.g.: 1) Mobilità collinare: – Funzionamento scale mobili di San Martino – Uscite secondarie Stazioni Metropolitana Collinare.

Invitato Ramaglia amministratore di ANM, impossibilitato ad essere presente invia un suo ingegnere per rispondere al malfunzionamento delle scale mobili

Accorsi una decina di cittadini interessati alle scale mobili ed il comitato ASSO utenti.

Alle 17,15 il Presidente Coppeto, resosi conto della mancanza del numero legale che impedisce l’apertura del Consiglio, suggerisce di fare una normale assemblea, confortato anche della veste puramente informativa e non deliberativa della convocazione.

Dopo circa una mezz’ora di dibattito dove prendono parte anche i cittadini, arrivano altri consiglieri. Pertanto il presidente intorno alle 17,40 chiede di fare l’appello per la verifica del numero legale ed aprire il Consiglio.

Alla sua decisione mi oppongo citando il regolamento, art.37, comma 3 del regolamento interno del Consiglio della Municipalità 5 ARENELLA VOMERO, che cita: “Se il numero legale necessario per la validità della seduta di prima convocazione non è raggiunto entro un’ora da quella fissata nell’avviso, la seduta è dichiarata deserta e rinviata in seconda convocazione, da tenersi nei successivi quindici giorni.”

 

Il Presidente ritiene di ignorare la mia opposizione e dispone la Segreteria a fare l’appello nominale. A questo mi dichiaro assente per l’illegittimità della procedura, rinvitando il Presidente a visionare il regolamento. Pertanto mi sono diretto presso il Comando della Unità Operativo Vomero della Polizia Urbana ed ho fatto un esposto per denunciare l’illegittimità del Consiglio.

Se esiste un Regolamento va rispettato, inoltre questo ordine del giorno era puramente informativo nato a seguito del malfunzionamento delle scale mobili che spesso creano disagi ai cittadini di una certa età. Questa funzione verso i cittadini comunque si stava assolvendo attraverso l’assemblea suggerita dallo stesso Presidente. Aprire il Consiglio (illegittimamente) ha permesso di far scattare il gettone di presenza ai consiglieri presenti e soprattutto i permessi e la retribuzione ai datori di lavoro dei consiglieri che hanno un lavoro dipendente, cosa buona e giusta se fossero arrivati puntuali.

Inoltre che senso ha convocare un Consiglio se non ci sono atti da deliberare? Informare i cittadini di un malfunzionamento di due rampe di scale mobili poteva essere fatto convocando una assemblea cittadina senza alcun esborso da parte del Comune per pagare i consiglieri, l’assessore e il presidente.

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