Sale da gioco e la piaga sociale della ludopatia: quale regolamento ?

CONSIGLIO COMUNALE – I gestori delle sale dei giochi pubblici legali in commissione Lavoro e Attività produttive

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Il portavoce Matteo Brambilla del Movimento 5 stelle durante la commissione consiliare ha evidenziato: l’inconciliabilità tra le esigenze imprenditoriali tese al profitto e l’esigenza primaria di salvaguardare la salute dei cittadini rispetto ad una vera e propria piaga sociale, come dimostrano i numerosi suicidi.

Comunicato stampa Comune di Napoli
La commissione Lavoro e Attività produttive ha incontrato oggi le associazioni degli operatori del settore dei giochi pubblici legali per ascoltarle in merito alle difficoltà derivanti dall’attuazione della regolamentazione deliberata dal Consiglio nel 2015. All’incontro ha partecipato l’assessore competente, Panini, che ha riferito sul lavoro di monitoraggio, in corso, da parte di una commissione tecnico giuridica con il coinvolgimento dei rappresentanti della categoria.

Condivisa da tutti i presenti, come ha sottolineato il presidente della commissione Solombrino, la preoccupazione per il diffondersi del fenomeno della dipendenza dal gioco e anche la necessità di ascoltare le difficoltà degli imprenditori che hanno richiesto l’incontro.

I rappresentanti di Associazione gestori scommesse Italia (AGSI), Associazione nazionale gestori di apparecchi da intrattenimento (ASTRO), Snai spa, Eurobet Italia, Sindacato concessionari indipendenti (Sicon) hanno manifestato l’interesse ad un confronto serio e propositivo, sottolineando che il loro settore opera nel rispetto della legge ed è sottoposto ai controlli dello Stato. Alcune previsioni del regolamento comunale, come quella della distanza minima da alcune strutture, come le scuole, e la restrizione degli orari (le sale per i giochi legali possono essere aperte dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23, in orari con coincidenti, ad esempio, con gli eventi sportivi su cui raccolgono scommesse) hanno creato sofferenza al settore e determinato licenziamenti e una ripresa del gioco clandestino.

Inoltre, le sale da gioco sono discriminate rispetto ai “corner” per il gioco presso bar e tabaccherie, che non hanno limiti orari. Come dimostrano i dati, anche in altre regioni italiane questo tipo di regolazione non ha alleviato il problema della ludopatia e non può intervenire sull’aumento della dipendenza dal gioco tra i giovani che scommettono soprattutto online. La preoccupazione per la salute pubblica è centrale anche per i gestori che propongono misure generali – come la riduzione delle concessioni e della relativa offerta, ed una razionalizzazione della presenza sul territorio delle sale – e politiche per un gioco sicuro e responsabile: ad esempio, il bollino della qualità per i locali che promuovono percorsi informativi sul rischio della dipendenza in collaborazione con i Sert, i servizi per le tossicodipendenze del sistema sanitario nazionale.

I consiglieri che sono intervenuti hanno sottolineato la drammaticità del fenomeno della ludopatia e del proliferare delle sale da gioco: il regolamento comunale resta come un valido argine, pur nella sua natura sperimentale (Lebro di La Città); in presenza di una confusa normativa nazionale, occorre che la commissione tecnica compia una verifica, con dati, delle ricadute della regolamentazione, allo scopo di apportare correttivi senza sottovalutare la pericolosità della dipendenza (Frezza di De Magistris Sindaco), la netta contrarietà ad una visione punitiva verso gli operatori mentre occorre dialogo e inflessibilità verso chi non rispetta le regole (Lanzotti di Forza Italia), occorre una più avanzata alleanza tra l’amministrazione e i gestori per combattere, sulla base di dati epidemiologici, la drammatica patologia e, contemporaneamente, individuare correttivi per salvare posti di lavoro legali in un contesto di crisi sociale (Coppeto di Napoli in Comune a Sinistra), l’inconciliabilità tra le esigenze imprenditoriali tese al profitto e l’esigenza primaria di salvaguardare la salute dei cittadini rispetto ad una vera e propria piaga sociale, come dimostrano i numerosi suicidi (Brambilla di Mov. 5 Stelle), l’utilità del confronto, migliorativo, anche rispetto alle disparità sottolineate dagli operatori, deve comunque tornare, con dati certi, alla valutazione del Consiglio (Santoro di gruppo Misto Napoli Capitale), l’imprescindibilità del problema occupazionale in una realtà come Napoli dove va contrastata in ogni modo la espansione dei poteri malavitosi (Esposito del PD), resta la necessità di una battaglia comune contro il gioco come patologia che svilisce la vita, pur rimediando alle rigidità e eccessive generalizzazioni della regolamentazione (Palmieri di Napoli Popolare), curare chi soffre di una patologia e non semplicemente proibire con una regolamentazione che al momento sta solo creando problemi e perdita di posti di lavoro (Simeone di De Magistris Sindaco), aumentare i controlli, anche da parte degli operatori, per evitare il diffondersi della ludopatia nelle fasce giovanili (Ulleto di gruppo Misto).

Il lavoro della commissione tecnico giuridica prosegue, ha concluso l’assessore Panini, con la messa sotto osservazione del regime degli orari, in un confronto che è stato rallentato dai ricorsi alla giustizia amministrativa che non ha ancora espresso un giudizio definitivo. Sul piano generale, vanno denunciate le ambiguità del Governo e le assenze della Regione, ad esempio sul piano occupazionale, per la risoluzione di una questione che, proprio per la sua rilevanza, va affrontata con una razionale valutazione dei dati e non con decisioni dettate da onde emozionali.

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