Matteo Brambilla (M5s) mozione di Sfiducia al Presidente del Consiglio

Matteo Brambilla (Movimento 5 stelle) intervento sulla mozione di sfiducia al presidente del Consiglio Comunale Sandro Fucito il 20 dicembre 2018 in Consiglio comunale

Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle) ha esordito dicendo che, se si è a questo punto, è perché è necessario ripristinare il rispetto dei diritti e le prerogative dei consiglieri comunali. Viene costantemente meno la funzione di controllo dei consiglieri quando gli atti arrivano in ritardo, i question time non ricevono risposta, quando non si riesce ad accedere agli atti. C’è una tremenda confusione dei ruoli che mette seriamente in discussione la funzione del Presidente del Consiglio che viene costantemente meno a quanto gli impone il regolamento comunale. Citando la lettera del Sindaco sulla urgenza di discutere di delibere senza il passaggio in commissione, ha ricordato che il dovere del Presidente è quello di informare i consiglieri sugli atti da discutere e notato che molti di essi sono ancora incompleti. Report Gabriella Carrino Ufficio Stampa Consiglio Comunale

Respinta con voto segreto la mozione di sfiducia al presidente del Consiglio

Dopo gli interventi su questioni urgenti, la seduta del Consiglio è ripresa e il vice presidente Frezza, che presiedeva l’Aula, ha messo in discussione il primo punto all’ordine dei lavori, la “mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio comunale” sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione. Dopo un lungo dibattito sull’argomento che ha visto come primo intervento quello del Sindaco de Magistris, sono intervenuti molti consiglieri: Andrea Santoro (Misto – Fratelli d’Italia), Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle), David Lebro (La Città),  Diego Venanzoni (Partito Democratico) Vincenzo Moretto (Prima Napoli, Marco Nonno (Misto – Fratelli d’Italia) Mario Coppeto (Sinistra Napoli in Comune a Sinistra) Aniello Esposito (PD) , Domenico Palmieri (Napoli Popolare),Salvatore Pace (Dema) ,Marco Gaudini (Verdi-Sfasteriati) e Marta Matano (Movimento 5 Stelle). Concluso il dibattito, il consigliere Palmieri ha chiesto che la votazione sulla mozione avvenisse a scrutinio segreto o, in subordine, per appello nominale.
Sono seguiti diversi interventi sulle modalità di svolgimento, ai quali ha fatto seguito l’intervento della dottoressa Magnoni, Segretario generale, che ha chiarito di essere intervenuta con la nota sulla mozione a seguito della richiesta del presidente del Consiglio; nel merito, ha spiegato, non esiste nello Statuto e nel Regolamento l’istituto della mozione per la revoca del presidente, e questo richiama la necessità di riportarsi a pronunce giurisprudenziali che ne prevedono la possibilità solo per mancanze di carattere istituzionale. La mozione, non di revoca, va quindi trattata secondo le modalità previste dall’art. 54 del regolamento per le mozioni. I casi di voto segreto, ha concluso, sono chiaramente indicati e si riferiscono a pronunce sulle qualità di una persona e non sul ruolo. Resta ferma la possibilità che l’Aula, con un proprio voto, possa decidere di votare la mozione a scrutinio segreto. Sono seguiti numerosi interventi e il vice presidente Frezza, a seguito di numerose proteste da parte dei presentatori della mozione, ha dichiarato di sospendere la seduta per questioni di ordine pubblico dal vice presidente Frezza per l’impossibilità di proseguire a seguito degli accesi contrasti in Aula sulla modalità di voto – a scrutinio palese o segreto – della mozione.
Dopo la sospensione dei lavori, questi sono ripresi con 33 presenti all’appello iniziale.
Il vice presidente Frezza ha ricapitolato le questioni e sottoposto all’Aula la decisione sulle modalità di votazione dopo l’intervento del consigliere Pace (Dema) che, a nome della maggioranza, si è espresso a favore del voto segreto, non riconoscendone l’automatica applicazione ma riconoscendo all’Aula la autonoma capacità di decidere.
La decisione per il voto segreto è stata assunta a maggioranza con l’astensione del presidente Fucito.
Nel voto segreto, al quale hanno partecipato 34 consiglieri, la mozione è stata respinta con 22 no, 11 sì, una scheda nulla.
I lavori sono proseguiti, con il presidente Fucito che ha preso la presidenza ed ha ringraziato il Sindaco per i contenuti politici del suo intervento, la dottoressa Magnoni, Segretario generale, i colleghi di maggioranza e anche i colleghi di opposizione, questi ultimi perché hanno posto nei loro interventi, all’attenzione dell’Aula, questioni squisitamente politiche e non personali: gli argomenti che le opposizioni hanno sottolineato manifestando il proprio malessere sono condivise anche da colleghi di maggioranza che rivendicano maggiore incidenza, un maggior ruolo nella definizione delle scelte e un migliore funzionamento dei processi istituzionali.

 

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