Rendiconto 2018: un totale fallimento

Nel dibattito è intervenuta la consigliera Marta Matano, illustrando i dati impietosi del rendiconto di gestione per l’anno 2018 del Comune di Napoli, ha ipotizzato la possibilità di essere di fronte ad una liquidazione fallimentare, con il Sindaco nel ruolo di commissario liquidatore.

Ha evidenziato, inoltre, una sempre più ridotta programmazione di spesa da parte del Comune. Molte preoccupazioni destano i residui attivi (ammontano a 1,8 miliardi quelli non riscossi) perché va sottolineata la bassissima capacità di riscossione dell’ente, segno di una inadeguatezza funzionale dell’amministrazione.

Tra gli elementi di criticità evidenziati: il risultato contabile di amministrazione, la forte incidenza del fondo crediti dubbia esigibilità (pari a 1,625 miliardi), che evidenzia uno squilibrio finanziario conclamato, che dà l’illusione di una gestione ordinaria che tale non è.

Dal parere di regolarità tecnica del dirigente, inoltre, emerge la necessità di migliorare l’equilibrio di cassa. Sul conto economico del bilancio si registrano ulteriori perdite, e il confronto tra debiti e crediti al 31 dicembre mostra uno sbilancio di quasi 3 miliardi, che fa essere dubbiosi sulla capacità di sopravvivenza finanziaria del Comune. Da sottolineare le sollecitazioni dei revisori sulla necessità di procedere a un inventario dei beni dell’Ente.

Senza un efficiente controllo delle entrate, ha concluso, è difficile andare avanti: si registra ormai una cronica mancanza di liquidità che rende deficitaria l’erogazione dei servizi essenziali.

Matteo Brambilla ha evidenziato che la relazione dei revisori al rendiconto 2018 è praticamente identica a quella del 2017. All’epoca venne approvata dalla maggioranza una maxi mozione di accompagnamento per rispondere alle criticità evidenziate dai revisori . Ad oggi tutti i punti di quella mozione sono stati disattesi e si sono ripresentati nel rendiconto di quest’anno.

Abbiamo rilevato questi problemi: non si è proceduto all’inventario dei beni dell’ente, non è stato acquistato il programma informativo necessario per redigere l’inventario, non è ancora migliorata la capacità di riscossione, si è ricorso troppo spesso all’utilizzo dei fondi vincolati, non è stata effettuata la ricognizione straordinaria degli agenti contabili; continuano a mancare i bilanci delle partecipate, non sono state  alienate le quote di Napoli Citysightseeing e Ceinge.

I revisori, inoltre, non hanno, per la prima volta, espresso il parere sul rendiconto. Sulle entrate persiste una enorme quantità di residui attivi nell’esercizio di competenza e, sulle spese, sono numerosi i residui passivi in diversi settori, come la gestione tecnica degli immobili comunali, le spese per il personale, lavori somma urgenza, la cura del verde.

Praticamente il Comune non è stato capace di riscuotere e contemporaneamente non riesce a pagare servizi e lavori.

Dal bilancio si riesce già a capire quali saranno gli ingenti debiti futuri, frutto anche delle scelte politiche fatte e della cattiva gestione amministrativa. I numeri parlano di un fallimento totale su tutta la linea.

Dichiarazione di voto. Alla luce di quanto detto e tenendo conto delle criticità evidenziate dai revisori il Capogruppo Marta Matano ha dichiarato che non avrebbero votato questa delibera e che avrebbero lasciato l’aula.

Un commento su “Rendiconto 2018: un totale fallimento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *