Matano: i motivi della sfiducia

Matano intervento sui motivi della sfiducia in Consiglio comunale del 22 novembre 2019

Signor Presidente, Sindaco, signori consiglieri e consigliere,

chiedo l’attenzione di questo consiglio comunale per evidenziare i motivi che hanno portato il gruppo m5s a sottoscrivere insieme a tutti i componenti dell’opposizione una mozione di sfiducia al sindaco. come portavoce siamo entrati in comune con l’intento di contribuire alle iniziative in linea con il programma m5s, le nostre priorità sono i problemi reali che affliggono e preoccupano ogni giorno noi cittadini napoletani, ma purtroppo i meccanismi amministrativi vigenti in questa consiliatura sono basati su annunci ad effetto cui non seguono provvedimenti operativi e realizzazioni efficaci.

A nostro avviso un sindaco presenzialista a tutti i costi, che dimostra di tenere più al proprio prestigio che alla soluzione dei problemi della città, non è credibile.

Vede signor sindaco nella sua veste di amministratore della terza città di Italia le riconosco un’unica qualità, quella di essere un grande affabulatore, nel senso che ammiro la sua capacità di invenzione favolosa, la sua capacità di costruzione di una rappresentazione fantasiosa ed inverosimile del suo operato.

Lei governa Napoli da oltre 8 anni e ½ ed è ormai sotto gli occhi di tutti la sua contraddittoria gestione della cosa pubblica. Un grande sindaco è capace di assumersi le sue responsabilità, ma lei non ha mai mostrato in alcun modo di essere in grado di farlo e per noi cittadini non è accettabile che la responsabilità delle promesse non mantenute sia sempre imputata alle amministrazioni precedenti al governo regionale e al governo nazionale.

L’incoerenza della sua azione amministrativa non va solo a discapito di noi cittadini, ma anche dei suoi collaboratori e dei dipendenti del comune. Si è mai chiesto perché a volte non riescono lavorare in modo efficace ed efficiente e al massimo delle loro possibilità? Forse è dovuto al fatto che si sono assegnati fino a 10 servizi ad un solo dirigente? O alla sostituzione di dirigenti di servizi fondamentali affrontando la questione con la stessa leggerezza con cui si cambia partner in un valzer? E che dire del cambio di 34 assessori e di 50 manager delle partecipate in 8 anni ed, in questi ultimi 2 casi, senza che le sorgesse il dubbio di non essere capace di scegliersi i collaboratori?

Più che strategie operative vincenti, queste somigliano a giochi di prestigio, a fini elettorali, fatti sulle spalle dei cittadini tenuti in ostaggio da logiche personalistiche e da sofismi, cioè da ragionamenti e proclami in apparenza validi ma in realtà ingannevoli.

Emblematico è l’epilogo triste della vicenda che ha interessato le lavoratrici delle Terme di Agnano, crisi che lei, signor sindaco, qualche anno fa aveva annunciato di aver risolto salvando i posti di lavoro. ma è stato puntualmente smentito dai fatti. Lei ha permesso che delle lavoratrici di una partecipata del Comune di Napoli fossero sottoposte al ricatto di dover accettare il dimezzamento dello stipendio per non essere licenziate. e meno male che lei sarebbe, almeno a parole, quello che difende il lavoro ed i diritti delle donne! Ma la cosa non ci stupisce. non a caso oggi siamo qui a discutere questa mozione di sfiducia!

Signor Sindaco, lei spesso ha affermato, dando sempre una sua personale visione della realtà, che le opposizioni non collaborano e pongono ostacoli, ma come consiglieri M5s non abbiamo mai fatto mancare il nostro contributo di idee e proposte durante le commissioni consiliari, alcuni nostri ordini del giorno e mozioni sono anche stati approvati in consiglio comunale, rimanendo purtroppo lettera morta.

Tra i motivi che ci hanno indotto alla sfiducia c’è anche la costante delegittimazione del consiglio comunale e dei consiglieri portavoce dei cittadini. Il Signor Sindaco troppo spesso dimentica il galateo istituzionale verso l’opposizione politica che in maniera corretta e puntuale, da oltre tre anni, lavora e combatte in comune per la difesa dei diritti dei cittadini. spesso la sua amministrazione ha mostrato di non rispettare in alcun modo il lavoro che siamo stati chiamati a svolgere, spesso i suoi assessori (per fortuna non tutti) non si presentano in consiglio comunale o nelle commissioni a cui sono tenuti a partecipare per confrontarsi con noi, e devo constatare che purtroppo anche qualcuno dei nuovi assessori appena insediati si è subito adeguato a questo atteggiamento irrispettoso. lei stesso dà esempio in tal senso visto che durante lo svolgimento del Consiglio comunale spesso mentre parliamo noi consiglieri dell’opposizione si alza e se ne va, o peggio ancora durante trasmissioni televisive usa espressioni dispregiative nei nostri confronti… a proposito io ed altri 41 portavoce del Movimento 5 stelle presenti in tutti i livelli istituzionali dello stato italiano stiamo ancora aspettando che si scusi con tutte le opposizioni e con il consigliere Brambilla per le frasi pronunciate durante una trasmissione televisiva.

Nonostante i problemi reali, che ogni giorno affliggono e preoccupano i cittadini napoletani, questo consiglio comunale non si è riunito per circa 4 mesi , in netto contrasto con quanto sancito dallo statuto del comune di napoli che al titolo III, capo II, art.31 recita così. “il Consiglio è convocato in via ordinaria almeno 1 volta al mese”..nel vocabolario treccani a tal proposito si legge: alméno avverbio se non di più, se non altro, a dir pocoe visto che l’italiano è una splendida lingua e qui tutti la parlano e la comprendono, ci siamo chiesti cosa questa amministrazione non abbia capito del titolo III, capo II, art.31 dello Statuto del Comune di Napoli e quali siano le ragioni reali della non convocazione del consiglio comunale…

Noi quelle ragioni le possiamo solo intuire e, vista la ricorrente mancanza del numero legale, possiamo supporre che non c’erano le condizioni per convocare il consiglio e che forse il sindaco non si fidava dell’appoggio della sua cosiddetta maggioranza…tant’è che si è dovuti ricorrere ad un rimpasto lampo per cercare di salvare il salvabile.

Eppure sarebbero state tante le cose da discutere nell’interesse di tutti i cittadini, ad esempio:

  • la forte e costante crescita dei debiti fino alla stratosferica cifra di 4,8 miliardi, come si evince dall’ultimo bilancio consolidato non ancora approvato nonostante la scadenza del 30 settembre 2019;
  • il fatto che nessun servizio sia garantito, dal verde, ai trasporti, allo sport, ai diritti dei disabili, al diritto allo studio;
  • che è diventato difficile persino inoltrare la richiesta di un certificato anagrafico o di stato civile perché numerosi uffici distaccati sul territorio risultano chiusi;
  • che manca un piano del traffico, gli automobilisti napoletani e i cittadini che usano i mezzi pubblici restano bloccati negli ingorghi per ore, ma al peggio non c’è mai fine perchè a gennaio chiuderà anche la porzione percorribile di via Caracciolo;
  • Che le strade, per la maggior parte, sono dissestate, cosparse di buche e oltre a logorare le auto e i bus provocano rovinose cadute dei motociclisti e dei pedoni. tutto ciò genera innumerevoli contenziosi in danno dell’amministrazione che comportano onerosi debiti fuori bilancio che potrebbero essere evitati con una adeguata attività di manutenzione stradale;
  • Che il lungomare, che ha emozionato ed emoziona turisti di tutto il mondo, spesso ospita sagre paesane: mozzarella, baccalà, pizza, ecc. e i turisti scattano foto che non rendono giustizia a uno dei luoghi più belli del mondo.

Qualcuno sostiene che bisogna dare tempo ai sindaci prima di giudicarli, e questo sarebbe condivisibile se ci trovassimo nel primo mandato, ma credo che otto anni e mezzo siano più che sufficienti per stilare un bilancio, e la città reale con cui i cittadini napoletani fanno i conti tutti i giorni è ben diversa da quella narrata da una ottima capacità di comunicazione attraverso i mass media.

Potrei continuare, ma da questa sintetica disamina si comprende che i napoletani non possono più rimanere in ostaggio delle inadempienze di questa amministrazione e che è necessario porre fine al lento stillicidio delle risorse materiali e immateriali della città.

Un commento su “Matano: i motivi della sfiducia

  1. Brava Marta. “La città reale con cui i cittadini napoletani fanno i conti tutti i giorni è ben diversa da quella narrata da una ottima capacità di comunicazione attraverso i mass media”. Non c’è bisogno di aggiungere altro. Avanti così !

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