Bilancio, un triste spettacolo

Ci ho messo due giorni per metabolizzare quanto accaduto giovedì 10 dicembre nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino ed il triste spettacolo a tratti grottesco a cui abbiamo dovuto assistere in Consiglio comunale. Ancora non riesco a trovare le parole per descrivere il disgusto che mi hanno provocato certi atteggiamenti e certe sceneggiate degne delle peggiori rappresentazioni di quel genere teatrale, di cui pure si ricordano mirabili interpreti. Come ben sapete proprio 10 minuti prima che cominciasse la seduta ho avuto un piccolo incidente di percorso cadendo sulle scale del Palazzo del Consiglio di Via Verdi, in molti mi hanno aiutata ma un grazie speciale va ad Adelchi, al sig. Alessandro, alle signore della Napoli Servizi e a Matteo che mi hanno aiutato e supportato.

Al pronto soccorso del Pellegrini ho trovato competenza, gentilezza e professionalità, e dopo una radiografia che ha escluso la frattura del malleolo, sono tornata al Maschio Angioino, dove nonostante il dolore ho ritenuto di dover rimanere fino alle 4 di notte. Lo dovevo a me stessa, a Matteo Brambilla (che non avrei mai potuto lasciare da solo a combattere nella fossa dei leoni) e ai cittadini napoletani che ci hanno scelto per rappresentarli e difenderli all’interno delle istituzioni cittadine.

Immaginavo che sarebbe stata una seduta consiliare difficile ed aspra ma mai avrei pensato di assistere a certe scene degne dei miei peggiori incubi. Ci sono state continue interruzioni e sospensioni perché gli innumerevoli emendamenti “tecnici” dell’amministrazione non avevano i pareri dei revisori, e perché dai banchi della maggioranza si sperava che qualcuno dell’opposizione cedesse; siamo stati tenuti in ostaggio per 18 ore in una sala fredda, nonostante i pericoli dovuti al COVID 19. In ostaggio da un’amministrazione che, nonostante i continui rinvii del Governo dei termini di presentazione del Bilancio, non è stata in grado di portare un documento definitivo in aula, ma un’accozzaglia di numeri che ha avuto bisogno di molti aggiustamenti prima di poter essere messa al voto. In realtà erano tutti pretesti per allungare il “brodo”, sperando in un aiuto divino che gli permettesse di trovare qualche “responsabile” che gli salvasse la poltrona su cui sono seduti da anni…

Non è vero che lo hanno fatto per la città, se avessero avuto a cuore il bene della città avrebbero lavorato meglio in questi 10 anni, invece di pensare solo a loro stessi o di andarsene in giro a rilasciare interviste senza occuparsi realmente di risolvere qualcuno dei problemi che ci attanagliano.E l’aiuto “divino” è arrivato sotto varie forme – con me si è distratto e non ha fatto fino in fondo il suo dovere e a seguito di numerosi conciliaboli. Vedete, lo stare seduti per necessità, visto che non mi potevo muovere, sotto i gradoni dove ci sono le sedute delle opposizioni e non lontano dai banchi della giunta, di avere casualmente un soprabito ed un pantalone marroni che si confondevano con lo sfondo di legno dei banchi, mi ha dato modo di ascoltare, senza che altri si accorgessero della mia presenza, molti spezzoni di conversazioni telefoniche e non, ed il disgusto è salito fino alle stelle. Sentire qualcuno , sia delle opposizioni che della maggioranza, dire: “questa volta siamo stati proprio bravi… ne usciremo tutti bene…non hanno capito niente…ce la siamo cavata egregiamente…la gente non capirà veramente quello che è successo”

Sentire qualcuno, sempre sia delle opposizioni che della maggioranza, che dopo il discorso accorato di Nino Simeone, a cui va tutto il mio rispetto, nel quale lui chiedeva dopo 16 ore di consentirgli di votare finalmente perché non si sentiva bene e stava rischiando la vita, ripeto… sentire qualcuno dire che nessuno glielo aveva ordinato di essere lì e che se ne poteva pure andare…che questa è la politica e se non hai la forza allora è meglio che te ne vai a casa….vedere qualcuno che continuava imperterrito a discutere di emendamenti ridicoli per perdere tempo…quegli stessi che avevano promesso che avrebbero votato no, gli stessi con i quali si era deciso di non fare interventi al bilancio (tanto è tutto diversamente vero), di ritirare gli emendamenti per addivenire subito alla votazione… anche perché se avessimo votato tutti insieme il Bilancio non sarebbe mai passato e quindi il voler discutere a tutti costi gli emendamenti di un bilancio bocciato non aveva senso ed era evidentemente solo un pretesto per perdere tempo…

Ebbene è andata come è andata. Lo avete visto tutti, e mi riferisco a chi ha avuto la necessaria forza per guardarsi tutta la diretta senza correre via in preda a conati di vomito… Avete visto gli ex rivoluzionari applaudire a discorsi aggressivi, inconcludenti e populisti, persone con una storia vera di battaglie vere alle spalle applaudire altri che fino a qualche mese prima, quando parlavano, venivano derisi dagli stessi che ora li applaudono…avete visto le crisi isteriche, avete visto l’applauso finale dopo l’approvazione del bilancio, avete visto due rappresentanti delle destre, che fino ad un secondo prima erano in aula, defilarsi per non votare il NO che il loro partito gli aveva chiesto di esprimere, favorendo così la vittoria per 19 a 18 (se avessero votato sarebbe finita 19 a 21 ed ora sarebbero tutti a casa), pensando che gli altri, i cittadini, i “polli” a cui chiedono i voti, non se ne sarebbero accorti.

Hanno vinto, si, hanno vinto di nuovo LORO, e abbiamo perso di nuovo NOI CITTADINI. E dico NOI perché io sono semplicemente una cittadina prestata alla politica, una che è stata messa qui a vigilare che si facciano solamente gli interessi dei cittadini, una delle tantissime persone perbene che vivono in questa città e che senza secondi fini non vive di politica e che nella politica ha portato la propria onestà ed il proprio sguardo obiettivo e scevro da condizionamenti, una persona che di suo aveva già dei sani valori e principi prima di entrare in politica e che da questa esperienza uscirà senza averli mai traditi.

Se la politica è questa allora dico “no grazie”! Ringrazio ed abbraccio pubblicamente Matteo Brambilla, un leone, un combattente, una persona la cui umanità è smisurata. Lo ringrazio per essermi stato vicino, per aver sostenuto da solo l’aula fino al mio rientro, lo ringrazio per aver discusso gli Ordini del giorno che avevamo preparato insieme e che facevano parte del nostro programma presentato nel 2016, per il suo non arrendersi mai e per la sua totale dedizione ad una città nella quale non è nato ma per la quale si vede che prova un sentimento di amore fortissimo, più di tanti napoletani nati qui ma che il cuore di Napoli non sanno neanche dove sta di casa.

Un abbraccio fraterno al consigliere Simeone, che ci ha provato a resistere e che nel suo discorso a mezza voce ha chiesto che gli fosse consentito di votare dopo 16 ore che era lì e che ha dimostrato di credere che LORO si sarebbero passati una mano sulla coscienza ed invece LORO non aspettavano altro per tirare un sospiro di sollievo!

Avreste dovuto vedere le espressioni di alcune di queste persone che prima erano smarrite e disperate e che dopo l’abbandono di Simeone avevano un’espressione sollevata e felice!

Davanti a noi ci sono ancora almeno 6 mesi di questo assurdo spettacolo, in cui assisteremo alla bulimia presenzialista del Sindaco a reti unificate, Rai, Mediaset, LA7, tv locali, tutto fa brodo. Trasmissioni nelle quali continuerà a raccontare all’Italia la favola di una Napoli che non c’è ed esiste solo nella sua fantasia.

Io e Matteo abbiamo fatto tutto il possibile per smascherare lui e la sua corte, ma non è bastato.Continueremo fino alla fine ad esercitare la nostra funzione di controllo ed indirizzo, ad essere per loro un pungolo continuo, ad essere vigili e a portare all’esterno le informazioni che i cittadini hanno il diritto di sapere. Noi non ci arrenderemo mai. #senzademacelafaremo

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