Io pago, sottocultura e crolli

Intervento articolo 37 in 3 parti : Cultura e Io pago, Sottocultura e crolli

Intevento sulla fontana di Ernesto Tatafiore rimossa da via Luca Giordano e sul risarcimento di 22mila euro. Ho criticato l’autorizzazione concessa alla serie televisiva “Gomorra”, con piena sottovalutazione del rischio di emulazione che la messa in scena della camorra può avere sui ragazzi. Inoltre ricordato il crollo della facciata della chiesa del Rosariello, ultimo di una serie di situazioni di degrado di cui il Comune si disinteressa.

ART.37 Consiglio comunale del 22/01/2021 Intervento Marta Matano https://fb.watch/3aMNsk_llr/

Grazie sig. Presidente, sig. Sindaco, signore consigliere e consiglieri

cultura – ed io pago!

Durante l’ultimo consiglio comunale, parlando della poca attenzione che questa amministrazione riserva alla cultura accennai alla questione della fontana “Itaca” di Ernesto Tatafiore, scomparsa improvvisamente da via scarlatti il 14 agosto del 2018 per una presunta opera di manutenzione e restauro, pare urgentissimi, e mai più restituita alla città. Ebbene, è di questi giorni la notizia apparsa sul mattino della condanna subita dal Comune di Napoli, che dovrà risarcire l’artista per il danno di immagine arrecato a lui e per i danni arrecati alla sua opera, che da 2 anni e mezzo giace abbandonata alle intemperie e agli animali randagi che la utilizzano per espletare i loro bisogni.  Il risarcimento è stato quantificato in 22.000 euro in quanto la sentenza ha stabilito che il comportamento del Comune ha costituito “una seria lesione non solo del diritto all’integrità dell’opera, ma anche alla reputazione professionale dell’autore che va risarcita”!  C’è da chiedersi adesso chi risarcirà i cittadini napoletani per questi 22.000 che dovranno sborsare? chi pagherà? il Sindaco? gli Assessori alla cultura che si sono succeduti dal 2018 in poi? Il dirigente che ha firmato il documento che stabiliva di dover spostare l’opera? Chi doveva avviare il progetto di manutenzione e restauro? Chi doveva vigilare affinché i lavori venissero espletati nel minor tempo e nel miglior modo possibili? Ma tanto a chi interessa? Tanto paghiamo noi cittadini! Ah, dimenticavo, se il cantiere di restauro non dovesse partire immediatamente e se la fontana non verrà ricollocata al suo posto l’artista ha già annunciato che ricorrerà ad un altro giudizio in danno del comune…stavolta questo ente si darà una mossa o ci ritroveremo a dover risarcire ulteriori danni? …ed io pago!

Subcultura – quali sono i costi sociali?

Un’altra notizia che mi ha colpito è l’ennesima autorizzazione, da parte del Comune, alle riprese della serie Gomorra tra le strade di Napoli est. Sappiamo bene che tali prodotti commerciali di grande impatto mediatico generano desiderio di emulazione da parte di giovanissime menti che non hanno altri riferimenti culturali, e c’è il rischio che girare scene, in cui il male vince sempre sullo Stato, in territori dove la criminalità organizzata è reale e non virtuale non aiuta certo a combattere tali fenomeni. Sappiamo bene che le giovani menti che non hanno la fortuna di avere esempi positivi tendono a mitizzare certe figure che sembrano forti e vengono a volte dipinti come eroi del male.

Certo il Sindaco ha più volte detto che è contro la censura delle riprese cinematografiche, ma dovrebbe anche ricordarsi di quando affermava che la camorra si combatte con i simboli… e con quali simboli la vuole combattere? Con i falsi eroi di Gomorra? Perché invece non combattere la camorra con gli esempi positivi che numerosi insistono nelle zone periferiche della città? Perché non privilegiare e spingere la realizzazione di film o sceneggiati che parlano degli eroi che tutti i giorni in quei territori la camorra la combattono con tutte le loro forze?

Crolli – chi pagherà?

Napoli è ormai diventata una città che cade a pezzi. L’ultimo evento, in termini temporali, riguarda il crollo di parte della facciata della chiesa del Rosariello che va ad allungare la triste lista di gemme del nostro patrimonio artistico culturale danneggiate per colpa dell’abbandono in cui versano.

E come dimenticare l’arco borbonico sul lungomare, che da anni si reggeva su poche e traballanti pietre il cui stato di degrado era stato segnalato più e più volte al comune per l’imminente pericolo di crollo, o i danni riportati dalla diga foranea nel porto di Napoli? senza dimenticare quanto accaduto all’ospedale degli Incurabili nell’aprile del 2019.

Siamo di fronte ad una colpevole disattenzione e noncuranza, e mentre da una parte ci si erge a paladini della napoletanità non si fa niente per preservare i simboli di una città che non si merita quest’altro insulto, dopo i tanti che ha subito e subisce quotidianamente.

E allora, dopo le tante commemorazioni a cui abbiamo assistito oggi in aula, chiedo un minuto di silenzio anche per commemorare quella che fu la nostra storia e la nostra cultura, caduta sotto i colpi della disattenzione e dell’ignoranza!

Grazie


https://www.ilmattino.it/spettacoli/televisione/gomorra_5_uscita_anticipazioni_casting_ultime_notizie_oggi-5716470.html

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2021/01/20/-napoli-crollo-parziale-chiesa-non-ci-sarebbero-feriti-_15e89f45-2c01-4b3e-9d82-4846d38fe9ce.html

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