Attenti al giallo!

E’ noto l’utilizzo in politica, della dialettica, dell’eloquenza, al fine di apportare variazioni ad un concetto in modo lento, subdolo, ma vincente e convincente. Quello che non immaginavo è che oggi viene utilizzata a tal fine, la cromaticità delle immagini, la colorazione di mappe territoriali…

ZONA-ROSSA-FIGURA-AVengo al fatto. In questi giorni è stata definitivamente approvata la nuova mappatura della zona a rischio vulcanico per l’area circostante il Vesuvio.

Ricorderete che inizialmente la delimitazione della così detta “zona rossa” prevedeva a malapena il territorio di 18 comuni. Ovviamente si intuiva che tale delimitazione era nettamente insufficiente.

zona gialla vesuvioLa Commissione Grandi Rischi ha allora provveduto ad ampliare tale zona a circa 85 comuni, comprendendo anche comuni del salernitano e alcuni quartieri orientali del comune di Napoli.

Questo ampliamento però, era determinato anche dallo studio storico e medio dei venti in quota ed era teso a stabilire la pericolosità dell’accumulo di ceneri e lapilli sui tetti delle abitazioni.

Ed ecco quindi la novità. Le zone individuate ora sono due. La prima, relativamente ridotta, definita “zona rossa” ed una seconda zona, più estesa, definita “zona gialla”.

Dov’è l’inghippo? Semplice. Per la zona rossa vengono individuate vie di fuga, esodo verso altre regioni della popolazione, esercitazioni di evacuazione e, ovviamente il divieto di nuove volumetrie per edilizia residenziale (anzi, possibilmente e preferibilmente un recupero edilizio volto alla verifica e al consolidamento della staticità degli edifici).

E per la zona gialla? Solo una verifica di resistenza ad aumento di peso sopportabile per tetti e solai.

E guarda caso, i quartieri di Ponticelli, Barra e S. Giovanni, tranne per alcuni edifici al limite del confine comunale, sono in zona gialla. E questi sono i quartieri dove, oltre all’ormai famoso “Ospedale del mare”, insiste l’intero progetto Naplest!

zona rossa cfOra toccherà, credo, un simile aggiustamento per l’area a rischio dei Campi Flegrei. Area per la quale faticosamente si era ottenuto un ampliamento della zona rossa che comprendesse anche i quartieri occidentali di Napoli, zona dove insiste anche il SIN di Bagnoli, l’area ex-Italsider…

Si, sono preoccupato. Sono preoccupato che qualche pennellata di giallo possa debordare anche in quell’area… dai tempi del “sacco della città” del dopo guerra, alla nascita di interi quartieri abusivi degli anni ’80, la speculazione edilizia è sempre in agguato sui nostri territori, perciò: “Attenti al giallo!”