Il M5S al Sindaco : “Un tavolo istituzionale Comune – Rettori”

LETTERA APERTA AL SINDACO DE MAGISTRIS di Francesca Menna del Movimento 5 stelle

Proponiamo un Tavolo  Istituzionale tra Lei ed i Rettori napoletani ma che questo incontro avvenga soltanto dopo un altro incontro più ampio aperto a tutti gli studenti dei diversi Atenei.

Gentile Signor Sindaco de Magistris prendo spunto dell’inizio dell’anno nuovo per inviarle questa lettera aperta. E’una sorta di lettera d’intenti su tematiche sentite dal Movimento nella certezza che lo sguardo derivante da direzioni diverse permetta di affrontare evidenti criticità nello spirito di offrire così un contributo utile al miglioramento della vita dei cittadini. Mi piacerebbe parlare con Lei della questione rifiuti, di quanto si stia abbassando la guardia verso la cultura delle 3 R, come le definiamo noi del Movimento, Riduzione Riciclo e Riuso oppure dell’evasione scolastica che, ahimè esiste ancora e soprattutto dei bambini dei migranti. Parlare del Lavoro con i suoi meccanismi liberisti e gli antichi ricatti oppure dei lavoratori della Macchina Comunale che vedo svuotati e arrabbiati. Vorrei parlare con Lei dei Luoghi della nostra città, del Porto e di Bagnoli quei luoghi a rischio di illegalità oppure concessi a privati, della Napoli che frammenta e segrega, se pensiamo alle periferie, alle strade, ai marciapiedi a quello che sta accadendo ai tanti abitanti dei quartieri della Movida segregati nelle loro case, inascoltati.

Le tematiche che pesano su Napoli richiedono attenzione e soluzioni urgenti, ma credo che alla base di ogni iniziativa sia indispensabile soprattutto uno sguardo volto al recupero delle relazioni umane, della coscienza e della cultura, perché terreno fondante al recupero della vivibilità e della dignità delle nostre Vite, questa consapevolezza mi spinge a scegliere di focalizzare l’attenzione, tra le tante urgenze, al rapporto tra Università e Comune

I napoletani che ascolto tuti i giorni, i ragazzi che incontro come docente universitaria mi raccontano di una città faticosa da vivere, che soffoca e non consente l’espressione del proprio talento. A Napoli, infatti  l’occupazione giovanile è bassissima, il tasso di disoccupazione dei ragazzi dai 15 ai 29 anni nel 2014 era del 45,5% e per le donne del 52,6%; dal 2002 al 2013  sono avvenute circa 25.500 cancellazioni delle residenze  annue verso provincie di altre città. Eppure nel nostro territorio ospitiamo 5 Atenei 1 conservatorio ed un’Accademia delle Belle Arti e da uno studio condotto per la CRUI sulla relazione Università e città, si evince che nei Paesi occidentali, e in particolare nelle aree urbane, si assiste al fenomeno della crescita di lavori strettamente legati all’area delle nuove tecnologie, della cultura e della conoscenza. Questo studio mette in evidenza come le città siano diventate luoghi nei quali sta crescendo la nuova economia della conoscenza. Si parla addirittura di una vera e propria rivoluzione culturale dovuta alle nuove tecnologie. In questa ottica osserviamo con attenzione e con criticità il vuoto di iniziative attorno all’insediamento della Apple nella zona di San Giovanni, quanto l’Amministrazione sia inadempiente rispetto alla possibilità di mettere a reddito parte del proprio patrimonio attorno a questo insediamento per attrarre investimenti, creare indotto mettendo in movimento la stessa macchina turistica. Bisognerebbe, infatti ripensare al rapporto tra Cultura e Turismo, quest’ultimo dovrebbe essere pensato come un settore del Lavoro, espressione del coordinamento dei settori diversi che lo compongono e che in esso convergono cosi si produce Cultura che sarebbe così liberata da un vincolo e libera di esprimersi. Proviamo ad immaginare se avessimo davvero considerato di mettere insieme i diversi settori di cui si compone il turismo, dall’urbanistica alle  infrastrutture per realizzare quell’ idea che è alla base di “n’albero”, ovvero vedere il panorama della città dall’alto e lo avessimo  realizzato arricchendo le tante piazzette che circolarmente e su diverse quote abbracciano la nostra città che si arrampica sulla collina. Quanta ricchezza, quanta Coscienza, quanto attaccamento al territorio avremmo prodotto? Quanto divertimento di qualità, e per tutti, avremmo potuto creare? Gli Assessori pensano al turismo come fonte di ricchezza organizzando  grandi eventi quando oramai la città, è sempre di più concepita come polo attrattore di una nuova classe di lavoratori :“la classe creativa”, un luogo quindi in grado di generare il “campo creativo” di cui parla  il geografo economico Scott. Questo concetto va a definire un sistema di relazioni sociali in grado di influenzare la creatività umana proprio quella caratteristica tutta napoletana che fa del nostro centro storico un patrimonio inestimabile per l’UNESCO perchè fonde urbanistica e rapporti umani mantenendo intatta la sua struttura sociale arcaica nel cuore di una metropoli. Proprio per questo potremmo mettere in atto il modello della  “tripla elica” di Leydesdorff e Etzkowitz (1997), formata da interessi accademici, imprenditoriali e governativi, modello che consentirebbe all’ Amministrazione di sposare la“terza missione” dell’Università poiché essa riguarda anche il settore sociale e culturale

 Napoli come si posiziona rispetto a questo fermento europeo?

Vedo fondamentalmente scarsa attenzione politica al progetto culturale delle Arti Creative e Tecnologiche che sta facendo decollare altre città italiane ed europee. Proponiamo, per questo di istituire Incontri Istituzionali per generare una reale Politica delle Arti Creative e Tecnologiche. Proponiamo un Tavolo  Istituzionale tra Lei ed i Rettori napoletani ma che questo incontro avvenga soltanto dopo un altro incontro più ampio aperto a tutti gli studenti dei diversi Atenei.

E’ necessario secondo noi fare rete tra le Istituzioni perché questo costituisce un importante fattore di forza come avviene in altre Città con Atenei anche meno prestigiosi dei nostri, solo così Napoli non sarà più scollegata da questa enorme risorsa e potrà ridurre la drastica percentuale della disoccupazione giovanile.

Questo momento storico sta esprimendo la fine di un modello culturale e Napoli come sempre nei secoli ci fa da specchio, c’è bisogno di una trasformazione importante liberando la città da quelle mani rapaci che la saccheggiano e che la rendono immobile, bisogna farlo assolutamente e con coraggio. Ecco alcune riflessioni come se fossero rivolte alla nostra Città, a Lei che la rappresenta il nostro augurio di buon anno nuovo di reale rinnovamento.

Menna Repubblica 3 gen 2017