MOVIDA, iniziato l’ascolto di comitati e gestori in commissione Giovani

10 aprile 2018 – La commissione Giovani e sicurezza urbana ha iniziato un lavoro di ascolto di comitati e gestori sul tema della movida

Nella riunione presieduta da Claudio Cecere si è tenuto il primo incontro con la Seconda Municipalità dedicato alla questione della corretta gestione della vita notturna in città che toccherà tutti i territori e vedrà la partecipazione di comitati di cittadini e gestori dei locali.

Il tema della “movida”, ha detto in apertura il presidente Cecere, riguarda tutti ed è per questo che la commissione ha aderito alla proposta della consigliera Francesca Menna (Movimento 5 Stelle) di incontrare i comitati dei cittadini e i gestori dei locali per arrivare a trovare una sintesi nelle posizioni contrapposte che possa costituire la base di una nuova ordinanza con il contributo attivo del Consiglio comunale.

Il Consiglio, ha sottolineato la consigliera Menna (Movimento 5 stelle), deve uscire dal silenzio e fare da ponte tra i due fronti in opposizione, elaborando poi un documento con proposte concrete che possano incontrare la più ampia condivisione, pur nella consapevolezza delle diverse posizioni di partenza.

Sono intervenuti i rappresentanti dei comitati per la Quiete Pubblica e la Vivibilità Cittadina e Civico Bellini e il consigliere municipale Lorenzo Iorio (Movimento 5 Stelle Lorenzo Iorio.

Il Comitato per la Quiete pubblica, ha spiegato il suo presidente Gennaro Esposito, ha raccolto nel corso degli anni ampia documentazione delle violazioni quotidiane poste in essere nelle strade della “movida”, tutte regolarmente segnalate e denunciate, senza che si registrassero, se non sporadicamente, adeguati interventi di contrasto.

La Polizia Locale esegue nei vari quartiere interventi di controllo e repressione delle violazioni segnalate dai cittadini, mentre in altre Municipalità, come la Seconda, ciò non avviene, condannando i residenti alla privazione della quiete e del sonno, con gravi ripercussioni sulla salute soprattutto di bambini ed anziani.

Vanno tutelati i diritti costituzionalmente tutelati, come quello alla salute, alla riservatezza e alla sicurezza attraverso provvedimenti adeguati e facendo rispettare norme già esistenti, le norme in materia di inquinamento acustico e di sicurezza dei locali, limitando il rilascio di nuove autorizzazioni in strade dove già insistono altri locali.

Un problema che non può risolversi solo con la fissazione di un orario di chiusura per i locali, ma ricorrendo a provvedimenti strutturali che contengano regole chiare, precise e stringenti di cui va poi controllata l’applicazione e, in caso di violazione, sanzionati i trasgressori.

La gestione del fenomeno, ha aggiunto la presidente del Comitato civico Bellini, può essere risolta solo a monte con un’ordinanza dettagliata e il contingentamento delle licenze.

I controlli, poi, dovrebbero concentrarsi nelle strade dove l’affluenza di persone è maggiore e dove si concentrano i locali più volte segnalati per violazioni di vario genere, pochi rispetti  al numero complessivo e ben noti a residenti e Amministrazione.

Il vice presidente del Comitato per la Quiete pubblica si è soffermato sull’aspetto economico della vicenda, che ha osservato come la movida non porti alcun vantaggio all’economia locale, ma solo costi alla collettività e ai cittadini virtuosi che pagano le tasse senza riceverne ritorni in tema di qualità della vita e controlli.

Tardivo, secondo il consigliere municipale Lorenzo Iorio (Movimento 5 stelle), l’intervento della commissione, a fronte dell’imminente stagione estiva che, complice il bel tempo, vedrà un’affluenza crescente di frequentatori dei locali, ai quali andrebbero nient’altro che applicate le norme già esistenti e una nuova ordinanza più stringente da far rispettare.

Una posizione forte del Consiglio comunale, secondo la consigliera Menna, può invece fare la differenza nei confronti del Sindaco in vista dell’emanazione di una nuova ordinanza, mentre per il consigliere Moretto (Prima Napoli) quanto visto finora dimostra la mancanza di una volontà di intervenire da parte della maggioranza che non sente il problema denunciato dai cittadini.