CONSIGLIO COMUNALE – Commissioni congiunte Bilancio e Infrastrutture sul piano di risanamento Anm

22 marzo 2017  si è discusso dell’approvazione della delibera di proposta al consiglio n. 132 del 15 marzo 2017 di approvazione dell’aumento di capitale dell’ANM per 65 milioni di euro attraverso il conferimento di immobili di proprietà del Comune e del piano di risanamento di ANM spa.

il consigliere Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle), nel preannunciare proposte migliorative in Consiglio, ha espresso forti preoccupazioni soprattutto relativamente al fatto che l’autorizzazione del MEF alla ricapitalizzazione si riferiva ad un piano di risanamento per il 2014 – 2017, quando le previsioni di perdita erano inferiori a quelle che effettivamente si sono prodotte nel bilancio Anm e al mancato inserimento dell’importo delle passività nel fondo vincolato del previsionale 2016.

Matteo Brambilla (M5s)nell’intervento fatto oltre a precisare che:
1) manca autorizzazione ministero per ricapitalizzare un’azienda con tre bilanci consecutivi (siamo al quarto oramai…) in passivo;
2) nel bilancio previsionale non c’era riferimento al passivo di anm nel 2015 (42milioni di euro) anche se l’assessore al bilancio ha dichiarato che sono stati messi nel fondo passività…
E’  intervenuto per dire che non vi è traccia di sviluppo e cambio di rotta ma solo di tagli al personale e aumenti dei biglietti, senza visione strategica, senza mobilità differenti da pensare, senza addirittura inserire nel piano triennale presentato l’ampliamento linea 1 e linea 6, che se entrassero in funzione a breve causerebbero paradossalmente aggravi di costi ingestibili.

Si parla di 65 milioni di immobili comunali passati ad anm per farla “stare in piedi” ma per questi edifici c’è la possibilità di vendita ai privati (tranne il parcheggio brin)!!! ovvero noi cittadini saremo sempre più poveri in termini di patrimonio “comune” tanto caro al sindaco.  Che dire poi della riconversione di 85 persone nella vendita titoli di viaggio e controllo titoli di viaggio quando si investono milioni di euro per l’innovazione informatica e la dematerializzazione dei titoli di viaggio: tradotto tolgo i biglietti cartacei di mezzo e metto le persone per venderli!!!!
Il piano prevede aumenti dei ricavi del 40% per il trasporto su gomma con riduzione del 30% dei servizi (km serviti). Davvero si pensa ancora che diminuendo i costi del personale ed alzando i prezzi dei biglietti si sana un’azienda? o forse si deve pensare ad estendere la platea degli utenti del servizio pubblico incentivandola all’uso e a lasciare l’auto privata con tariffe integrate tra parcheggi di interscambio e mezzo pubblico (metro-autobus), a dare migliori servizi facendo manutenzione sulla rete e sui mezzi, utilizzando mezzi moderni e sostenibili, creare le condizioni per una velocità commerciale degna con corsie preferenziali vere, zone ztl.
Ripensare in chiave moderna la mobilità in una grande città, al posto di grandi opere.
in aula andremo a discutere di tutto questo,con un’ultima considerazione: sono anni che si presentano piani di lacrime e sangue con tagli al personale ed aumento tariffe, ma senza risultati, e nessuno dei nostri amministratori e del management di Anm Brambilla (M5S) si chiede se forse non sia il caso di cambiare strategia.

QUI LE PROPOSTE DEL MOVIMENTO 5 STELLE DI NAPOLI PER LA MOBILITA’

programma elettorale M5s mobilità

qui la delibera di proposta al consiglio del 2017  DGC.132 del 15.03.17 aumento capitale ANM

qui la delibera del piano industriale di ANM dgc_240215_0102 piano industriale 2014 – 2017 ANM

qui comunicato stampa Comune di Napoli ANM commissione congiunta bilancio infrastrutture

UNA VITTORIA DEL M5S: ISTITUTO CASELLI – RICONOSCIUTO L’INDIRIZZO RARO

Già dal 2015 ci eravamo interessati del Caselli, l’istituto professionale situato nel Bosco di Capodimonte dove si insegna l’arte della  produzione della porcellana e della Ceramica di Capodimonte: l’istituto rischiava di essere accorpato ad altro di indirizzo generico  non raggiungendo gli 800 iscritti.

Alla nostra interrogazione in Commissione Cultura alla Camera, la n° 5-04881 a prima firma Colonnese, aveva risposto, in maniera anche abbastanza celere per i tempi biblici a cui siamo abituati in Parlamento, il Sottosegretario alla Cultura, l’On. D’Onghia, che riconosceva tutte le nostre argomentazioni riguardo l’eccellenza dell’Istituto scolastico, comunicando che il Ministero si dichiarava assolutamente disponibile a concedere l’indirizzo raro, richiesto dal M5S negli impegni, indicando tra l’altro, anche la modalità di richiesta :

“per quanto riguarda la specifica questione sollevata dall’on.le interrogante si evidenzia che il Ministero può senz’altro valutare la possibilità di uno speciale inquadramento dell’Istituto per la ceramica «Caselli» che ne preservi la peculiarità del piano di studi. A tal fine, si rende necessaria la presentazione da parte dell’istituto di una specifica richiesta di sperimentazione ai sensi dell’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica n. 275 del 1999.”

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=32860&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+IN+COMMISSIONE%27

La risposta del Ministro veniva fornita poi in maniera puntuale alla dirigenza scolastica del Caselli.

Da allora più niente.

Da fonti di stampa dal tono trionfalistico, apprendiamo che alcuni consiglieri della III municipalità di Napoli attribuiscono il conseguimento  dell’Indirizzo raro, l’unico in grado di scongiurare l’accorpamento e quindi la perdita del marchio di fabbrica del Real Giglio di Capodimonte, alla coppia De Luca&Fedeli, per gentile concessione alle loro pressanti istanze.

“E’ incredibile come certa politica non perda mai l’occasione di strumentalizzare qualsiasi notizia: il Caselli ha ottenuto l’indirizzo raro, notizia di cui siamo tutti contenti.- commentano i consiglieri di municipalità del Movimento 5 Stelle Fabio Greco e Fabrizio Catanzano –  Ma quanto grave sarebbe stata la perdita di tale eccellenza solo perché il partito di appartenenza  doveva farci la solita passerella elettorale? “

L’ISTITUTO CASELLI E’ SALVO. La Regione Campania ascolta e delibera l’unicità sul territorio nazionale

M5s Napoli EST, sopralluogo all’impianto di sollevamento di San Giovanni a Teduccio e al depuratore commissariato

Il 13 marzo 2017 una delegazione di portavoce del m5stelle campania, il deputato Luigi Gallo, i consiglieri Tina Formisani, Pasquale Longobardi, Simone Natullo, e la senatrice Paola Nugnes, ha fatto un sopralluogo all’impianto di sollevamento di San Giovanni a Teduccio e al depuratore di Napoli est, recentemente commissariato perché sottoposto a procedimento di infrazione UE.

L’impianto di sollevamento è quello che resta di un depuratore comunale dismesso nel 2010. L’area appare abbandonata, la dismissione mai avvenuta, l’area è stta messa in sicurezza ma le strutture preesistenti degradano alla luce del sole…il sito non è stato bonificato e i progetti di riconversione restano quelli accademici della facoltà di Architettura…ipotesi forse irrealizzabili. ..eppure dietro la rete verso sud possiamo vedere chiaramente una spiaggetta con barche, Porto Fiorito, che mi dicono d’estate sia affollatissima di bagnanti…”li in fondo si intravede Pietrarsa e da li a qui la passeggiata a mare…. “Eppure proprio qui sfocia a mare il troppo pieno periodico e stagionale dell’impianto; “a mare?”, “Certo a mare…ma è in regola se siamo in percentuali consentite di diluizione”.

In via dei Boccaperti a nord dell’ex depuratore ai confini con Porto Fiorito persiste un copioso scarico diretti in mare di acque “nere”, e così avviene a sud dell’impianto,ci dicono, quindi le acque non sono balneabili e direi addirittura pericolose per i bagnanti. (Quindi le acque pluviali che convogliano nei regi lagni della direttrice S.Giovanni –Comuni Vesuviani, sono inquinate da sversamenti del tutto abusivi di “acque nere” dai comuni limitrofi. Questa è un’azione fuorilegge in quanto la rete fognaria deve avere un distinto iter di scarico separato dalle acque pluviali.)

All’impianto di Napoli est, quando arriviamo, i giardinieri sono all’opera e si sente infatti un buon odore di erba tagliata…cosa che all’impianto di Cuma non è possibile apprezzare. ..qui mi dicono sono attivi i sistemi di regolamentazione odorifera e le vasche sono coperte.
L’impianto deve essere adeguato poiché non prevede il sistema di depurazione biologico ma solo quello fisico chimico che ora la normativa impone…

Ma il revamping è già finanziato, il commissario è già al lavoro…(anche se sembra che la Corbelli sia stata già sostituita con altro commissario).
Sta per partire la gare per il progetto di adeguamento, ci dicono. ..ma una cosa è certa: in Italia “sta sempre per partire qualcosa” ma difficilmente si vedono dei risultati… cosi come ci dicono che le famose gare per l’adeguamento e la gestione dei 5 impianti Napoli area flegrea e Caserta sono state finalmente aggiudicate e che “per fine mese” i lavori a Cuma “dovrebbero anche partire” …

Intanto l’impianto di Napoli est funziona al 40% della sua potenzialità. …perché? Perchè gran parte della città di Napoli non è collettata all’impianto e tantissimi comuni limitrofi del Nolano non lo sono…sembra che il comune di Napoli stia provvedendo a lavori di collettamento per una certa parte …ma le acque nere che finiscono direttamente a mare sono ancora tantissime. ..come si può vedere dalla foto.

Sembra verranno costruiti “opportuni” impianti di biodigestione dei fanghi, all’interno degli impianti di depurazione; dico opportuni prrche lo smaltimento dei fanghi e una spesa importante e ridurne i volumi vuol dire ridurre costi di smaltimento, ma lo saranno, opportuni, se e solo se, saranno realizzati sulla misura della produzione dei fanghi, se l’energia prodotta non verrà immessa in rete e se servirà solo per l’autoconsumo, altrimenti, essendo impianti incentivati il rischio di gestione fraudolenta non sarà ipotesi tanto bislacca…