Campo Rom di Cupa Perillo Marta Matano (M5s) in commissione Welfare

Il 3 ottobre in Commissione Welfare è stato affrontato il tema del campo Rom di Cupa Perillo con il Vicesindaco Raffaele Del Giudice e i portavoce del Movimento 5 stelle Marta Matano e Matteo Brambilla

La commissione Welfare, presieduta da Maria Caniglia, ha fatto il punto oggi sulla situazione del campo Rom di Cupa Perillo. Sono intervenuti l’assessore all’Ambiente Raffaele Del Giudice ed il vicepresidente della VIIIa Municipalità Salvatore Passaro.

Una riunione convocata in seguito ad una nota del presidente dell’Ottava Municipalità Apostolos Paipais, che ha chiesto un confronto in Commissione Welfare sulla attuale condizione del campo Rom di Cupa Perillo.
Come ha illustrato il vicepresidente dell’Ottava Municipalità, Salvatore Passaro, la situazione nel campo di Cupa Perillo, in seguito al devastante incendio dell’agosto del 2017, continua ad essere estremamente critica. A dispetto della presenza, in prossimità dell’area, dell’autoparco Asia e di un’isola ecologica, si registrano continui sversamenti illegali e roghi di rifiuti, e non produce risultati il presidio h24 dei militari dell’Esercito perché i trasgressori conoscono gli orari del cambio turno, e senza alcun controllo raggiungono il campo, sversano e riescono anche ad appiccare il fuoco. Una situazione pericolosa che – al netto di denunce presentate all’Autorità Giudiziaria – chiama in causa anche la Municipalità e l’Amministrazione per tutelare le persone che ancora vivono nel campo e nelle immediate adiacenze: è dello scorso 10 settembre un sopralluogo svolto nel campo da parte della Municipalità e dei sanitari del Distretto 28 dell’Asl (il verbale dell’Asl è stato consegnato alla Commissione), dal quale emerge una situazione di altissimo rischio per la presenza nel campo di rifiuti pericolosi. Per questo, in rappresentanza della Municipalità, il vicepresidente Passaro ha chiesto che si possano subito installare delle telecamere nell’area, per scongiurare sversamenti abusivi (effettuati da privati cittadini spesso provenienti da fuori Comune) e, per la tutela della salute pubblica, ha chiesto che si attivino al più presto le procedure per sgomberare dal campo le unità familiari che ancora vi risiedono, e consentire la caratterizzazione dei rifiuti e l’avvio della bonifica, tenuto conto che i fondi sono stati stanziati dalla Regione. Questi aspetti sono stati ribaditi anche dalla consigliera Alessia Quaglietta (Partito Democratico) che ha ricordato come in diverse riunioni della commissione Welfare sia stato affrontato il tema di Cupa Perillo, dove si registrano numerosi casi di neoplasie tra gli abitanti del campo, e sul quale serve una risposta seria dell’Amministrazione sui tempi dello sgombero per consentire la bonifica.

L’assessore all’Ambiente Raffaele Del Giudice ha specificato che dal 27 agosto 2017, data dell’incendio di Cupa Perillo, l’attenzione dell’Amministrazione è massima. Attraverso il Comitato per l’ Ordine Pubblico e la Sicurezza sono state seguite tutte le fasi di messa in sicurezza dell’area, sono state avviate iniziative con Asia per ampliare l’isola ecologica (consentendo anche ai residenti del campo Rom di conferire ingombranti) e sono stati effettuati diversi interventi sulle rampe dell’Asse Mediano per liberarle dai rifiuti. Ricordando che Asia non ha competenza per la rimozione di rifiuti speciali, è stato chiesto comunque all’azienda di effettuare una stima di massima dell’operazione, che ammonterebbe a circa 1,2 milioni di euro. Del Giudice ha inoltre evidenziato che tutta la gestione delle procedure di quest’ultimo anno si sono svolte nel massimo rispetto della filiera istituzionale; proprio in seno al Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza è stato stabilito che la bonifica del campo di Cupa Perillo verrà effettuata da Invitalia nell’ambito del Piano Regionale di Bonifica. Il Comune ha approvato all’inizio di agosto la delibera che dà il via alla stipula della convenzione per la bonifica e l’ha inviata alla Regione, si attende ora la convocazione per la firma definitiva della convenzione. Sugli altri aspetti evidenziati, l’Assessore ha ricordato che le carenze di personale anche nelle forze dell’ordine rendono difficile il ricorso alle telecamere, ma ha evidenziato i controlli svolti dalla U.O. Tutela Ambientale della Polizia Locale e l’importanza degli screening sanitari sul territorio. Si è impegnato a riportare nel Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza quanto è emerso nella discussione di oggi.
Tra i consiglieri intervenuti, Marta Matano (Movimento 5 Stelle) ha evidenziato l’importanza che gli esiti degli screening sanitari siano inseriti nel Registro Tumori e ha suggerito che il personale idoneo ai servizi interni della Polizia Locale possa essere impiegato per le attività di videosorveglianza (una soluzione, ha risposto Del Giudice, già messa in campo dall’Amministrazione).

Vincenzo Moretto (Prima Napoli) ha invitato a non confondere le situazioni emergenziali con le misure messe in campo per evitare che certi fenomeni si ripetano: nel caso di Cupa Perillo è evidente che le misure finora adottate non sono state sufficienti. Se si continuano a registrare sversamenti e roghi, se il verbale dell’ASL del 10 settembre esprime ancora una situazione preoccupante, vuol dire che servono interventi urgenti e risolutivi a tutela della salute pubblica.

Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle) ha ricordato che la situazione dei rifiuti e dei roghi lungo l’Asse Mediano continua ad essere critica; è necessario inoltre sapere – una volta che sono stati persi i 7 milioni di finanziamento per il Campo di Cupa Perillo – se dopo la bonifica sarà possibile accedere a nuovi finanziamenti e riprendere il vecchio progetto.

Per Laura Bismuto (Dema), oltre alla questione ambientale – sulla quale pure ha espresso perplessità per l’impiego dell’Esercito e ha ricordato le numerose richieste, disattese, di fornire i residenti del campo di contenitori per la raccolta differenziata e di organizzare incontri formativi – sarebbe stato opportuno discutere oggi con l’assessora Gaeta, impossibilitata a partecipare alla riunione, di diversi aspetti legati alle condizioni della comunità Rom nel campo: sarebbe infatti utile sapere cosa ne è stato delle famiglie che hanno usufruito dell’incentivo di 5000 euro per lasciare l’auditorium della Municipalità, dove si pensa di collocare le circa 600 persone (delle quali 2/3 bambini) che ancora vivono nel campo quando si dovrà effettuare la rimozione dei rifiuti e la bonifica. Diego Venanzoni (Partito Democratico) ha evidenziato che, nel caso di Cupa Perillo, sulla quale la Regione ha confermato che ci sono le risorse per la bonifica, ognuno deve fare un passo avanti, evitando corti-circuiti istituzionali, nell’interesse della collettività.
Dopo una breve replica di Del Giudice, che ha confermato che il Comune attende la convocazione della Regione per la firma della convenzione, ed alcuni chiarimenti forniti dal dottor Morelli dell’assessorato al Welfare sulla questione dei Rom, la presidente Caniglia, che ha ricordato come la Commissione abbia sempre recepito le richieste di confronto dell’Ottava Municipalità sul caso di Cupa Perillo, ha stabilito di convocare una nuova riunione con la partecipazione dell’assessora Gaeta.

Commissione Trasparenza sul Progetto Monumentando Francesca Menna Movimento 5 stelle

Francesca Menna portavoce al Consiglio comunale del Movimento 5 Stelle durante la riunione della commissione trasparenza del 6 dicembre

CONSIGLIO COMUNALE – 6 dicembre 2016  In commissione Trasparenza aggiornamento sul progetto Monumentando

La commissione Trasparenza, presieduta da Federico Arienzo, ha oggi esaminato il progetto di restauro di monumenti cittadini Monumentando ascoltando l’assessore all’Urbanistica Carmine Piscopo e la responsabile del procedimento architetta Monica Michelino.

Nel corso della riunione, sia il presidente Arienzo che i consiglieri intervenuti hanno posto una serie di domande sul progetto e sull’andamento dello stesso alla luce della campagna di stampa degli ultimi mesi e dei rilievi dell’Autorità Anticorruzione. L’intento della riunione, ha precisato il presidente Arienzo, è conoscitivo e non certo inquisitorio, volto a chiarire alcune perplessità allo scopo di proporre, se necessario, miglioramenti delle iniziative e delle procedure.
I consiglieri intervenuti, pur valutando positivamente la collaborazione tra pubblico e privato per la conservazione del patrimonio artistico e monumentale, hanno chiesto chiarimenti su alcuni punti: la natura del rapporto tra la ditta aggiudicataria della sponsorizzazione e il Comune, che l’Autorità Anticorruzione ha assimilato più a una concessione che a una sponsorizzazione, nonché la mancata iniziale quantificazione del valore delle entrate pubblicitarie (Arienzo); la mancanza della dichiarazione da parte della società Uno Outdoor, aggiudicataria della gara, della compartecipazione al 30% di una “fiduciaria”, dichiarazione necessaria ai fini dei controlli antimafia, la sproporzione tra gli introiti pubblicitari e l’importo dei lavori di restauro (Lanzotti di Forza Italia), la presenza nel bando o meno di penali per ritardi nella consegna dei monumenti, lo sfasamento tra la gara e la firma del contratto, la dimensione e la percentuale di spazio occupati dai pannelli pubblicitari (Menna di Mov. 5 Stelle); la scarsità dei tempi accordati alle ditte per presentare le offerte al momento della gara, che ha determinato l’assegnazione ad un solo soggetto, e la procedura scelta con la delega anche della progettazione allo sponsor (Palmieri di Napoli Popolare), la previsione di un collaudo di fine lavori, pur nella considerazione generale che analoghi interrogativi dovrebbero essere posti anche riguardo alle pubblicità sui ponteggi dei cantieri per edifici privati in ristrutturazione (Coppeto di Sinistra Napoli in Comune a Sinistra), la valutazione dell’opportunità di una singola gara anziché di più gare per i singoli lotti, nonché la preoccupazione che un intervento così concepito possa devastare un mercato, quello dell’impiantistica pubblicitaria, già provato dalla crisi (Troncone di De Magistris Sindaco), l’opportunità di utilizzare i rilievi dell’anticorruzione per chiarire tutti gli aspetti e la necessità di esaminare l’intera materia della pubblicità considerando che esistono situazioni di monopolio in alcune funzioni, come quella dei cartelli per le indicazioni di attività (Andreozzi di Dema).
La relazione dell’assessore Piscopo e l’intervento conclusivo dell’architetta Michelini hanno dato risposta alle questioni sollevate, specificando che è in corso da parte degli uffici la predisposizione delle controdeduzioni da inviare all’Autorità di Cantone entro 30 giorni. Premessa necessaria, ha detto l’assessore Piscopo, è che sempre più spesso i Comuni fanno ricorso a contratti di sponsorizzazione per rispondere al dovere di salvaguardia dei propri monumenti, soprattutto in epoca di forti tagli alle risorse per la cultura. Monumentando è un contratto di sponsorizzazione in linea sia con la normativa nazionale che con il regolamento approvato dal Consiglio comunale nel giugno del 2012. Si tratta in senso proprio di una sponsorizzazione tecnica, distinta dalla normale sponsorizzazione, in quanto l’aggiudicataria deve progettare il restauro e non solo appaltare i lavori per la sua esecuzione. La gara è stata aggiudicata in via definitiva nel gennaio del 2014 e la stipula del contratto è avvenuta nell’agosto dello stesso anno. 27 sono i monumenti che grazie alla sponsorizzazione saranno restituiti alla città dalla società che si è aggiudicata la gara e che si è impegnata a tenere la manutenzione dei monumenti restaurati per i 12 anni successivi.  Ad oggi, 6 monumenti sono stati restaurati, per 4 sono aperti i cantieri. Sulla questione dei tempi, in particolare sulla permanenza delle pubblicità, va precisato che il contratto prevede che lo sponsor possa rifarsi delle spese utilizzando il 50% delle superfici disponibili per la pubblicità (la restante parte deve raffigurare il monumento al momento coperto per lavori). In caso di ritardo sui tempi di consegna, lo sponsor deve rimuovere le pubblicità ed utilizzare per il cantiere teli bianchi; caso a parte è quello del cantiere per il restauro del ponte di Chiaia dove la vera e propria operazione di restauro è cominciata solo quando sono stati risolti, dal Comune, alcuni problemi di infiltrazione d’acqua che creavano pericolo. Sull’esposizione della pubblicità nel corso dei lavori e anche nella fase di progettazione, l’assessore ha precisato che in una prima fase gli uffici, d’accordo con la Soprintendenza responsabile, hanno interpretato la norma in senso espansivo rifacendosi ad un articolo della legge del Codice dei Beni culturali; solo in un secondo momento, la Soprintendenza, nella quale c’era stato un avvicendamento, ha invece escluso la possibilità di esporre la pubblicità nella fase di progettazione. Tutta la procedura vede il pieno coinvolgimento della Soprintendenza che, anche nella fase finale appone il proprio visto al certificato di regolare esecuzione dei lavori, redatto dal direttore dei lavori. Date le procedure adottate, ha specificato l’architetta Michelini, più volte è stata reiterata la procedura di richiesta di certificazione antimafia per la società aggiudicataria, senza che fossero rilevate dalla Prefettura irregolarità. Sugli introiti per il Comune, infine, l’architetta Michelini ha comunicato che, secondo l’ultimo report, il Comune finora ha incassato per imposta sulla pubblicità 136mila euro che, in termini di vantaggio complessivo per il Comune, si aggiungono ai circa 379mila euro di lavori realizzati e già consegnati.