Trivellazioni profonde a Bagnoli

Lettera aperta

 

Alla c/a del Sig. Sindaco del Comune di Napoli

Luigi de Magistris

e p.c. al Sig. Presidente della Regione Campania

Stefano Caldoro

al Sig. Sindaco del Comune di Pozzuoli

Vincenzo Figliolia

 

 

OGGETTO: Trivellazioni profonde a Bagnoli

 

Il MoVimento 5 Stelle di Napoli, appellandosi alla Sua affermazione di essere il Sindaco di tutti i cittadini, si fa portavoce proprio di quei cittadini che nutrono serie perplessità su quanto in oggetto.

Stiamo difatti parlando di preoccupazioni serie, reali, senza interessi di parte, senza fini di visibilità mediatica o politica, ma che necessitano di risposte precise ed inconfutabili da parte proprio del Sindaco, in quanto primo responsabile locale di Protezione Civile.

Mettiamo anche da parte la prima trivellazione “esplorativa”, che ormai è già al termine e che potrebbe realmente essere utile al miglioramento del sistema di monitoraggio della sismicità e dell’attività vulcanica dei Campi Flegrei, anche se, dobbiamo dirlo, questa attività è stata avviata senza che per i cittadini dell’area interessata fosse disponibile un Piano di Evacuazione già pronto e collaudato (ricordiamo a tal proposito l’evento accaduto a Fiumicino nel 2007, dove una trivellazione non profonda causò la perforazione di una sacca di CO2 con seri problemi per chi risiedeva nelle immediate vicinanza – Sul sito dell’Università di Roma 3 è consultabile la relazione del professor Franco Barberi sull’episodio).

Ma adesso è il caso di fermarsi e riflettere metodologicamente sui seguenti punti:

1) E’ indiscutibile che la comunità scientifica resta divisa sul tema della pericolosità di trivellazioni profonde nella caldera dei Campi Flegrei e tale contrasto ormai è di dominio pubblico. La mancanza di una certezza scientifica, che permetterebbe, qualora esistesse, di escludere  ragionevolmente la presenza di rischi nel campo della salute umana, animale ed ambientale, rende a nostro avviso indispensabile l’applicazione del “Principio di precauzione”, principio adottato dall’Unione Europea.

2) Si è molto parlato della probabilità che si verifichi un evento drammatico, ma bisogna piuttosto parlare di concetto di Rischio, inteso come combinazione di probabilità e di gravità di possibili lesioni o danni alla salute. In sintesi, nella valutazione degli scenari evolutivi possibili di un territorio, quali l’analisi di problematiche di carattere ambientale, il rischio è funzione della pericolosità dell’evento, della vulnerabilità nel sopportare gli effetti legati al fenomeno pericoloso e del valore che l’elemento esposto al pericolo assume in termini di vite umane, economici, artistici, culturali o altro.

3) Nonostante gli sforzi compiuti recentemente per rimediare all’assenza di un Piano di Emergenza Comunale, assenza inspiegabile ed assurda date le caratteristiche geofisiche dell’area flegrea, dobbiamo ancora constatare la mancanza di concrete procedure attuative. Procedure relative ad eventuali misure da intraprendere, punti di ritrovo, vie di fuga, pianificazione itinerari e destinazioni, nel caso di necessità di evacuazione. Ormai sono anni che attendiamo che proprio l’INGV fornisca quanto istituzionalmente dovuto, al fine della redazione di tale Piano e non è più possibile continuare passivamente in tale attesa.

4) Lo stato di conservazione degli edifici della zona è del tutto inadatto ad un territorio a rischio sismico e vulcanico. Dai dati del censimento 2001, si rileva che nella sola Bagnoli (ma nella “Zona A” individuata durante l’ultima crisi bradisismica, rientrano le Municipalità IX e X per intero) ci sarebbero ben 400 edifici da sottoporre a verifiche statiche.

5) La destinazione dell’area interessata alla trivellazione è quella di Parco Urbano. Tale destinazione non è stata a tutt’oggi variata da nessuna delibera consiliare, né da altro provvedimento, né soprattutto in seguito a preliminare confronto con la cittadinanza. D’altronde una qualunque installazione impiantistica tenderebbe a far diminuire la valutazione dei suoli circostanti, messi o da mettere in vendita, eventualità che porterebbe un forte danno economico alla Bagnolifutura S.p.A. La stessa area inoltre è ancora in attesa di completamento dei lavori di bonifica ambientale, bonifica prioritaria e propedeutica a qulsiasi tipo di insediamento antropico.

6) La Legge n. 99 del 23 luglio 2009, al comma 40, sancisce che i pozzi di ricerca fino a 400 metri di profondità vanno autorizzati dalla Regione, secondo quanto previsto dal R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775. Oltre tale profondità va implementata tutta la Procedura autorizzativa prevista nel caso di trivellazioni profonde. In realtà, la cittadinanza non è stata messa a conoscenza nemmeno dell’autorizzazione da parte della Regione Campania.

Ciò premesso, sono per noi ovvie e ineludibili, le seguenti richieste:

a) Blocco a tempo indeterminato del CFDDP nell’area di proprietà della Bagnolifutura S.p.A.

b) Accelerazione nella formalizzazione di un Piano di Emergenza Comunale, completo in tutti i dettagli

c) Avvio immediato di un progetto per la determinazione degli edifici da sottoporre a ristrutturazione statica e successivo avvio di un “Project Financing”, utile all’effettuazione di tali ristrutturazioni per le Municipalità IX e X.

d) Rispetto del P.U.A. di Bagnoli e di tutte le normative urbanistiche vigenti. Le variazioni a tali normative devono seguire il normale iter procedurale.

e) Rispetto di tutte le procedure autorizzative previste dalla legislazione corrente. Non bastano certamente semplici autorizzazioni di accesso ai suoli o banali licenze edilizie.

Teniamo comunque a precisare che, come MoVimento 5 Stelle, non siamo affatto contrari, né alla ricerca scientifica, né allo sfruttamento geotermico, anzi siamo favorevoli ad entrambi.

La ricerca è fondamentale per l’economia della città e del Paese e va ovviamente incentivata, ma senza travalicare i limiti del Rischio ammissibile e sempre tenendo presente l’interesse generale e la salvaguardia dell’uomo e dell’ambiante.

L’energia geotermica inoltre, essendo una fonte alternativa e rinnovabile, è sicuramente una delle risorse da sfruttare per i nostri fabbisogni energetici, ma la logica dei grossi impianti è da abbandonare del tutto, perché ormai sorpassata da quella di piccoli impianti distribuiti sul territorio e connessi in rete a delle “smart grid”. Bisogna quindi puntare allo sfruttamento di impianti a bassa e media entalpia, magari utilizzando pozzi naturali, già esistenti in tutta la zona flegrea.

Chiediamo inoltre che, al fine di rendere reale la tanto promessa ed auspicata “Democrazia Partecipata” e la trasparenza delle attività dell’Amministrazione comunale, ci siano incontri costanti con la cittadinanza e comunicazioni continue sull’evolversi dell’attività in oggetto.

Da parte nostra ci aspettiamo le dovute risposte e pertanto Le chiediamo formalmente un incontro / confronto da Lei organizzato.

In attesa di un Suo riscontro, Le porgiamo distinti saluti.

 

Napoli, 2 agosto 2012

MoVimento 5 Stelle – Napoli